Quel mix tra meccanica e studi Formazione in azienda decisiva

Accorcerebbe di molto i tempi di ingresso al lavoro. Servono sempre più operatori qualificati 

Le meccanica è la terza filiera di cui ci occupiamo, nell’ambito del progetto sull’orientamento professionale organizzato in collaborazione con Confindustria Livorno Massa Carrara. La seguente relazione è tratta dall’Atlante Fabbisogni Professionali dell’Irpet.

Le imprese della meccanica non costituiscono una filiera compiuta, ma appartengono esse stesse a fasi di una o più filiere specifiche. Evidentemente, però, all’interno dell’industria meccanica è possibile identificare una serie di attività che vengono svolte da una o più aziende immaginando il percorso di un prodotto (che in molti casi è un bene intermedio) dalla materia prima alla sua commercializzazione (che in molti casi avviene a favore di un’altra impresa rappresentante il cliente finale).


Per la Toscana la meccanica rappresenta un settore di primaria importanza, anche per la capillare diffusione che ha nella Valle dell’Arno e sulla costa: rispetto alla manifattura tradizionale, non ha subito l’impatto negativo dei processi di globalizzazione, sostituendo semmai il mercato locale e nazionale con clienti internazionali. In secondo luogo, l’industria meccanica è più aperta all’innovazione tecnologica e presenta andamenti positivi di produttività ed export e la sua presenza e il suo rafforzamento possono avere effetti virtuosi anche su altre filiere produttive.

Per queste ragioni può essere utile indagare specificatamente le caratteristiche e le esigenze delle imprese meccaniche nel loro complesso, sebbene esse siano state coinvolte anche nei focus group di altre filiere. La crisi strutturale degli ultimi anni ha favorito strategie rivolte a posizionarsi su processi dal più alto valore aggiunto e contenuto tecnologico e di progettazione, esternalizzando e delocalizzando le fasi più routinarie di produzione industriale con le mansioni a esse collegate.

In generale, nei rapporti con la clientela prevale la personalizzazione del prodotto in fase di progettazione e di realizzazione e l’offerta di servizi post-vendita sempre più sofisticati. Queste trasformazioni spingono verso un innalzamento delle competenze del personale a tutti i livelli. In altre parole, se prima per le mansioni operaie non era necessario alcun titolo di studio specialistico, oggi la delocalizzazione delle funzioni base e l’informatizzazione dei processi produttivi ha spinto verso una maggiore professionalizzazione. I conduttori di macchine sono ormai periti tecnici, preferibilmente con un percorso di specializzazione post diploma.

Un punto di riferimento sul territorio regionale è l’ITS Prime, nel quale le aziende affiliate forniscono indicazioni sui contenuti didattici e mettono a disposizione il proprio personale per la docenza, configurando un percorso formativo in cui l’aspetto applicativo e l’esperienza diretta sono fondamentali.

Dall’ITS provengono quindi profili post-diploma dalla specializzazione tecnica e tecnologica, inseribili immediatamente nel mondo del lavoro. L’altra figura professionale centrale nelle imprese meccaniche è poi quella dell’ingegnere. Lo svolgimento di periodi abbastanza lunghi di formazione in azienda rappresenta per le imprese una modalità necessaria per l’inserimento effettivo nell’organico, cosicché se fosse possibile svolgerli durante le fasi di apprendimento scolastico e universitario, si accorcerebbero i tempi di entrata effettiva nel mercato del lavoro.

All’interno del manifatturiero, la meccanica più di altri settori necessita di competenze nel campo dell’elettronica e dell’informatica, della chimica e della biologia. Il profilo richiesto è quello di un operatore pluriqualificato in grado di muoversi nella parte produttiva ma anche di dialogare con il management e con la progettazione.

L’altra sfida importante riguarda l’organizzazione e la gestione dei processi interni ed esterni all’impresa, su cui si gioca il recupero di efficienza e di produttività. In Italia non sembrano esistere percorsi di questo tipo, comunque riferiti a master post-universitari.

Le imprese sottolineano anche la necessità di ripensare la formazione continua, rivolta al personale interno, indispensabile per mantenere vive e aggiornate le competenze in continua evoluzione. Essendo la meccanica un settore con una forte componente di subfornitura, anche la formazione a caduta per le imprese conto terzi appare essenziale per garantire gli standard richiesti dai gruppi multinazionali che guidano in molti casi la filiera di riferimento.