Stop alle telefonate moleste, ok al regolamento dopo 4 anni di attese: come funziona e cosa succede ora

Approvato dal consiglio dei ministri il regolamento attuativo della legge contro il telemarketing selvaggio che fu varata nel 2017 dopo la campagna promossa dal nostro giornale

Il consiglio dei ministri approva. Approva il regolamento che attua la legge contro il telemarketing selvaggio che, per la prima volta in Italia, tutela dalle chiamate indesiderate dei call center 97 milioni di utenze, numeri fissi e cellulari, senza distinzione. Se presto sarà impossibile ricevere sui nostri telefoni chiamate a scopi pubblicitari - per la vendita di contratti, di prodotti, per cambiare gestore del gas o della luce - è merito del Tirreno. È stato il nostro giornale che a settembre 2016 ha lanciato una campagna nazionale per denunciare una situazione inaccettabile: in Italia solo i numeri di telefono fissi, pubblicati negli elenchi telefonici - circa 13 milioni di utenze - potevano iscriversi al Registro delle opposizioni ed entrare nelle liste speciali dei clienti/utenti non contattabili dai call center.

80 MILIONI DI UTENTI SENZA SCUDO

Non esisteva difesa per circa 75 milioni di cellulari e 6,5 milioni di numeri fissi riservati (non pubblicati negli elenchi). Oltre 80 milioni di utenze senza difese i cui dati - numeri di telefoni, codici fiscali, numero cliente (numero contatore), Iban, indirizzi - erano e sono in vendita, spesso a nostra insaputa e senza il nostro consenso. Per un volume di affari di almeno 3 miliardi di euro l’anno. Senza considerare le truffe e l’utilizzo illecito di questi dati.

LA CAMPAGNA DEL TIRRENO

A settembre 2016, dunque, Il Tirreno lancia questa campagna per far approvare una nuova legge. Lancia una raccolta di firme: in due settimane 122mila lettori sottoscrivono la nostra petizione. Subito dopo l’ex ministro Altero Matteoli iscrive la legge di riforma del Registro delle opposizioni all’ordine del giorno della commissione Lavori Pubblici e Telecomunicazioni del Senato di cui è presidente. Ottiene che la discussione della riforma avvenga in sede deliberante (senza passare dall’aula): iter accelerato. Il testo base ricalca le richieste de Il Tirreno:

1) difesa per tutti i numeri (fissi e cellulari) dal telemarketing selvaggio, espressione coniata dal Garante della Privacy a giugno  2016 in audizione alle Camere

2) azzeramento di tutti i consensi (consapevoli e non) dati al trattamento dei propri dati prima dell’iscrizione al Registro delle Opposizioni

3) responsabilità in solido degli operatori e dei gestori delle campagne di telemarketing, anche se affidate a terzi e appaltate a call center, partner. Questa, in particolare,  fu un’istanza sostenuta dal Garante della Privacy

LA LEGGE APPROVATA NEL 2017

A dicembre 2017 la legge viene approvata in via definitiva, malgrado la scomparsa prematura di Matteoli. Fu sostenuta sia alla Camera che al Senato da tutti i parlamentari delle commissioni Lavori  pubblici e Comunicazioni. In particolare, in Toscana, fra i più accaniti sostenitori ci fu il senatore Marco Filippi.

La legge entra in vigore il 4 febbraio 2018 come legge 5/2018.

Allora perché per oltre 4 anni abbiamo continuato a ricevere chiamate commerciali sui cellulari? Perché il regolamento di attuazione, che doveva essere emanato entro maggio 2018, non è mai stato approvato. Fino a oggi, 21 gennaio 2022.

Quattro anni di ritardi durante i quali sono Agcom, l’autorità di garanzie nelle comunicazioni, ha approvato una norma di attuazione della legge ma che è stata ignorata senza grandi sanzioni e nel silenzio più totale, a parte le denunce de Il Tirreno: le chiamate commerciali avrebbero dovuto essere precedute da un prefisso identificativo per consentire agli utenti di non rispondere. Nessuno lo ha mai usato. 

