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Il presidente di Enac sugli aeroporti: «Chiederemo al ministero più voli per Pisa»

Pierluigi Di Palma, presidente Enete nazionale aviazione civile

Dopo l’appello di Nardella il presidente dell’Ente di vigilanza su Pisa e Peretola: «Avremo un incontro alla Difesa per nuovi slot. C'è la volontà di crescere»

«Noi da tempo stiamo valutando le progettualità allegate all’aeroporto di Firenze e più volte abbiamo detto che nell’esprimere il nostro parere ascoltiamo anche il territorio. Quando da direttore generale autorizzammo l’aeroporto di Treviso fu perché c’era un’esigenza molto forte delle istituzioni e della comunità».

A parlare degli aeroporti toscani è il presidente Enac Pierluigi Di Palma. L’Ente è l’autorità italiana di certificazione e vigilanza del settore dell’aviazione civile e sarà chiamata ad esprimersi sul nuovo masterplan per la pista di Peretola. Di Palma è stato nominato da luglio e non ha difficoltà a confermare che fin dal suo insediamento ha fatto presente a Toscana Aeroporti che avrebbe ascoltato anche i rappresentanti locali per comprendere quale sia l’esigenza di quell’area rispetto al “restyling” di Peretola.

«Una nostra esigenza, mi pare, che ben si concilia con quanto detto dal sindaco Nardella che mi pare abbia messo in pratica una nostra richiesta», aggiunge Di Palma. Contemporaneamente all’analisi del masterplan, che Enac sta aspettando arrivi ufficialmente sulle proprie scrivanie, si stanno mettendo a punto i primi criteri del nuovo Piano nazionale aeroporti che non si limiterà a delineare il futuro solo del traffico aereo ma lo inserirà in un progetto complessivo intermodale.

Tradotto il nuovo piano costruirà una rete di collegamenti tenendo insieme voli e tratte ferroviarie. «Nei giorni scorsi – racconta Di Palma – abbiamo avuto il primo incontro con il ministro Giovannini e abbiamo chiesto di creare anche una direzione scientifica intermodale proprio per poter contare su esperti non solo di voli. Due professionisti sono già stati nominati».

Questo non significa però una tendenza a un depotenziamento degli aeroporti. Anzi. Enac prevede un aumento dei voli – nel 2019 la tendenza era già molto evidente – ma andrà inquadrata in una logica di sistema. «Torno a fare l’esempio di Treviso» - aggiunge il presidente Di Palma. «Aveva vicino quello di Venezia e anche lì come in Toscana dicemmo di fare sistema: oggi i collegamenti devono declinarsi in maniera diversa con una riconciliazione tra trasporto aereo e ambiente con grande attenzione alla realizzazione infrastrutturali nell’ambito del territorio. Se c’è l’alta velocità inutile mettere nuovi voli, per intendersi».

Rispetto alla convivenza tra Pisa e Firenze Di Palma esprime l’esigenza che si debba guardare con attenzione alla vocazione dell’uno e dell’altro anche se, avendo un unico gestore, dice «appare difficile che l’uno fagociti l’altro».

Intanto per Pisa (lo spazio aereo è gestito dai militari), oltre alla partenza nei prossimi mesi dei lavori per il nuovo terminal, ci sarà presto un incontro al ministero della Difesa per chiedere una maggiore disponibilità di slot (diritto di traffico) per l’aviazione civile. «Pisa nel 2019 stava già crescendo con il traffico internazionale» – aggiunge.

«La richiesta di maggiori slot arriva da Toscana Aeroporti e questo sta a significare che si tende a implementare la potenzialità del Vespucci. Si va a rispondere alle richiesta di quel territorio. Per quanto riguarda Firenze invece abbiamo chiesto, prima di arrivare a soluzioni tecniche di capire qual è la mobilità regionale su cui si inserisce il nuovo progetto e cosa ne pensano i rapprsentanti istituzionali. Percorso che proprio in questi giorni stiamo facendo in Puglia, per Grottaglie».

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