Il telemarketing selvaggio ha i giorni contati, ok del Garante alle nuove regole anche per i cellulari

Il regolamento di attuazione della legge contro il telemarketing selvaggio dovrebbe essere pubblicato dal ministero dello Sviluppo economico a fine gennaio 2022. Grazie a questo regolamento verrà riformato il Registro delle opposizioni, l’elenco speciale al quale si potranno iscrivere anche i numeri di cellulare

Vietate le telefonate commerciali anche ai cellulari. Le telefonate commerciali sia da call center con operatore sia dal call center con messaggio registrato. In poche righe, il Garante della Privacy dà parere favorevole alla legge contro il telemarketing selvaggio, approvata 22 dicembre 2017 anche grazie alla campagna de Il Tirreno, sostenuta da 122mila firme.

Finora gli effetti di questa legge contro le chiamate commerciali indesiderate non si sono visti. Per una ragione semplice: il divieto di contattare circa 78 milioni di cellulari è legato all’emanazione di un regolamento di attuazione della legge. Il regolamento di attuazione era atteso per maggio 2018. Per sollecitarne la pubblicazione Il Tirreno ha lanciato una nuova petizione sottoscritta da migliaia di lettori. L’appello è rimasto intrappolato nella burocrazia e negli ostacoli che si sono frapposti alla legge-scudo: ostacoli che difendono il business della vendita dei dati di chi è in possesso di un numero di telefono. I dati – numero di telefono, numero cliente (titolare di contatore luce, gas), codice fiscale, Iban, indirizzo –  hanno un enorme valore sul mercato della “profilazione” dei clienti: della definizione dei clienti, dell’identikit degli utenti. Si calcola un volume medio di affari di 3-4 miliardi l’anno.

Comunque, ora il regolamento di attuazione della legge contro il telemarketing selvaggio dovrebbe essere pubblicato dal ministero dello Sviluppo economico a fine gennaio 2022. Grazie a questo regolamento verrà riformato il Registro delle opposizioni, l’elenco speciale al quale ogni titolare di numero di telefono potrà iscriversi. Con la vecchia legge (ancora in vigore per qualche settimana, indicativamente fino alla fine di gennaio 2022) l’iscrizione è consentita solo ai numeri di telefono fissi e pubblicati negli elenchi telefonici.

Con la nuova legge, invece, l’iscrizione sarà consentita a tutti i numeri di telefono, compresi i cellulari e i numeri fissi riservati. Parliamo di circa 85  milioni di nuovi utenti.

Il parere favorevole del Garante (rilasciato il 13 gennaio e pubblicato il 18 gennaio) accelera questo processo. Era fondamentale, perché proprio il Garante in autunno aveva individuato una “mancanza” nella legge scudo: il divieto di inviare “robocall” (chiamate automatizzate) a chi fosse iscritto al Registro delle opposizioni.

Per vietare l’invio di queste chiamate – o per esercitare il diritto a non ricevere queste telefonate automatiche – è necessario esprimere una volontà specifica e consapevole da parte dell’utente, secondo quanto previsto dal Regolamento europeo sulla Privacy. Perciò era necessario modificare la legge 5 del 2018 (la legge di riforma del Registro delle opposizioni) e non solo il regolamento di attuazione.

Messa mano alla normativa, in tempi rapidissimi, ora arriva il parere del Garante che rileva  come “all’estensione, alle chiamate automatizzate, dell’efficacia revocatoria derivante dall’iscrizione nel registro ha tuttavia, medio tempore, provveduto il decreto-legge 8 ottobre 2021, n. 139, che a seguito delle modifiche apportate in conversione ha ricompreso, nella sfera di operatività del registro, anche le chiamate effettuate con modalità automatizzate”. Quindi – prosegue il parere del Garante - l’odierno schema di regolamento “adegua, dunque, alla nuova normativa l’impianto normativo già descritto e positivamente valutato, a fini di protezione dei dati, dal Garante, inserendo nel corpo del testo il riferimento ai trattamenti di dati personali realizzati mediante comunicazioni telefoniche effettuate (anche) con sistemi automatizzati o, comunque, in assenza di operatore.…

Questo risultato viene conseguito senza alterare – come richiesto dal Garante - il doppio regime (opt-out per le chiamate con operatore e opt-in per le chiamate automatizzate) previsto dal Codice. Ne deriva una maggiore tutela per gli utenti, pur nell’invarianza delle garanzie offerte dal regime di opt-in, "che resta applicabile alle chiamate automatizzate”.

In sostanza, per non ricevere più chiamate con operatore bisogna iscriversi al registro delle Opposizioni, in modo da dire basta (opt out); per non ricevere più chiamate automatizzate bisogna iscriversi per dire “non voglio ricevere chiamate senza operatore o registrate” (opt in).

 

Dopo questa correzione, dunque, che cosa comporta l’iscrizione al nuovo Registro delle Opposizioni? Novità importantissime per difendersi dalle chiamate non desiderate dei call center. Eccole.

  1. Azzeramento universale di tutti i consensi dati all’utilizzo dei propri dati a scopi commerciali

Con l’iscrizione al Registro delle Opposizioni, vengono automaticamente cancellate le autorizzazioni che le società hanno per utilizzare i nostri dati (numero di telefono in primis) per le chiamate commerciali. I call center, insomma, non ci potranno più chiamare per proporci prodotti o cambi di contratti. Di fatto, vengono azzerati anche i consensi che abbiamo dato in modo “inconsapevole”, ad esempio quando ci siamo fatti la tessera per la palestra, la tessera fedeltà per il supermercato o la tessera sconto per la nostra profumeria preferita.

  1. Salvaguardia dei consensi solo per i contratti

Non si cancellano i consensi dati alle società che gestiscono i servizi essenziali: luce, acqua, gas, telefono. Ci sono trenta giorni di tempo, per poter confermare o meno il consenso all’utilizzo dei nostri dati: questa clausola è stata mantenuta per evitare di creare problemi a forniture in corso.

  1. Stop alle chiamate automatizzate

Esprimendo una specifica volontà, si vieta ai call center (e alle società che si servono dei call center) di contattarci con telefonate automatizzate. Le chiamate automatizzate, sempre più frequenti, funzionano così: un numero di cellulare ci contatta e parte un messaggio registrato con proposta commerciali. Finisce con l’invito a premere un tasto, in base a quello che vogliamo fare (interessati alla proposta? Vogliamo essere contattati da un addetto? Etc).

  1. Responsabilità in solido delle società che gestiscono i servizi

Chi gestisce un servizio e si affida a un call center che viola i divieti sulle chiamate commerciali non autorizzate, per la prima volta risponde “in solido” (direttamente e concretamente) del comportamento scorretto dei propri agenti o partner.

  1. Chi viola ripetutamente il divieto di chiamare utenti che non hanno autorizzato l’utilizzo dei propri dati rischia la sospensione e la revoca delle autorizzazioni a svolgere attività di telemarketing e teleselling (vendita di contratti/prodotti per via telematica  e telefonica).