In alternativa, i call center avrebbero dovuto utilizzare un numero “richiamabile”: l’utente componeva il numero e trovava un messaggio registrato che indicava la società che l’aveva contattato, il motivo, dando la possibilità di scegliere se essere o meno richiamati. Anche questa opzione è stata ignorata, benché prevista dal Regolamento europeo della Privacy e inserita nella legge.

IL REGOLAMENTO IGNORATO

Dopo due anni di ritardo nell’approvazione del regolamento attuazione, Il Tirreno ha rilanciato a novembre 2018 una nuova petizione su change.org per sollecitare il rispetto della legge. 

I lettori hanno risposto con oltre centomila firme. La politica no. 

Ci sono voluti altri due anni, per arrivare all’approvazione del regolamento. Che, però, non sarà subito efficace.  Però, la differenza rispetto al passato - come anticipato il 20 gennaio 2022 dal sito de Il Tirreno - c’è una data limite per bloccare le chiamate moleste: questa volta non si potrà andare oltre il 31 luglio 2022.

I TEMPI DI ATTUAZIONE

Ora che il consiglio dei ministri ha approvato il regolamento, il testo deve ricevere il visto della Corte dei Conti.

Quindi deve essere firmato dal presidente della Repubblica. Bisogna capire se la Corte dei conti agirà subito, in modo da consentire al presidente Mattarella di firmare l’atto prima della scadenza del mandato o se la firma sarà quella del nuovo presidente.

Perché serve un decreto del presidente della Repubblica? Perché l’attuale registro delle Opposizioni è stato istituito con il Dpr 178 del 2010 e può essere riformato solo da un atto di pari livello.

Dopo la firma del presidente della Repubblica, quindi, ci sarà la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Poi il gestore del Registro (che fino al 31 dicembre è la Fondazione Ugo Bordoni, ente nell’orbita del ministero dello Sviluppo Economico) ha trenta giorni per contattare operatori e Consiglio nazionale dei Consumatori e degli Utenti.

Come il nuovo registro delle Opposizioni sarà stato attivato, il vecchio decadrà: serve, però, un atto del ministro dello Sviluppo economico del decretarne la decadenza. Ecco questo atto non può essere successivo al 31 luglio.

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Lo schema del nuovo dpr che Il Tirreno può illustrare in anteprima prevede (fra l’altro):

STOP ALLE CHIAMATE E ALLA POSTA COMMERCIALE

Il regolamento disciplina il (nuovo) Registro pubblico delle Opposizioni per il trattamento dei numeri di telefono fissi e mobili e degli indirizzi postali.

Il divieto di contatto, senza il consenso esplicito dell’utente, riguarda sia le telefonate da call center «effettuate con qualunque mezzo, sia tramite operatore, mediante sistemi automatizzati di chiamata o chiamate senza l’intervento di un operatore (le robocall o telefonate pre-registrate, ndr) oppure tramite posta cartacea».

È vietato l’invio di «materiale pubblicitario o di vendita diretta» o il contatto «per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale», ad eccezione delle telefonate effettuate per fini statistici dagli enti appartenenti al Sistema statistico nazionale (ad esempio l’Istat).

REGISTRO DELLE OPPOSIZIONI

Il nuovo registro delle Opposizioni è istituito in base alla legge 5 del 2018 ed è aperto a tutte le numerazioni telefoniche e agli indirizzi postali riportati negli elenchi di contraenti (gli utenti).

Il ministero dello Sviluppo economico provvede alla realizzazione e gestione del Registro delle Opposizioni, affidandone anche a terzi al realizzazione e la gestione... Nel caso specifico il ministero si affida da anni alla Fondazione Ugo Bordoni con la quale ha in corso una convenzione che scadrà nel 2024.

Entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto, il ministero o il gestore provvede alla consultazione «dei principali operatori e delle associazioni dei consumatori rappresentate nel Consiglio nazionale dei Consumatori e degli Utenti».

