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Carburante alle stelle: per i Tir aumento del 400%. Rincari su prodotti alimentari, le famiglie rischiano la stangata

Il settore degli autotrasporti colpito duramente dal rincaro dei carburanti

Lo Stato ha fatto investire le aziende nel cambio di camion “meno inquinanti” e ora i costi sono diventati insostenibili: «Non reggiamo la concorrenza degli stranieri e dei rifornimenti extra-europei»

Fra il 25 e il 30% l’aumento del prezzo del gasolio a litro in due anni. Addirittura negli ultimi tre mesi più del 400% il costo a chilogrammo del Glm, gas metano liquido per i Tir. Il mondo degli autotrasportatori rischia il tracollo, con rialzo dei costi sui beni di consumo alle famiglie (che già si sente). L’impennata dei prezzi alle stazioni di benzina ha segnato in questi giorni il nuovo record; 1 kg di gas metano liquido per camion arriva a 2,30 e anche 2,40 euro, un litro di benzina costa (al self service) fra 1,70 e 1,77 euro, un litro di gasolio fra 1,65 e 1,66 euro al litro in media. Mai visti prezzi così alti negli ultimi dieci anni, sebbene il greggio da venerdì scorso sia sceso nelle quotazioni.

CARO MERCI


Coldiretti lancia l’allarme: si avvicina un salasso anche per i consumatori finali. Il caro-energia e il caro materie prime si ripercuoterà sulle tasche dei consumatori. L’’aumento dei costi dei trasporti dei beni agroalimentari – dice l’associazione – è stato dell’11% maggiore rispetto agli altri Paesi europei in un anno. In termini assoluti questi ha significato, nel 2021, un aumento complessivo di 13 miliardi di costi. Con la rincorsa al rincaro dei carburanti, difficile evitare ulteriori aumenti delle merci. «I costi stanno lievitando in modo impressionante sull’autotrasporto, con differenze fra il trasporto del lungo viaggio e quello che chiamiamo “dell’ultimo chilometro”, dei rifornimenti per intenderci ai negozi», spiega Massimo Bagnoli, presidente nazionale della Federazione Italiana autotrasportatori, titolare di un’azienda di 30 persone a Cesena venduta a gennaio 2021 a una multinazionale «per coprirmi meglio le spalle in un momento cosi complicato. Stiamo chiedendo un intervento al governo per affrontare il fatto che il costo idrocarburi gravano per oltre il 30% sui costi di gestione di un’azienda di autotrasporto» dice Giuseppina Della Pepa, segretaria nazionale Anita, l’associazione di Confindustria delle imprese di autotrasporto.

L'ALLARME DI COLDIRETTI

È un grido d’allarme per tutto il mondo degli autotrasportatori. In Italia le merci viaggiano ancora per l’85% su gomma e tutta la filiera logistica è incentrata e condizionata da come si muovono le lancette delle quotazioni del greggio e del prezzo finale degli idrocarburi. «Il nuovo record dei prezzi dei carburanti – precisa Coldiretti – ha un effetto valanga sulla spesa con aumento dei costi di trasporto e di quelli energetici. A subire gli effetti è l’intero sistema agroalimentare dove i costi della logistica arrivano ad incidere fino dal 30 al 35% sul totale dei costi per frutta e verdura». C'è da vedere in pochi giorni un innalzamento dei costi dei beni anche al supermercato, incidendo così sull’economia di milioni di persone. Una situazione difficile che grava anche sulla ripresa economica del Paese.

MARGINI RISICATI

Un’azienda di autotrasporto lavora e vive su un margine lordo di profitto stimato di circa il 4%. Un margine risicato, di equilibrio difficile. In Toscana, 4.500 piccole aziende del settore, che hanno fra i due e i venti dipendenti, sono associate a Cna. E per le piccole imprese la situazione che si presenta può essere ancora più difficoltosa. «Solo negli ultimi 3-4 mesi siamo passati da un costo del gas metano liquido, da 0,50 euro agli attuali 2,30-2,40 euro a chilo. Non aggiungo altro», commenta Michele Santoni, titolare di un’azienda familiare di trasporto e presidente regionale della Cna settore autotrasporto. Ad aggravare il problema del caro-energia, per tutte le associazioni di autotrasportatori c’è il gasolio salito a quasi 1,70 euro a litro e ancora di più il gas metano liquido per chi, da qualche anno, aveva fatto la scelta della transizione ecologica scegliendo il metano come fonte di energia per camion e tir. Se il costo del Glm fino all’estate scorsa era in assoluto il più leggero, ora è il più pesante. Ma non solo.

RIFORNIMENTI DIFFICILI

La transizione ecologica ha di fatto investito con finanziamenti pubblici sulle società dell’autostrasporto per cambiare i Tir vecchi con nuovi a Glm. Solo che il ministero non ha pensato alla rete del rifornimento. «Faccio un esempio. Dal monte Amiata per trovare il primo distributore Glm si deve arrivare a Tavarnelle, provincia di Firenze, a 130 chilometri. Oppure a Grosseto, 110 chilometri. Io continuo con due camion a gasolio, non potrei sostenere le spese», illustra Santoni. Così è inutile avere tir a carburanti meno inquinanti se non si può fare rifornimento: l’aumento dei costi di gestione sulle piccole aziende di autotrasporto adesso è pari a 10mila euro annui per un camion a gasolio e di 20mila euro annui per uno a gas metano liquido. Poi c'è la questione, mai risolta, della strategia commerciale del “dumping” (competizione sotto costo di beni e trasporti) delle aziende dell'Est europeo: «Come si può competere quando la normativa europea permette alle aziende straniere di fare 3 viaggi alla settimana in Italia, rifornendosi in Slovenia dove il gasolio costa 0,80 a litro?» attacca il presidente regionale della Cna. Ora si aspettano risposte.

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