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Peretola, la pista dell'aeroporto “risparmia” case e territorio: ma la polemica prosegue. Ecco tutti i nodi da sciogliere

Non si ferma la polemica attorno alla pista di Peretola

Il presidente della Regione, Eugenio Giani, è convinto di avere il progetto ideale per lo scalo di Firenze: 47 ettari in meno su Sesto, niente aerei sulle abitazioni

FIRENZE. Si sente ottimista sulla nuova pista di Peretola, il presidente della Regione, Eugenio Giani. Non solo perché Enac (l’Ente nazionale dell’aviazione civile) ha dato il via libera all’ampliamento della pista dell’aeroporto di Firenze. È che l’allungamento della pista da 2200 metri – dice Giani – con il nuovo progetto, sarà di minore impatto rispetto a quello ipotizzato nel passato. Consentirà di sviluppare il polo universitario di Sesto Fiorentino e agli aerei di non sorvolare le case.

Giani è così sicuro che il progetto nuovo piacerà anche ai sindaci della Piana e agli abitanti che annuncia: «Voglio un dibattito pubblico sulla nuova pista “declinata”» verrebbe realizzata con «un risparmio netto di 47 ettari nel territorio di Sesto». Il cui sindaco, Lorenzo Falchi, è il strenuo oppositore al progetto. Infatti, non bastano queste cifre a placare lo scontro politico. Anzi, basta l’annuncio di Giani per scatenare di nuovo i partiti. Eppure, il presidente della Regione insiste: 200 metri del nuovo “tracciato” «si trovano già nell’attuale sedime» grazie al nuovo orientamento della pista. In questo modo il cono di volo degli aerei sarebbe tra l’oasi di Focognano e l’area di Case Passerini, con un impatto minore sui centri abitati e migliori condizioni di volo in caso di vento e nebbia. Per l’opera - costo totale 400 milioni di euro - il ministero delle Infrastrutture è pronto a mettere sul piatto un contributo di 150 milioni. «Il risultato a mio giudizio è ottimo e migliorativo del precedente», esulta Giani. Pronto «a differenza del passato, a sviluppare il confronto con i sindaci dei Comuni della Piana, ad aprire una fase di dibattito pubblico, così che, prima di fare gli atti per i lavori, tutti coloro che vogliono porre dei rilievi lo possano fare». Un ramoscello d’ulivo sventolato in direzione della Piana fiorentina, storicamente avversa, accompagnato da un invito ad abbassare i toni. Filtra soddisfazione anche da parte di Roberto Naldi, amministratore delegato di Toscana Aeroporti, la società di gestione degli scali di Pisa e Firenze: «Dobbiamo preparare il masterplan ma soprattutto finire il progetto del nuovo terminal di Peretola. Contiamo di presentare la versione definitiva entro fine mese. Se tutto procede con i tempi prestabiliti entro la fine del 2025 chiuderemo i lavori del nuovo terminal ed entro il 2027 la nuova pista».


Per la segretaria regionale del Pd, Simon Bonafè, l’ok di Enac «è un passo avanti importante per portare in fondo un’opera il cui dibattito si trascina da decenni». Ma il centrodestra mantiene un giudizio contrario al progetto. «Esiste un problema mai seriamente affrontato – commenta Giovanni Galli, consigliere regionale della Lega – quello dell’inquinamento acustico a cui sono quotidianamente sottoposti migliaia di fiorentini. Una situazione pericolosa per la salute pubblica che abbiamo più volte sollevato e sulla quale attendiamo ancora precise risposte». Per la capogruppo di M5s in Regione, Irene Galletti, la nuova pista «non sposta neppure una virgola in merito all’opinione che abbiamo sul progetto che deploriamo perché frutto di una visione politica miope, orientata a concentrare la maggior parte degli investimenti pubblici su Firenze rendendo il resto della Toscana una grigia periferia. Se Giani avesse dimostrato la stessa solerzia anche per la realizzazione di un collegamento ferroviario rapido tra Pisa e Firenze a quest’ora i cittadini della costa potrebbero spostarsi tra i due scali in 25 minuti».

Perplessi, pure, Francesco Torselli, Alessandro Draghi, Jacopo Cellai, Paolo Marcheschi, esponenti di Fratelli d’Italia che attaccano: «Il sindaco di Firenze rimanda le valutazioni su questo progetto a un incontro tra Giani e i sindaci dei Comuni interessati; il sindaco di Sesto conferma il no all’ampliamento dell’aeroporto salvo visionare le carte quando saranno a disposizione. Per noi restano prioritari due obiettivi: liberare gli abitati di Peretola, Quaracchi, Brozzi dai sorvoli e costruire una pista che consenta di essere utilizzata anche in presenza dei venti senza dover dirottare costantemente gli aerei su altri scali».

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