Gkn, lavoratori e prof del Sant'Anna firmano un piano per il rilancio

La reindustrializzazione passa dalla transizione ecologica. Il progetto allo studio con docenti di economia e ingegneri

FIRENZE. Potrebbe diventare il primo” Polo pubblico per la mobilità sostenibile”, un’industria 4.0 per lo sviluppo di prototipi e formazione: così il gruppo di lavoro composto dal collettivo di fabbrica di Gkn Driveline di Campi Bisenzio e da un team di ricercatori universitari, grandi economisti e ingegneri della Scuola Sant’Anna di Pisa e degli atenei di Firenze e Bologna, sta disegnando il futuro dello stabilimento di automotive. E presenterà un piano di reindustrializzazione in parallelo con la trattativa in corso al ministero e ora in mano a un advisor che promette di salvare i 420 posti di lavoro, l’imprenditore filosofo Francesco Borgomeo, titolare di una società di consulenza che ha già traghettato verso la salvezza la ex Marazzi sud di Anagni.

La fabbrica di Campi è diventata simbolo della lotta e della rinascita del movimento operaio dopo che il 9 luglio scorso la multinazionale inglese in mano al fondo Melrose ha aperto la procedura collettiva di licenziamento con una mail. Procedura bloccata dal tribunale del lavoro di Firenze che ha condannato l’azienda per comportamento antisindacale, ma riavviata pochi giorni fa. Poi la svolta, con la nomina di Borgomeo e la riapertura del tavolo di trattativa al Ministero per lo sviluppo economico. Giorni convulsi, ma la bussola del collettivo non si è persa. In fabbrica è attivo dal 9 luglio un presidio permanente, che ha aperto un confronto con la società civile. Così, nei giorni del negoziato sulle sorti dello stabilimento che profila un cambio di proprietà (due le proposte al vaglio dell’advisor: una dal settore farmaceutico, l’altra dal polo dell’energia rinnovabile) il collettivo di fabbrica discute la sua proposta di reindustrializzazione col mondo della ricerca e dell’università. Il gruppo del S. Anna comprende il prof. Giovanni Dosi, direttore dell’Istituto di economia della Scuola pisana e co-direttore delle task force "Politica industriale" e "Proprietà intellettuale" alla Columbia University; Andrea Roventini, professore associato del S. Anna, tra i papabili al dicastero dell’economia nel governo Conte, ed è coordinato dalla ricercatrice Maria Enrica Virgillito.


Ieri c’è stata un’assemblea pubblica in cui sono state illustrate le linee guida del piano di reindustrializzazione del sito di Campi, elaborate insieme a “competenze solidali”, ricercatori dell’Università e del Sant’Anna, appunto, piano che propone un polo per la mobilità sostenibile. La vertenza Gkn è diventata un simbolo ma anche un collettore di “realtà solidali”, intelligenze e competenze. Il piano si sviluppa su tre linee: difesa del posto di lavoro, difesa dei diritti dei lavoratori, sfida per il futuro che passa dalla transizione ecologica. Secondo Dario Salvetti, Rsu, «questa fabbrica è un patrimonio collettivo del territorio e le reti solidali stanno elaborando con noi questo piano di reindustrializzazione. Ma questo piano si inserisce in due ragionamenti: l’urgenza di un intervento pubblico e statale diverso da quanto abbiamo visto finora. Non si comprende come possano esistere piani di rilancio del paese sulla mobilità sostenibile se tutte le notizie che abbiamo sono di un ridimensionamento di Stellantis e di tutto l’automotive. Per questo la nostra proposta è di una filiera per la mobilità sostenibile che coinvolga tutte le aziende dell’automotive in difficoltà. Noi siamo classe dirigente e indichiamo una via per noi, dentro ad una visione di paese». Dice Francesca Gabbriellini, dottoranda di Storia economica all’Università di Bologna che ha coordinato il confronto tra Sant’Anna, ricercatori e collettivo: «La fabbrica socialmente integrata, nata il 9 luglio con la mobilitazione dei e delle solidali, conosce oggi un nuovo picco, con la saldatura tra mondo della ricerca radicale e mondo del lavoro, e la presentazione del piano per il futuro di Gkn, motore per le politiche industriali in Italia».

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