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Coronavirus, il virologo Pistello: «In Toscana inizia la discesa dei contagi. Zona arancione evitabile»

Mauro Pistello

Il professore di Cisanello: «Ospedali non a rischio, ma bisogna riorganizzare i reparti. I toscani stanno rispondendo bene alla campagna vaccinale»

PISA. «Aumenteremo i posti in ospedale per scongiurare la zona arancione». Il professor Mauro Pistello, direttore dell’unità operativa di virologia dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, osserva la curva dei contagi in Toscana. E poi lo dice: siamo arrivati al “plateau” (altopiano, ndr) . «Si tratta del piano che assume la curva dei contagi dopo l’impennata iniziale e prima di cominciare a scendere – precisa il virologo – . Questo non vuol dire che è finita, ora dobbiamo iniziare la discesa. È molto probabile che nei prossimi giorni si confermi il calo dei contagi che già stiamo riscontrando dopo l’impennata del 4 gennaio». Ma non dobbiamo abbassare la guardia perché la variante Omicron è ancora in agguato. Invisibile, ma molto contagiosa. Con le terapie intensive sotto pressione e l’incidenza dei contagi ben oltre la soglia di 150 ogni 100mila abitanti.

Professor Pistello, solo 402 posti per pazienti positivi al Covid-19 ci dividono al momento dalla zona arancione: siamo a rischio?


«No. Gli ospedali toscani hanno le capacità, i numeri e le professionalità per aumentare i posti letto e all’Azienda ospedaliero-universitaria pisana lo stiamo già facendo. È un modello che funziona e, almeno per ora, i livelli di occupazione dei presidi ospedalieri non sono allarmanti».

Merito della campagna vaccinale?

«Sì. La maggior parte delle persone oggi ricoverate non ha ricevuto il vaccino. E anche il numero di contagi è in discesa: significa che i toscani stanno rispondendo bene alla campagna vaccinale contro il Covid-19 che dimostra di essere il miglior modo per contrastare la pandemia».

Le Regioni hanno chiesto al governo di non conteggiare più nel bollettino quotidiano dei contagi i pazienti positivi, ma asintomatici, che entrano in ospedale per motivi diversi dal Covid: cosa ne pensa?

«Posso anche essere d’accordo a lasciare fuori dal bollettino giornaliero dei contagi i pazienti positivi, ma asintomatici, ricoverati in ospedale se l’obiettivo è capire il livello di stress sul sistema ospedaliero. Ma ho molti dubbi sul fatto di far loro condividere la stanza con un altro paziente negativo al Covid per non correre il rischio di infettarlo».

Si spieghi meglio.

«Il fatto di non avere sintomi non significa non trasmettere la malattia ad altre persone. Per questo dico che è importante una riflessione sull’opportunità di trasferire un paziente asintomatico in un reparto no Covid, magari per alleggerire i ricoveri in area medica. Sarebbe prima necessaria una valutazione puntuale della variante che l’ha contagiato e anche della risposta anticorpale, aggiungendo il fatto se sia vaccinato o meno».

Il 32 % dei pazienti a oggi ricoverati arriva negli ospedali toscani per altri motivi e solo lì scopre di essere positivo al virus: ci vorrebbero percorsi separati, Covid e non, in ogni reparto?

«Servirebbe una riorganizzazione importante e non è semplice. Già accade oggi per i reparti di geriatria e pneumologia e per estendere il modello, oltre agli specialisti del reparto, ci vorrebbe un team di infettivologi che ruota nelle corsie degli ospedali per prendersi cura dei pazienti positivi al Covid-19».

Cosa succederà nei prossimi giorni?

«Siamo al “plateau”, comincia la discesa. E la nostra speranza è che, insieme al calo dei contagi, ci sia anche una diminuzione dei livelli d’occupazione degli ospedali. Ma i cittadini devono fare la loro parte e dare un contributo importante».

In che modo?

«Con la vaccinazione. I numeri parlano chiaro: solo continuando con la campagna vaccinale potremo far diminuire i ricoveri. Se ce ne sarà bisogno per scongiurare la zona arancione aumenteremo i posti letto negli ospedali. La Toscana ha i numeri per farlo. Ma intanto vacciniamoci. Dai cinque anni in su».

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