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Noi in chat con il venditore no-vax, ecco gli spacciatori di falsi Green pass: «Paga e lo avrai tra due ore» 

Uno screenshot della chat Telegram con il venditore di Green pass

La nostra cronista tratta per un certificato: voleva i soldi in Bitcoin, l’ho denunciato alla Polizia. Su Telegram con 190 iscritti che postano bufale sui danni da vaccino: «Fa venire i bubboni» 

Non sei vaccinato, non hai il super Green pass e vuoi prendere treni o traghetti? No problem. «Il certificato te lo vendo io a 150-200 euro, a seconda che tu lo voglia solo cartaceo o anche digitale. Paghi in criptovaluta», ci dice il venditore. Il Tirreno è entrato in una chat di Telegram per conoscere come funziona il mercato nero dei “pass”. Abbiamo finto di volerne comprare uno e parlato con uno dei mercanti del malaffare. Per i no-vax la carta è sfornata in un lampo.

La pratica di falsificazione e compravendita documenti corre online alla velocità della luce, provando ad agganciare i riottosi del vaccino. Su Telegram abbiamo finto di voler comprare un super Green pass. Basta fornire la tessera sanitaria fronte retro, saldare in anticipo in bitcoin e il gioco è fatto. «Il documento ti arriverà per mail», ci dice il tipo in chat. Ovviamente abbiamo segnalato il tutto alla polizia postale.

«Ve lo forniamo noi»

Non è il primo né l’ultimo gruppo Telegram dove corre questo mercato nero. In Italia sono stati sequestrati molti canali, ma ogni volta si riciclano e cercano di camuffarsi bene, allungando i tentacoli anche in Toscana con nomi e foto fasulli. Come entriamo in contatto con uno di questi? Per la verità in modo curioso. Il giorno 7 gennaio Il Tirreno pubblica sul proprio sito e sulla propria pagina Facebook una notizia sull’isola del Giglio: «Senza super Green pass dal 10 gennaio non si sale sul traghetto». E tra i commenti spunta un gruppo no vax, a farsi “pubblicità” per aggirare il provvedimento e lucrarci sopra a spese della salute pubblica. Si chiama No al vaccino Covid-19. «Siamo qui per aiutarvi a ottenere la vostra libertà, vi forniamo un vero e proprio Green pass…», dice il gruppo rivolgendosi ai lettori e invitandoli a spostarsi su Telegram, canale privilegiato per questo genere di mercanzia. A questo punto oscuriamo il commento su Fb ed entriamo nel gruppo Telegram alla scoperta di questo mondo illegale e grottesco.

Il gruppo no-vax

Su Telegram il gruppo in questione è stato creato il 29 dicembre. Ci sono 190 iscritti. Neppure tantissimi, ma solo il giorno prima erano molti meno. Gli autori postano foto e commenti sui “clamorosi danni” che sarebbero provocati dai vaccini, chiaramente bufale. Bambini con bubboni, madri con lesioni allucinanti. Piaghe alle mani. Corpi tumefatti. Un ragazzo sorridente è morto. Scrivono per colpa del vaccino. «Chi ha stabilito questa legge ha uno scopo demoniaco». Ci sono foto di Green pass già confezionati sul tavolo e clienti che esultano perché avrebbero fatto la verifica con l’app e funziona. «Facciamo anche vendita di persona, ma solo per ordini che partono da un minimo di 50 pezzi. Per ordini minimi non possiamo permetterci di assumerci il rischio». Oppure: «Oggi si effettuano solo 50 prenotazioni a causa del grande numero di iscrizioni». Ci sono pure sconti. «Il passaporto vaccini che mettiamo a disposizione è di 2 dosi a 300 euro e 3 dosi a 500. Usufruisci di una riduzione con acquisti di gruppo». Si fa riferimento a medici consenzienti. «Al centro vaccinazioni abbiamo tutto registrato e approvato dal primario». Dove si stampano questi pass? Italia, estero? Non sappiamo ancora. Intanto il gruppo festeggia il raggiungimento di 500 QrCode validati per il mercato italiano.

La trattativa

A questo punto proviamo ad agganciare direttamente l’autore dei post con un messaggio privato. Fingiamo di voler comprare un super Green pass perché dobbiamo prendere il traghetto. Gli chiediamo informazioni e il venditore (dall’aspetto giovane) risponde dopo 12 appena minuti. Ha la stessa foto che compariva su Facebook, ma là si chiamava Marco e qui su Telegram Luciano. Il nome è chiaramente un fake, come pure l’immagine del profilo. Lui non parla in buon italiano, però risponde alle nostre domande senza chiedersi chi siamo. «Buongiorno, ci vuole molto tempo ad avere un Green pass? Costa molto?». Luciano risponde che «ci vogliono 3 ore di tempo» e offre il listino prezzi dettagliato. «Green pass digitale: 150 euro. Green pass digitale e cartaceo: 200 euro. Basta inviarmi una foto anteriore e posteriore della tessera sanitaria e il pass è disponibile in un massimo di due ore dopo il pagamento». Ma rischio qualcosa? «Non rischia niente, signora». Ed è sicuro che funziona? «Smetti di essere preoccupata». Mi dica ora, come posso pagare? «In bitcoin», dice. Ci fermiamo qua. Il passo successivo sarebbe fornire la tessera sanitaria ma rischiamo anche il furto di dati personali. Passiamo la palla alle forze dell’ordine perché anche questo gruppo, come altri, venga chiuso e gli amministratori possano rispondere dei reati. Intanto lui – Luciano che si fa chiamare anche Marco – ci contatta ancora. Vuole i soldi.