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Pisa, niente cittadella militare a Coltano. Ma l'attenzione ora si concentra su Ospedaletto

La base militare non sorgerà a Coltano

Un tavolo di lavoro congiunto tra ministero, Arma ed enti locali stabilirà le alternative. Ci sono diverse ipotesi

PISA. Si riparte da zero. O quasi. Il punto fermo è che i reparti speciali dei carabinieri troveranno sede a Pisa. Ma tramonta definitivamente l’ipotesi della “cittadella militare” da 73 ettari a Coltano, dentro l’area naturale del Parco San Rossore, Migliarino, Massaciuccoli. Ora un tavolo di lavoro congiunto (quello che era mancato finora) tra ministero, Arma ed enti locali stabilirà le alternative. Di più: i luoghi dello “spezzatino” in cui far confluire i reparti. Ipotesi numero uno, l’ex area Expo nell’area industriale di Ospedaletto, alle porte della città. Ma non sarà l’unica soluzione proposta, da concretizzare poi con il maxi budget da 190 milioni di euro.

TASK FORCE PER DECRETO


Per questo verrà emanato un apposito decreto ministeriale che istituirà una task force immobili del ministero della Difesa, Regione Toscana, Provincia di Pisa, Comune di Pisa, Ente Parco e comando dell’Arma dei carabinieri. È il risultato dell’incontro di ieri a Roma tra il ministro Lorenzo Guerini, il presidente della Regione, Eugenio Giani, e il sindaco di Pisa, Michele Conti. Il tavolo avrà il compito di individuare ipotesi alternative al centro polifunzionale di 73 ettari. Ma, questa è la condizione, ogni pezzo del “mosaico” dovrà essere al di fuori del Parco. Unica eccezione possibile il borgo di Coltano «che potrà essere inserito nel progetto – si sottolinea nel comunicato congiunto – attraverso la rigenerazione urbana degli immobili di proprietà pubblica». A cominciare dalla storica Stazione Marconi, bene demaniale in concessione al Comune di Pisa.

LA STRETTA DI MANO

«Ringrazio il ministro Guerini per la disponibilità – dice il sindaco Conti – e per aver ascoltato le nostre proposte. La soluzione condivisa del decreto ministeriale mi soddisfa pienamente. Ho ribadito al ministro la mia disponibilità a trovare in tempi rapidi una soluzione positiva per tutti, per l’Arma dei carabinieri e per la comunità pisana». Che sarà coinvolta in un’assemblea pubblica, alla Stazione Leopolda pisana, da convocare nella settimana che inizia il 23 maggio. «Esprimo soddisfazione – aggiunge Giani – per un incontro che ha instaurato un metodo di riflessione congiunta, di concertazione, per la migliore individuazione del sito dove realizzare l’“ecostruttura” dei carabinieri che possa, nel territorio pisano, insediare la sede del Gis in armonia con le esigenze della migliore pianificazione urbanistica».

LE PROPOSTE

Il tavolo dovrà mettersi al lavoro con mappe e particelle catastali. Calando nei numeri reali degli spazi e dei volumi le esigenze dei carabinieri, in particolare delle strutture per l’addestramento e gli alloggi destinati al Gruppo di intervento speciale (Gis), al primo reggimento paracadutisti “Tuscania” e al Centro cinofili. L’ipotesi al momento prevalente è che le principali strutture per l’addestramento e gli alloggi, ovvero la maggior parte delle edificazioni, possano trovare spazio nell’ex area Expo di Ospedaletto, di proprietà regionale (uffici del Genio civile) e comunale (polo ortofrutticolo, tipografia). Acquisendo aree agricole limitrofe si arriverebbe a una superficie complessiva di circa 30 ettari.

GLI ALTRI PEZZI

Ma sarà sufficiente per le necessità dei carabinieri, pur a loro volta disposti a rivedere al ribasso il progetto? Altri ragionamenti potrebbero coinvolgere caserme sottoutilizzate (come il Cisam a San Piero a Grado, già impiegata dai Gis) per riuscire a raggiungere gli spazi richiesti. Secondo indiscrezioni, ci sarebbe poi l’eventualità per i cinofili (sotto sfratto) di restare a Firenze se si potesse concretizzare la possibilità da parte del ministero di acquistare la parte privata di Villa Il Castello. In quel caso il trasferimento sarebbe evitato e le esigenze complessive su Pisa ridotte. Resta da capire se l’ex centro radar di Coltano, quello che con i suoi 5 ettari avrebbe dovuto essere il baricentro della cittadella da 73, resterà della partita attraverso una riqualificazione a fini militari o meno. Il Parco regionale sarebbe comunque pronto a riceverlo in una permuta per trasformarlo, una volta bonificato, in un distretto del cibo biologico in sintonia con le coltivazioni del territorio.

I GIOIELLI DEL BORGO

Ulteriore elemento di spicco dell’intesa è la possibile rigenerazione degli immobili pubblici del borgo di Coltano. Dalla villa medicea (di proprietà comunale) alle stalle del Buontalenti (di proprietà regionale), fino alla stazione Marconi che da anni cerca di uscire dal degrado con un adeguato piano di rilancio e valorizzazione. Già nell’incontro di Firenze dello scorso 4 maggio era emersa la disponibilità a intervenire in questo senso da parte dei carabinieri. Nello specifico, era stata prospettata per la villa medicea un centro internazionale di formazione per l’educazione ambientale. E per la stazione Marconi una parte museale e l’altra di aule didattiche sulle tematiche ambientali. Tutte idee e ipotesi che dovranno essere analizzate e sviluppate al tavolo congiunto. L’obiettivo è arrivare entro il 30 luglio a un piano preliminare di fattibilità.



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