EFFICACIA DELLE NUOVE REGOLE

Entro 120 giorni dalla data di pubblicazione del regolamento di attuazione della legge in Gazzetta ufficiale, il ministero dello Sviluppo economico provvede all’attivazione delle «modalità tecniche e operative di scrizione anche telematica al Registro delle opposizioni da parte dei contraenti (gli utenti) e di funzionamento e accesso, anche telematico, nonché alla verifica delle liste di contatti da parte degli operatori».

COME FUNZIONA IL REGISTRO

Ciascun operatore (per poter usare numeri di telefono o indirizzi posstali) deve presentare domanda dalla Fondazione Bordoni che gestisce il Registro delle Opposizioni. Entro 15 giorni dal ricevimento la richiesta il gestore del Registro affida all’operatore credenziali di accesso agli elenchi. Per consultare gli elenchi devono essere pagate tariffe che il gestore deve definire e comunicare al ministero dello Sviluppo economico ogni anno entro il 30 novembre.

Le tariffe servono a sostenere i costi di gestione del Registro «e non possono essere aumentate per scopo di lucro da gestore».

ISCRIZIONE GRATUITA

L’iscrizione al Registro delle Opposizioni da parte degli utenti è gratuita.

L’utente si può iscrivere:

1) utilizzando modulo elettronico sul sito web della Fondazione Bordoni: in questo caso è necessario comunicare il numero da iscrivere, dimostrare di “avere la disponibilità” del numero; fornire il proprio indirizzo di posta elettronica;

2) chiamando il numero verde della Fondazione Bordoni dal numero che si vuole iscrivere nel Registro delle Opposizioni. Ci sarà un risponditore automatico, con possibilità di accedere a un operatire in caso di «difficoltà o di problemi per l’iscrizione o il rinnovo o la revoca dell’iscrizione»;

3) tramite posta elettronica: inviando l’apposito modulo disponibile sul sito della Fondazione Bordoni con la numerazione da iscrivere al Registro (dimostrando di averne la disponibilità).

ISCRIZIONE DI PIU’ NUMERI

È possibile iscrivere al Registro delle opposizioni anche più numeri contemporaneamente solo se si utilizza il modulo elettronico sul sito della Fondazione Bordoni o se si invia il modulo elettronico per mail. Impossibile iscrivere più numeri telefonando al numero dela Fondazione.

RINNOVO

Il rinnovo dell’iscrizione al Registro delle opposizioni può essere fatto in qualunque momento: questa azione comporta l’azzeramento dei consensi dati all’utilizzo dei propri dati a scopi commerciali.

REVOCA SELETTIVA

È possibile revocare (in qualunque momento) il consenso dato all’utilizzo dei propri dati (numero di telefono, indirizzo, etc) anche solo per alcune compagnie, società, aziende dalle quali non vogliamo più essere contattati.

L’iscrizione (quindi il divieto di essere contattati), il rinnovo, la revoca vengono effettuati dal gestore del Registro delle opposizioni dal giorno successivo alla richiesta da parte dell’utente (o meglio: dal giorno dopo alla ricezione della richiesta).

OBBLIGO DI INFORMARE GLI UTENTI

Anche in assenza di una specifica richiesta del cliente, gli operatori che contattano un utente - recita lo schema di regolamneto - «al momento della chiamata o dell’invio per posta di materiale pubblicitario indicano con precisione che i dati utilizzati sono stati estratti legittimamente dagli elenchi autorizzati, fornendo altresì indicazioni utili all’eventuale iscrizione nel Registro pubblico delle Opposizioni».

CAMPAGNE INFORMATIVE

Il ministero dello Sviluppo economico e la presidenza del Consiglio dei ministri realizzano e promuovono una campagna per favorire la piena consapevolezza dei diritti degli utenti. La campagna deve essere realizzata in collaborazione con il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti.

ATTUAZIONE DELLE NORME

Il vecchio Registro delle Opposizioni e il Dpr 178 del 2010 che lo istituisce è abrogato non appena sarà diventato operativo il nuovo Registro previsto dalla legge 5 del 2018. L’operatività dovrà essere accertata con provvedimento del ministro dello Sviluppo economico da pubblicare in Gazzetta ufficiale. Comunque il registro deve essere attivo dal 31 luglio 2022.