Tampone negativo e fine isolamento: i tre passaggi da allineare per semplificare la procedura

L'assessore regionale Bezzini affronta il tema di un limbo in cui sono finiti molti toscani

FIRENZE. «Una semplificazione per quanto riguarda la relazione tra procedure legate al tampone negativo, la fine dell’isolamento con relativo certificato di guarigione e il rilascio del Green pass». Per Simone Bezzini , assessore regionale alla Sanità, la parola d’ordine è semplificare, sempre di più. Per liberare dall’isolamento tutti quei cittadini che prima hanno contratto il Covid-19 e poi sono guariti. Ma spesso restano lì, in un limbo, in attesa di un certificato di fine isolamento che consenta ai guariti di tornare alla normalità. Ma che, diverse volte, impiega troppo tempo a raggiungere il destinatario del provvedimento, impedendogli di fatto di uscire anche solo per fare la spesa o tornare a lavorare, nonostante sia guarito dal Covid. «Bisogna che questi tre passaggi vengano allineati – sottolinea l’assessore regionale-, e per questo serve il lavoro delle Regioni, che è già in atto: noi siamo la Regione che ha gestito il più alto numero di casi in Italia in questi ultimi giorni attraverso una procedura automatica».

Attraverso il sito internet referticovid.sanita.toscana.it che consente di compilare il questionario di autovalutazione. Prima, invece, la Regione aveva varato il sistema degli sms, presto soppiantato dalla possibilità di compilare il questionario direttamente sulla piattaforma della Regione Toscana. «Ci servirebbe, per poter andare più spediti e soprattutto per semplificare la vita ai cittadini, un ulteriore livello di sburocratizzazione e di allenamento di questi tre passaggi», sottolinea il componente della giunta guidata da Eugenio Giani. Il riferimento è alla variante Omicron, molto contagiosa ma meno aggressiva rispetto alle precedenti varianti conosciute nei primi due anni di pandemia. «In generale – conclude l’assessore regionale Bezzini – stiamo entrando in una fase nuova della pandemia, dove ovviamente la variante Omicron ha determinato un livello di diffusività particolarmente alto, con impatti sanitari più bassi rispetto alle altre varianti, ma con una diffusione particolarmente elevata – conclude – . Noi dobbiamo cercare di costruire un modello che, soprattutto per coloro che sono vaccinati, asintomatici o comunque con pochi sintomi, determini dei percorsi semplificati nella gestione di tutte le procedure che hanno a che fare con i casi positivi al Covid-19».