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Shaboo, la droga dei talebani che invade la Toscana: tre giorni senza dormire con i cristalli della morte

Cristalli di Shaboo: la potentissima droga che prende sempre più piede in Toscana

È la droga più potente in circolazione con effetti devastanti come la deformazione del viso. Nel 2021 sono raddoppiati i sequestri nella nostra regione, eppure al Serd non esiste ancora un test specifico

È il 17 giugno del 2021. Da giorni i carabinieri del nucleo investigativo di Prato sono appostati fuori dall’abitazione di una coppia di cinesi appena arrestata per spaccio. La casa, quel giorno, non è vuota come dovrebbe essere. I militari fanno irruzione e ci trovano due uomini e una donna: sono corrieri e hanno appena portato dalla Spagna alcuni quadri dentro i quali sono nascosti tre chili e 300 grammi di ketamina e un chilo di Shaboo, la droga sintetica in circolazione in Europa più potente che ci sia, secondo il Serd dieci volte più forte della cocaina, una metanfatemina allo stato puro con effetti devastanti che arrivano al cambiamento della personalità, alla deformazione del viso e a lesioni della pelle.

Veniva chiamata la “droga dei filippini” perché una volta la usavano solo loro. Tant’è che nelle Filippine è ora una piaga che la polizia combatte sparando a vista ai pusher. Oggi non sono più gli unici. In Toscana ha iniziato a diffondersi nella comunità cinese poi tra giovani e giovanissimi italiani, facendo registrare sempre più sequestri. Lo scorso anno sono raddoppiati rispetto al 2020. Stando ai dati della Direzione centrale per i servizi antidroga, nel 2020 le varie forze di polizia hanno sequestrato 1.908,05 grammi di Shaboo e 374,60 grammi di metanfetamine varie (dato che quindi potrebbe comprendere anche la Shaboo); nel 2021 sono stati rispettivamente 3. 365, 55 e 3. 165.


Dati che sembrano bassi, ma non devono ingannare. Contrariamente ad altre droghe, basta una dose da 0,1 grammi per andare avanti 24 ore. Una dose costa intorno ai 20 euro, un grammo può arrivare a 200. Prezzi più bassi rispetto al passato, quando poteva costarne anche 400, ma rimane comunque una grande fonte di guadagno per chi la vende. Ma da dove arriva? Chi la spaccia e chi la usa?

COME NASCE

Nasce in laboratorio ed è stata sintetizzata la prima volta in Giappone nel 1893. Piccole dosi bastavano e bastano ad affrontare turni di lavoro lunghissimi: per questo all’epoca si era diffusa in Thailandia e nelle Filippine e adesso nelle comunità cinesi in Italia, a partire da quella di Prato. Durante la seconda guerra mondiale veniva somministrata ai piloti della Luftwaffe tedesca durante i raid aerei e ai kamikaze giapponesi che con quella trovavano il coraggio di ammazzarsi. La Shaboo, che si presenta sotto forma di cristalli e viene fumata nelle pipette o nella stagnola o iniettata in vena, fa infatti sentire onnipotenti. Fiumi di dopamina nei neuroni che portano a uno stato di euforia incontrollabile. Tutto è possibile. Lavorare 18 ore al giorno, non mangiare, non bere, stare svegli tre giorni interi, anche picchiare a sangue. Le cronache italiane sono piene di storie di violenza sotto effetto di Shaboo. Poi tutto svanisce.

GLI EFFETTI

«Passato l’effetto sorge una profonda stanchezza che dura diversi giorni, da qui la necessità di assumere nuovamente la sostanza», spiegano a Il Tirreno dal Serd dell’Asl Toscana centro. Quindi «crea una forte dipendenza». Gli effetti collaterali sono, come detto, devastanti. «È una droga dermotossica che produce lesioni a livello della cute e dell’apparato buccale». In due anni il viso cambia, si deforma, invecchia improvvisamente. Cadono anche i denti. Ma uscirne non è semplice. Quasi impossibile. Ai vari Serd della Toscana non risultano però casi di dipendenze da Shaboo. C’è un motivo: questa droga sintetica, nonostante la sua pericolosità, non viene cercata di default negli esami nella maggior parte dei centri. Dovrebbero autodenunciarsi i pazienti e non lo fanno. Quindi è come se non esistesse.

