Storia e bellezza: sulla via delle pievi il fascino silenzioso del tempo che fu

La pieve di San Giovanni ad Arliano

Un percorso fra le chiese di campagna dalla suggestiva S. Giorgio a Brancoli fino alla versiliese Pieve S. Stefano

Erano le chiese della gente di campagna. Con la diffusione del Cristianesimo, per i villaggi rurali divennero un importante punto di riferimento della vita religiosa, tanto che per molti secoli furono gli unici edifici dotati di fonte battesimale e cimitero. Erano le chiese del popolo, come indica il nome: pievi, dal latino plebs che significa plebe. A testimonianza della loro importanza, il nome è rimasto anche in numerose località, in particolare dell’Italia settentrionale e centrale – Toscana compresa – dove questi luoghi di culto minori furono più diffusi: Pieve di Cadore, Città della Pieve, Pieve Santo Stefano, solo per citarne alcune.

In molti casi del nucleo originario delle chiese – la gran parte ultramillenarie – è rimasto poco a causa delle sostanziali modifiche avvenute nel corso dei secoli tra ristrutturazioni, sopraelevazioni, aggiunta di portici, cupole o cappelle. Ciò non toglie nulla alla loro bellezza, anche perché all’interno spesso vi si trovano pregevoli opere d’arte e arredi, oltre ad altrettanto preziosi oggetti di legno, oreficeria e paramenti in seta.


È così anche nella diocesi di Lucca – che comprende Piana, Valle del Serchio e Versilia – dove si contano circa sessanta pievi. Oggi andiamo a scoprirne alcune delle più antiche, belle e importanti. Un percorso facile e che promette grande bellezza.

s. giorgio a brancoli

Tra le più belle c’è la pieve di San Giorgio di Brancoli, fondata probabilmente all’inizio dell’VIII secolo. L’attuale aspetto è il risultato di una riedificazione avvenuta nei primi decenni del 1000, voluta dal vescovo Anselmo da Baggio (poi Papa Alessandro II) e, secondo la tradizione locale, dalla contessa Matilde di Canossa, raffigurata nel volto della figura scolpita sul lato del pulpito. Costruita a tre navate in pietre squadrate di marmo proveniente dalle vicine montagne, è un capolavoro dell’arte romanica e ha all’interno una miniera di opere: tra queste lo stesso pulpito, del XII secolo; la grande terracotta invetriata di Andrea Della Robbia raffigurante San Giorgio e il drago, datata fine 1400; il Crocifisso attribuito a Berlinghieri (XII secolo) e la fonte battesimale ottagonale del 1100. All’esterno incuriosisce una strana figura scolpita nell’architrave, chiamato “Brancolino”: un omino stilizzato con grandi braccia aperte e mani enormi, sul cui significato aleggia il mistero. Il che si addice perfettamente a questa parte della Lucchesia dove abbondano le leggende su spiritelli, streghe e diavoli.

pieve san paolo

Menzionata per la prima volta nel 779, ma nata secoli prima, è la chiesa di Pieve San Paolo, nel territorio comunale di Capannori. L’edificio originario probabilmente venne distrutto dai Goti intorno al 405 durante le invasioni barbariche e poi riedificato da San Frediano tra il 561 e il 589, come avvenne per altri luoghi di culto della zona. La chiesa, il campanile e la canonica furono costruiti in posizione elevata rispetto al suolo a causa delle frequenti piene del fiume Serchio, il cui vecchio corso si biforcava proprio nelle vicinanze. Di questa storia più antica, però, non ci sono tracce. Restano la parte duecentesca nella facciata, nel campanile – alto quasi trenta metri e dall’imponente merlatura – e nei fianchi della navata, tipica del romanico, mentre l’abside è seicentesco e il portico ottocentesco.

s. giovanni ad arliano

Un’altra pieve ultramillenaria si trova ad Arliano ed è dedicata a San Giovanni. Della fine del X secolo, è uno degli edifici altomedievali del territorio lucchese più significativi e complessi. Il suo impianto è tipico delle pievi edificate tra IX e X secolo: pianta a tre navate raccorciata, navata centrale più elevata rispetto alle laterali, sostegni massicci, decorazioni esterne in pietra. All’interno si conservano un sarcofago in marmo del 1300, un fonte battesimale, anch’esso del XIV secolo e una edicola marmorea raffigurante la Madonna con il Bambino e angeli della metà del XIV secolo.

s. maria del giudice

A Santa Maria del Giudice, sulla strada che conduce a Pisa, si trova invece la pieve di San Giovanni Battista, menzionata per la prima volta nel 918 anche se l’architettura è successiva, intorno al 1160-70.

pieve santo stefano

È del XII secolo, infine, la pieve di Pieve Santo Stefano, sulle colline prossime alla Versilia. Della costruzione medievale originaria restano il fianco nord, l’abside e il campanile, mentre al Cinquecento risalgono il portico a tre arcate e il prezioso organo che si trova all’interno. Proviene da qui una delle più importanti opere di Zacchia da Vezzano, la “Madonna tra i santi Rocco e Sebastiano” oggi conservata al museo nazionale di Villa Guinigi a Lucca e datata al terzo decennio del 1500. La pala è stata sostituita da una copia di Michele Ridolfi, pittore lucchese della prima metà dell’Ottocento.

© RIPRODUZIONE RISERVATA