La terra dei castelli, viaggio nei secoli tra storia, arte leggende e mistero

A sinistra il castello Malaspina a Fosdinovo, a destra il castello di Terrarossa, veduta del castello del Piagnaro

Una volta si contavano più di cento fortezze, oggi tante non esistono più Altre hanno retto (bene) al tempo


Un tempo se ne contavano più di cento. Di tanti, oggi, non è rimasto niente o soltanto pochi ruderi. Ma sono ancora molti quelli che hanno retto al tempo. E lo hanno fatto benissimo perché sono belli, imponenti e affascinanti. Andare alla scoperta dei castelli della Lunigiana, nella provincia di Massa Carrara, è un viaggio dentro la storia, l’arte, il mistero e le leggende. Per le restrizioni dovute alla pandemia attualmente ne sono visitabili una decina in varie località. In ogni caso meritano anche solo una visita esterna.
 

FOSDINOVO E MALASPINA

Partiamo da Fosdinovo, dove si trova uno dei castelli più importanti: quello dei Malaspina, la famiglia che per secoli dominò la zona, dividendosi anche in vari rami. Originaria del XII secolo e ingrandita più volte fino al 1600, l’imponente fortezza – oggi residenza d’epoca di proprietà dei discendenti Malaspina, visitabile su prenotazione – era un punto di osservazione privilegiato per tenere sotto controllo un vasto territorio, dal mare ai valichi appenninici: è un panorama mozzafiato quello che ancora oggi si può ammirare dai suoi bastioni. E non mancano le leggende. Quella della marchesa Cristina Pallavicini racconta che la nobildonna eliminasse gli amanti facendoli cadere in una botola situata ai piedi del letto. Un altro racconto fantasioso riguarda ancora una donna, questa volta vittima e non carnefice: Bianca Malaspina. Si dice che, innamorata di un giovane stalliere e dopo essersi rifiutata di prendere i voti, i familiari la chiusero in una stanza nei sotterranei, dove morì di stenti: il suo fantasma continuerebbe a vagare per il castello. Dove c’è anche la stanza di Dante, da intendersi come omaggio al ruolo da lui avuto in Lunigiana piuttosto che come testimonianza storica. Non ci sono le prove, infatti, che Alighieri abbia soggiornato al castello anche se un affresco del salone principale lo raffigura in un momento cruciale per i Malaspina: quando cioè fu nominato loro rappresentante per la pace di Castelnuovo, nel 1306.
 

TERRAROSSA A LICCIANA

Non è da meno, quanto a dimensioni, il castello di Terrarossa a Licciana Nardi, tra le più grandi residenze dei Malaspina. Nacque nella seconda metà del Cinquecento per volere del marchese Fabrizio che progettò un’opera talmente imponente da rimanere insoluta in molti elementi, anche sotto i suoi successori. Il castello, che sorge lungo la via Francigena, è a pianta quadrata, con quattro baluardi agli angoli, alcuni rimasti appunto incompiuti. All’interno più di quaranta vani, con ampi saloni voltati a crociera. Una curiosità: diversi spazi in passato erano deputati a ospitare un produttivo allevamento di bachi da seta. Oggi il castello, restaurato, è destinato ad eventi di vario genere e si può visitare rivolgendosi al Comune.

IL CASTELLO DEI MONTI

A Licciana c’è poi il castello di Monti, appartenente ai discendenti Malaspina che ne hanno fatto una splendida dimora signorile, con soffitti voltati e camini monumentali. L’edificio dominava la Valle del Taverone per controllare le vie di comunicazione dirette verso l’Appennino, ma la sua esistenza è documentata con certezza solo dal 1275. Immerso in una quiete quasi irreale, ha un’incantevole terrazza con vista, circondato da un bosco di lecci secolari e un grande prato che fu quasi certamente l’antica piazza d’armi. Visite guidate su prenotazione da marzo a dicembre con Sigeric (info@sigeric.it).

LA BRUNELLA


Altra maestosa fortificazione è la Fortezza della Brunella ad Aulla. Prende il nome dal colore della roccia su cui erge e di cui è composta, ha caratteristiche rinascimentali, ma non è chiara la sua esatta epoca di costruzione. Dal 1977 è di proprietà statale, affidata al Comune di Aulla che ne ha fatto la sede del museo di storia naturale della Lunigiana, aperto la domenica e i festivi dalle 14 alle 16.
 

PIAGNARO E STATUE STELE

Sede di un museo è anche il castello del Piagnaro che domina Pontremoli, centro nevralgico nei commerci lungo l’antica via Francigena. Fin dai primi secoli del basso Medioevo la poderosa fortificazione – la cui prima documentazione risale alla metà del 1200 – protesse il borgo, ambìto da imperatori, re e condottieri proprio per la sua posizione strategica. Il suo nome deriva dalle “piagne”, lastre di arenaria un tempo diffuse nell’edilizia locale e ancora presenti nel rivestimento del tetto. Oggi ospita il museo delle Statue stele, misteriose figure antropomorfe scolpite nella pietra, realizzate probabilmente dal VII-VI secolo a.C.: sono le più antiche mai rinvenute in Italia, assieme a simili esemplari portati alla luce in Puglia. Le ipotesi sulle loro origini sono svariate: rappresentazioni di antenati illustri o personaggi leggendari, elementi d’arte sacra o perfino insegne stradali ante litteram. Aperto tutti i giorni dalle 9,30 alle 17,30.

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