Via pedaggio e casello dall'Autostrada di Rosignano: qualcosa si muove tra governo e Regione - Firma la petizione

Primi passi verso l'abolizione di pedaggio e casello dall'Autostrada "fantasma" di Rosignano

La proposta arriva da un deputato livornese. Eugenio Giani appoggia l'idea. Oggi continuiamo a pagare per qualcosa che non è mai esistito davvero  - FIRMA LA PETIZIONE

Quando il 28 giugno del 2011 Sat, inaugura il casello di Rosignano – 14 varchi, 4 corsie telepass – annuncia con un certo orgoglio che si prepara a completare la Tirrenica in pochi anni. Prima che l’autostrada compia 50 anni da opera fantasma. Per la prima volta, sembra davvero che la promessa sia un impegno concreto: a ottobre del 2011, infatti, partono i lavori di realizzazione del tratto di A-12 fra Tarquinia e Civitavecchia nord «in anticipo sui tempi previsti», sottolinea con un certo orgoglio sempre Società autostrada Tirrenica, oggi controllata quasi per intero da Aspi, Autostrade per l’Italia. Per questo, il 7 giugno 2012 – a un anno esatto dall’inaugurazione della barriera di Rosignano – la concessionaria dell’autostrada non si perita a chiedere 60 centesimi di pedaggio per i tre nuovi chilometri di autostrada a pagamento. Sat è certa che in pochi anni saranno realizzati i 187 chilometri che separano Rosignano da Civitavecchia: a Sud, la realizzazione del tracciato è perfino già iniziata.
 

DIECI ANNI DI BALZELLO


Dieci anni dopo, c’è ancora il pedaggio – 70 centesimi per le auto – ma non c’è l’autostrada. Anzi non ci sarà mai. Per questo parte la campagna de Il Tirreno per far sparire casello e balzello: senza autostrada non serve la barriera. Tanto più che a costruire la nuova infrastruttura - la cerniera costiera fra Nord e Sud - non sarà più Aspi, ma lo Stato. Anas, per la precisione. Il problema del balzello per pochi chilometri, infatti, non riguarda solo chi abita nella provincia di Livorno e che per evitare la tassa autostradale adotta percorsi alternativi andando a intasare la viabilità comunale. La gabella pesa su chiunque voglia andare al mare verso il sud della Toscana (da Piombino alle isole, fino all’Argentario) o debba raggiungere Roma. Già, ma come fare per cancellare pedaggio e casello? La barriera di Rosignano è costata 20 milioni di euro, quando è stata inaugurata. E se anche ieri Sat/Aspi ha chiuso, perfino il Punto Blu, non si può smantellare un casello di (quasi) recente costruzione senza tenere conto dei costi di investimento.

LA VIA DELL'ACCORDO

La proposta arriva dal deputato livornese Andrea Romano (Pd) che presenterà una richiesta formale al governo. «La soluzione più immediata – a mio avviso – è di inserire la compensazione per la rimozione della barriera di Rosignano nella trattativa in corso fra Sat e Anas per il passaggio dell’infrastruttura. È stato deciso che Sat (Aspi) debba essere liquidata perché dovrà cedere il tracciato e il progetti a ad Anas e 150 milioni sono già stati stanziati, in parte proprio a questo scopo, a dicembre, con la legge di bilancio 2021/2022. All’interno di questa trattativa possiamo chiedere allo Stato di compensare Aspi anche per la rimozione della barriera di Rosignano». Via il casello, è ovvio, sparisce anche il pedaggio «che non ha davvero senso di esistere per pochi chilometri. Non ha mai avuto senso di esistere. Un casello per tre chilometi credo che sia una situazione senza precedenti in Italia». È ovvio – ribadisce Romano , membro della commissione Trasporti alla Camera– che «questa operazione avrà successo se la proposta verrà sostenuta da tutti i parlamentari del nostro territorio. Una battaglia del genere, per eliminare una gabella così ingiusta non può avere confini politici ma deve essere sostenuta da tutti nell’interesse dei cittadini. Inoltre se ci presentiamo tutti uniti, come partiti, la proposta avrà ancora più forza agli occhi del governo».

IL SOSTEGNO DELLA REGIONE

A sostenere questa campagna in prima linea non solo i parlamentari ma anche la Regione. Lo garantisce il presidente Eugenio Giani che già nei mesi scorsi aveva spinto per la nomina del commissario per la Tirrenica: «Il ragionamento – esordisce – è molto semplice. Il pedaggio avrebbe avuto senso se Aspi avesse costruito l’autostrada o se ancora ci fosse il progetto di costruire l’autostrada. La situazione è completamente cambiata in questi anni: l’infrastruttura sarà realizzata da Anas, quindi dallo Stato, e sarà una strada di grande comunicazione. Quindi abolire quel balzello non è solo logico, ma anche opportuno».

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