Tutti i danni del casello sull'Autostrada di Cecina: turismo e trasporti ostaggi della strada d'oro - La nostra petizione per eliminare il pedaggio

Il Tirreno ha lanciato una petizione per eliminare casello e pedaggio dall'autostrada fantasma di Cecina

I residenti dei comuni della Bassa Val di Cecina - Cecina e altri nove comuni del comprensorio - non pagano il pedaggio. Corrisponde, stando ai dati del concessionario, al 20 per cento del traffico totale del tratto di A12 in gestione a Sat: in altre parole un veicolo su cinque non paga. Gli altri quattro però sì e adesso si accodano alla richiesta lanciata dal Tirreno per l’abolizione della tassa. Una petizione. FIRMA LA PETIZIONE

ROSIGNANO. Si era schierato contro undici anni fa e a maggior ragione lo fa adesso. «Da che mondo è mondo, prima si fa l’autostrada poi il casello, non il contrario», dice Aurelio Pellegrini, ex sindaco di Montescudaio (Pisa), il grande assente all’inaugurazione del 27 giugno del 2011 della nuova barriera di Cecina e del tratto di collegamento tra l’A12 Livorno – Rosignano e la Variante Aurelia. Con 14 varchi e quattro corsie telepass, realizzati con un investimento di oltre 20 milioni euro, il nuovo casello autostradale doveva rappresentare il primo traguardo nell’ambito della realizzazione del corridoio tirrenico. E invece è stato il primo e l’ultimo. L’autostrada per arrivare a Civitavecchia non è mai stata realizzata. In compenso il pedaggio di 70 centesimi ad auto, per circa 4 chilometri di strada tra Rosignano e San Pietro in Palazzi (nel comune di Cecina, dove si trova la barriera), è rimasto.

Inascoltata Cassandra, oggi Pellegrini si toglie un sassolino dalla scarpa. «Mi avevano accusato di ogni cosa per non aver partecipato all’inaugurazione – spiega a Il Tirreno -. Ero l’unico sindaco assente, ma non mi tornava il fatto che avessero realizzato prima un casello autostradale dell’autostrada. Non funziona così. Un progetto poi, quello della Tirrenica, visto e rivisto. Destinato a non essere realizzato. Per dieci anni (il pedaggio è scattato nel 2012, ndr) sono stati rubati soldi».


I residenti dei comuni della Bassa Val di Cecina (Cecina e altri nove comuni del comprensorio) non lo pagano. Corrisponde, stando ai dati del concessionario, al 20 per cento del traffico totale del tratto di A12 in gestione a Sat (Società autostrada Tirrenica): in altre parole un veicolo su cinque non paga il pedaggio. Gli altri quattro però sì e adesso si accodano alla richiesta lanciata dal Tirreno per l’abolizione della tassa.

Lo fanno le categorie, in primis gli autotrasportatori che colgono l’occasione per chiedere anche «un abbassamento generalizzato dei costi dell’autostrada o una forma di rimborso per chi lavora su gomma», dice Maurizio Bandecchi, coordinatore di Assotir Toscana. «Bisogna considerare – dice – che quello per Rosignano è il pezzo di autostrada più caro di Italia. Stanno diventando costi ingestibili». Dal primo gennaio il pedaggio da Collesalvetti a Rosignano è infatti di 5 euro per le auto (5,40 fino al casello di San Pietro in Palazzi) e arriva fino a 12,60 per i mezzi di categoria 5 (13,80 fino alla barriera dopo). «Durante il periodo estivo, inoltre – continua Bandecchi – viene fatto sempre un provvedimento di limitazione dei mezzi pesanti sull’Emilia 206, dove quest’anno, sul tratto pisano, ci sono anche lavori in corso. Chiediamo quindi un contributo degli enti pubblici per incentivare l’uso dell’autostrada, eliminando questi sovraccarichi di costi».

Anche il mondo del turismo chiede l’abolizione del pedaggio. Lo fanno, ad esempio, i camperisti, molti dei quali hanno imparato a usare strade alternative. «In quel tratto di strada facciamo il percorso normale, perché ci sembra troppo onerosa già la tariffa normale; quella tassa in più è veramente troppo», spiega Marco Baldacci, di Firenze, presidente di Toscana Camper Club. «Dovete considerare – continua – che noi paghiamo quanto i camion o i furgoni perché si va a metri; sarebbe opportuno tornare a pagare come le auto. Noi ci muoviamo per turismo, non per lavoro. Non possiamo scaricare le fatture».

Che i turisti si lamentino all’arrivo, lo conferma anche Massimo Creatini, proprietario dell’hotel Ponte e presidente dell’associazione degli albergatori di Cecina e Costa degli Etruschi. «Si lamentano soprattutto gli italiani – spiega -, gli stranieri magari hanno più tempo, escono dall’autostrada e si godono il paesaggio. La trovano una tassa inutile ed è vero». I pedaggi «hanno senso per i tratti lunghi – aggiunge Paolo Corchia, vicepresidente di Federalberghi nazionale – ma per quelli brevi proprio no. Adesso abbiamo anche il costo del carburante alle stelle, si disincentivano gli spostamenti».

Secondo Ilaria Piancastelli, di Cna Balneari «i costi ricadono più sui lavoratori che sul turista. Il turista – dice – mette in preventivo il fatto di spendere in vacanza, chi si muove per lavoro e deve pagare 70 centesimi all’andata e 70 al ritorno, alla lunga, ne risente inevitabilmente».

Il pedaggio, fanno sapere da Sat, è destinato, come previsto dalle convenzioni tra le concessionarie e il ministero delle infrastrutture e dei trasporti, agli investimenti e alla manutenzione della strada, al costo del personale e a tutti gli oneri previsti dalla concessione. Il piano di investimenti proposto, da qui alla fine della concessione nel 2028, stando a fonti tecniche di Sat, prevede la riqualifica delle barriere di sicurezza e potenziamenti dell’arredo impiantistico sull’intero tratto Nord (da Livorno a S. Pietro in Palazzi).

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