Anno giudiziario, in Toscana presenza mafiosa "strutturata". E nei tribunali i problemi di organico sono "drammatici"

Le relazioni del procuratore generale Viola e del presidente della Corte d'appello Nencini delineano un quadro a tinte fosche della giustizia in Toscana in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario

Mafie, baby gang, mancata sicurezza sul lavoro. E poi la cronica mancanza di organico nei tribunale e il sovraffollamento delle carceri. A delineare un quadro a tinte fosche della giustizia in Toscana sono stati il procuratore generale di Firenze Marcello Viola e il presidente della corte di appello di Firenze Alessandro Nencini in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. Alla cerimonia erano presenti anche il vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura David Ermini, il capo dipartimento giustizia minorile e di comunità Gemma Tuccillo, il presidente del consiglio dell'Ordine degli avvocati di Firenze Giampiero Cassi.

INFILTRAZIONI MAFIOSE

"L'attività delle mafie e delle altre organizzazioni criminali - ha detto il Pg Marcello Viola nella sua relazione - è continuata senza sosta nel territorio della Toscana, confermando l'esistenza di meccanismi di infiltrazione nel tessuto economico della regione, sviluppatisi a tal punto da indurre a doversi chiedere se, in tempi di pandemia, pur nella perdurante assenza di insediamenti tipici delle mafie tradizionali, abbia ancora senso parlare di semplici infiltrazioni o debba invece ritenersi di essere di fronte a una presenza ormai strutturata, stabile e consolidata". "Suscitano preoccupazione e allarme - ha aggiunto - i segnali sempre più frequenti di cointeressenze tra criminalità organizzata e alcuni settori del mondo dell'economia, a volte con il coinvolgimento di imprenditori e di professionisti".

LAVORO

In Toscana, ha aggiunto Viola, "desta particolare preoccupazione l'incremento registrato per alcuni reati in materia di tutela penale del lavoro. Sono state 20 le morti sul lavoro verificatesi nel periodo di riferimento, all'interno di un contesto ove le condizioni di rischio in cui lavorano gli operai sono tratti ricorrenti di un fenomeno sociale la cui risoluzione non pu essere lasciata al solo intervento repressivo".

BABY GANG

"Il procuratore per i minorenni - ha aggiunto Viola - ha segnalato fenomeni di devianza minorile che trovano prevalente contesto di realizzazione in ambito scolastico, assumendo le forme di bullismo e cyber-bullismo, e il preoccupante emergere di baby gang, aggregazioni giovanili dedite alla commissione sistematica di reati con l'obiettivo primario della contrapposizione violenta con altri gruppi e della egemonizzazione di un determinato territorio, anche tramite la prevaricazione di coetanei con metodi violenti e con variegate manifestazioni, predatorie, persecutorie, lesive, un quadro aggravato da consumo di droghe e abuso di sostanze alcoliche".

CYBER REATI

"La generale decrescita delle iscrizioni, in diretta conseguenza delle limitazioni agli spostamenti imposte dal lockdown, riguarda soprattutto, anche quest'anno, i reati predatori, in particolare rapine e furti, e quelle altre categorie criminose su cui ha ovviamente influito la restrizione alla libertà di circolazione. Con il mutare delle regole e dei comportamenti, è cambiato anche il trend delle attività illecite. È aumentato il numero di ore trascorso sul web e delle transazioni commerciali realizzate su internet, con corrispondente aumento dei reati informatici anche in danno di minori".

NENCINI: PROBLEMI DI ORGANICO DRAMMATICI

A parlare della situazione amministrativa dei tribunali è stato il presidente della Corte d'appello di Firenze, Alessandro Nencini. Che ha parlato di "cronica insufficienza di magistrati" in Corte d'appello, alla quale "si deve affiancare, nell'ultimo periodo, anche il crollo delle vocazioni che ha determinato come nella pubblicazione dei posti a concorso più recente, che le domande dei colleghi hanno coperto soltanto il 60% dei posti messi a concorso". In base ai dati diffusi, attualmente il tasso di scopertura di organico di magistrati della corte di appello è pari al 36%.

"Se la scopertura di organico per quanto attiene ai magistrati è sicuramente una problematica seria - prosegue Nencini -, la scopertura di organico per quanto attiene al personale amministrativo assume toni di drammaticità, soprattutto con particolare riferimento alle qualifiche più significative nella gestione degli uffici, quali quella del direttore amministrativo, del funzionario giudiziario, del funzionario contabile, del cancelliere e dell'assistente giudiziario".

"Se infatti - si legge ancora nella relazione - la scopertura media nel distretto si attesta attorno al 26% del personale previsto in pianta organica, le scoperture maggiori attengono proprio alle figure sopraindicate, ove si raggiungono picchi del 66% in alcuni uffici, peraltro mediamente assestandosi oltre il 40%, così ponendo un serio pregiudizio per la funzionalità delle cancellerie e dei servizi di contabilità".

LE CARCERI

"Permane in tre istituti toscani un tasso di sovraffollamento assai elevato, ben al di sopra del dato nazionale che è 106/100", spiega poi Nencini. In base ai dati, gli istituti penitenziari più sovraffollati sono quello di Grosseto (180/100), quello di Pisa (139/100), e quello fiorentino di Sollicciano (132/100). "Si tratta - afferma il presidente della corte di appello - di presenze di detenuti nei tre istituti, alla data del 30 giugno 2021, di gran lunga superiori rispetto alle capienze regolamentari: addirittura a Grosseto quasi il doppio". "Tranne le riferite eccezioni - prosegue la relazione -, se complessivamente considerata la situazione del sovraffollamento in Toscana non è comunque particolarmente allarmante".

Complessivamente erano 3.076, al 30 giugno 2021, i detenuti ospitati nelle 16 carceri della Toscana, a fronte dei 3.209 dell'anno precedente, con una  diminuzione di 133 unità. La diminuzione maggiore si è registrata nel penitenziario fiorentino di Sollicciano, dove i detenuti sono passati da 751 a 650. La popolazione carceraria della Toscana è rappresentata per il 48,3% da stranieri (nel 2020 gli stranieri erano il 41,6%), a fronte di una media nazionale del 31,7%. "Particolarmente rilevante - si legge ancora nella relazione - la percentuale di detenuti stranieri a Sollicciano (451), pari al 69.3%, e a Pisa, pari al 58.9%. Anche gli istituti di Prato (48,2%) e Porto Azzurro (55.09%) presentano rilevanti presenze straniere".

Complessivamente nelle carceri della Toscana ci sono 2.404 detenuti condannati definitivi, 309 non definitivi e 361 imputati - poco più di 1 su 5 - in attesa di giudizio.