Pizza a lume di candela contro il caro luce e gas: «Così sopravvivo alla stangata»

La provocazione di un ristoratore di Piombino: «L’ultima bolletta della luce, aumentata a dismisura, mi ha convinto»

PIOMBINO. A lume di candela davanti alla propria Margherita. In pizzeria le luci saranno spente, per protesta contro il caro-energia.

Alessandro Tommasi ha aperto il “Il Girone dei Golosi” in via Ferrer a Piombino in uno dei momenti più difficili degli ultimi due anni. A marzo 2020, in pieno lockdown quando tutti abbassavano la saracinesca, lui ha acquistato la pizzeria dove ha trascorso mesi a lavorare per darle l’aspetto che si era immaginato. A luglio ha finalmente iniziato a scaldare motori e... forno, ingranando la marcia tra sacrifici, valzer di aperture/chiusure e un locale nuovo da lanciare. Ciononostante, non si è mai scoraggiato. Anzi, dimostrando una discreta dose di estro e passione, ha cercato di tenere botta reinventandosi per un periodo anche a pranzo e riuscendo a farsi conoscere e apprezzare da molti clienti, non solo piombinesi.


Ma come se la pandemia non bastasse, a peggiorare le cose è arrivato anche il rincaro delle materie prime. In particolare l’ultima bolletta della luce ha spinto Tommasi a lanciare un vero e proprio grido di dolore (e di rabbia) sui social. «L’aumento era preventivato – dice – ma non credevo a questi livelli. È vero che io utilizzo i forni elettrici, ma il consumo è rimasto invariato mentre il costo è aumentato a dismisura».

Come sopravvivere a simili stangate se non ritoccando il listino prezzi? «Magari di cinquanta centesimi a pizza – continua –. Temo sarà inevitabile, spero che i clienti capiscano. È aumentato tutto, a partire dalle materie prime, sebbene io abbia provato a giocare un po' di anticipo cercando prodotti di qualità a un prezzo inferiore. Non vorrei mai che i rincari che subisco io andassero a incidere sul consumatore finale, ma quale alternativa ho? Oltretutto dovrò anche affrontare i costi del rinnovo di tutti i menù, compresi quelli esposti fuori».

Tuttavia, Alessandro non si arrende, tanto che oltre a pizza e calzoni è riuscito a sfornare un’idea davvero singolare, una vera e propria provocazione. «Già da questa settimana – racconta – comincerò a individuare una o due serate in cui spegnerò la luce, coi clienti mangeranno a lume di candela. Sto già organizzandomi e se l’iniziativa dovesse piacere continuerò almeno con un appuntamento settimanale. Si tratta di una mia forma di protesta, bonaria. Per fortuna i soldi per pagare le bollette ce li ho, però ci tengo a far capire alla gente che la situazione è sempre più insostenibile».



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