LA CRIMINALITA' CINESE

Per chi indaga non è facile intercettarne il traffico, anche perché è una droga inodore e sfugge anche al fiuto dai cani. Il sospetto degli inquirenti – basato su dati investigativi – è che la Shaboo venga creata in laboratori sparsi per l’Europa – prevalentemente Ungheria, Austria, Olanda e Repubblica Ceca – e poi trasportata, in piccole quantità, in auto, nascosta in luoghi impensabili come estintori, pacchi di biscotti o tubi per le cappe da cucina, oppure spedita direttamente con corrieri come pacchi postali. Viene venduta anche sul web o attraverso canali Telegram facilissimi da trovare. A gestire il giro di spaccio è la criminalità cinese insieme a quella filippina. «In materia di stupefacenti la mafia cinese detiene e gestisce quasi in esclusiva il traffico e lo spaccio della Shaboo», si legge nella relazione semestrale della direzione investigativa antimafia. La criminalità cinese però non vende al dettaglio, se non all’interno della propria comunità. Per quello si avvale dei pusher filippini che si occupano della gestione delle piazze dello spaccio. Non è un caso che la maggior parte dei sequestri, in Toscana, è avvenuta a Firenze e all’interno della comunità cinese di Prato dove l’uso dei cristalli è la normalità. Qui circola nei locali di intrattenimento ma, secondo gli inquirenti, anche nelle fabbriche per consentire ai lavoratori di sopportare turni di 15-16 ore.

IL CASO DI PRATO

A Prato, le prime attività risalgono all’inizio del 2018. Ai carabinieri arriva la notizia di un traffico di metanfetamina dall’Olanda. A gestirlo, scopriranno poi, c’è un gruppo di uomini appartenenti alla comunità cinese. Iniziano gli arresti, con la frequenza di uno al mese. Dopo un anno riescono a portare in carcere anche il capo dell’organizzazione e la moglie. Ma i militari lo sanno, che il traffico non si fermerà. E infatti continua. Nel frattempo la Shaboo è già arrivata a Firenze, dove vive un’importante comunità di filippini, poi a Pistoia, a Pisa. Inizia a circolare nei rave, tra i giovani, e a diventare una droga che tutti conoscono e molti vorrebbero provare. A metà aprile, per la prima volta, anche a Pontedera si sente parlare di Shaboo, quando un uomo fa irruzione in casa di una donna. Indossa dell’intimo femminile sopra i boxer e le dice che vuole fare sesso: è sotto effetto della metanfetamina asiatica, si scoprirà dopo.

LA DROGA DEI TALEBANI

Con il ritorno dei talebani al potere in Afghanistan, secondo la Direzione centrale antidroga, potrebbe aumentare ulteriormente il traffico di metanfetamine in Europa. Già dal 2017, infatti, alcuni produttori di droga afghani hanno deciso di convertire le coltivazioni di oppio, per la produzione di eroina, a quella di efedra, quella che era considerata una semplice pianta di montagna prima che venisse scoperto che poteva essere utilizzata al posto dei farmaci per estrarre efedrina da cui si ricava la metanfetamina. Secondo gli investigatori ci sono già centinaia di laboratori di efedra sparsi per il paese e il timore è che presto la meta sbarchi nel nostro continente. Sicuramente è già arrivata in Australia, dove le autorità doganali hanno trovato meth liquida dentro bottiglie di acqua naturale, scoprendo dalle analisi che era stata prodotta con l’efedrina naturale, quindi inevitabilmente made in Afghanistan.


 

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