Obesità in crescita in Italia. 23 milioni in sovrappeso: uno su 4 ha meno di 17 anni

I dati dell'Italian Obesity Barometer Report
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QUASI un maggiorenne su due è sovrappeso, condizione che riguarda oltre 23 milioni di italiani e il 25% di chi ha dai 3 ai 17 anni. Quanto all’obesità, essa colpisce 5 milioni di italiani. Complessivamente, nell’arco degli ultimi trent’anni, nel nostro paese l’aumento dell’incidenza del sovrappeso è stato del 30 per cento e l’obesità è aumentata del 60%. La sconfortante fotografia viene dal rapporto Istat sull’obesità realizzato per il secondo Italian Obesity Barometer Report che è stato presentato a Roma in occasione del 2nd Italian Obesity summit – Changing ObesityTM meeting. La prevalenza dell’eccesso ponderale cresce con l’età e il picco si riscontra in entrambi i generi nella classe 65-74 anni (61,1 per cento). C’è però una divaricazione tra donne e uomini: la maggioranza degli uomini presenta un eccesso ponderale già a partire dai 45 anni, per le donne ciò si verifica dopo i 65 anni.

«I confronti temporali hanno evidenziato degli incrementi specifici: tra le donne più giovani, dai 18 ai 45 anni (in media +15 per cento) e tra uomini e donne dai 75 anni in su, dove per gli uomini si riscontra addirittura un aumento del 20 per cento. Per l’obesità le differenze di genere si sono leggermente acuite nel tempo, in quanto l’aumento ha riguardato in misura maggiore gli uomini, soprattutto a partire dai 55 anni» ha spiegato Roberta Crialesi, dirigente del Servizio Sistema integrato salute, assistenza, previdenza e giustizia di Istat. "Rispetto alla geografia, emerge un persistente gradiente Nord Sud, con il settentrione che si attesta sul 43% e il meridione sul 50%".

La situazione è preoccupante ovunque: "In Europa, nel 2014 erano in eccesso ponderale 186 milioni di persone - spiega  Antonio Nicolucci, direttore di CORESEARCH - Dal 2008 al 2014 la crescita è stata notevole, 37 volte in più della crescita della popolazione. Le proiezioni indicano che se non si inverte la rotta da qui al 2060 raddoppierà la prevalenza di diabete". Le malattie associate ai chili in eccesso sono numerose: vari tipi di cancro, ictus, malattie cardiovascolari e metaboliche. I chili di troppo sono un’ipoteca sul futuro. "Dal 2020 al 2050 si stima una riduzione di tre anni nell’aspettativa di vita degli europei -  dice Nicolucci - L’impatto è anche di natura economica. L’obesità costa 202 euro pro capite l’anno e impegnerà l’8.4% della spesa sanitaria complessiva entro il 2050".

Il problema è che viviamo in un ambiente obesogeno e la controffensiva deve quindi essere sistemica, andare oltre l’aspetto squisitamente sanitario e coinvolgere gli amministratori locali, i servizi sociali, le scuole. Inoltre, dicono gli esperti riuniti al Summit di Roma, "bisogna riconoscere che l’obesità è una malattia cronica e che come tale va trattata".

Scongiurandone la comparsa, agendo precocemente. Come spiega Daniela Sbrollini, presidente intergruppo parlamentare Obesità e Diabete: "L’incidenza nei bambini di sovrappeso e obesità ci pone al secondo posto in Europa: se non interveniamo per tempo, i bambini di oggi diventeranno adulti in sovrappeso". L’importanza di un’adeguata educazione alimentare e l’adozione di stili di vita corretti fin dalla più tenera età emerge anche dall’Italian Obesity Barometer che mette in luce la relazione tra eccesso di peso e luogo di origine. "I residenti nelle aree del centro nord che provengono per nascita da regioni del meridione hanno un rischio per eccesso di peso superiore alle persone residenti e nate nella stessa regione - ha spiegato Roberta Crialesi - Per esempio, in Piemonte dove oltre il 15 per cento degli adulti residenti ha dichiarato di essere nato in una regione del Mezzogiorno, l’eccesso ponderale delle persone che sono migrate è più elevato del 30 per cento rispetto al dato medio piemontese".
 
L’obesità ha contribuito anche alle differenze osservate nell’impatto di Covid-19, "dove le concause di morte più frequenti nei decessi per Covid-19 sono cardiopatie ipertensive (18%), diabete mellito (16%), cardiopatie ischemiche, tumori e obesità (4%). Ma, tra i 30 e 59 anni, l’obesità è la seconda comorbidità dei decessi più frequenti (17%)", ha ricordato Gian Carlo Blangiardo, Presidente dell’Istat "L’obesità aumenta la gravità delle complicanze respiratorie e riduce le risposte immunitarie".