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Mascherine all'aperto, in Toscana ogni sindaco balla da solo

Per ora l’obbligo scatta a Firenze e a Viareggio. Abetone: sì per chi sale sugli impianti da sci


Mascherine sì o mascherine no? La Toscana per l’obbligo di indossarle all’aperto, in assenza di decisione chiare, si muove a macchia di leopardo e se per Firenze il sindaco Dario Nardella ha già firmato l’ordinanza per evitare affollamenti nelle strade dello shopping con il rischio di far ripartire i contagi nelle altre città, fatta eccezione per Viareggio, si prende tempo. Aspetta di capire cosa accadrà Prato così come Pistoia, e Pisa. Carrara per adesso di limita a una «raccomandazione».

All’Abetone memore di passati assembramenti in coda agli impianti di risalita (riapriranno domani) ricorda che la mascherina sarà obbligatoria e probabilmente anche il Green pass. «Per quanto riguarda le regole alle quali bisognerà attenersi per accedere alle piste da sci – dice Andrea Formento, assessore al turismo – siamo ancora in attesa delle ultime linee guida. Per adesso sappiamo che l’uso della mascherina anche all’aperto è obbligatorio. Per quanto invece riguarda il Green pass, al momento obbligatorio per gli impianti con la cabina, quindi chiusi, mentre non serve per le seggiovie». Per Formento «tuttavia ci potrebbero essere dei cambiamenti dettati proprio dalle linee guida che stiamo ancora aspettando. Se le cose rimarranno in questi termini, per chi acquista un biglietto valido sia su cabinovie che su seggiovie, il Green pass è obbligatorio».

LIVORNO
Salvetti: «Siano prima gli esperti a darci un’indicazione chiara»

A Livorno il sindaco Luca Salvetti è chiaro: se lo decidono gli esperti e il governo, si dà il via libera alle mascherine all’aperto, altrimenti no. «Dal primo momento – risponde – ho seguito le indicazioni di una linea di comando che parte dal comitato tecnico scientifico, passa dal governo e dalla Regione e arriva agli enti locali. Così mi sono trovato bene a gestire la pandemia in città. Quindi attendo che il governo si esprima su necessità e tempistiche di un’operazione del genere: se lo fa applico immediatamente la misura, viceversa se ogni città va per conto suo si rischia solo di creare un quadro a macchia di leopardo e più confusione nelle persone». «Se gli esperti del comitato scientifico reputano che questo Natale sia a rischio – ribadisce quindi – si esprimano come hanno fatto in questi venti mesi».

MASSA CARRARA
De Pasquale e Persiani preoccupati «ma per ora nessun intervento»

A Carrara «in occasione dell’ultimo consiglio comunale – spiega il sindaco Francesco De Pasquale – ho lanciato un appello alla cautela, invitando le persone a indossare la mascherina sempre in ambienti chiusi, ma anche all’aperto, in caso di situazioni affollate o assembramenti. La preoccupazione per i contagi non manca, ma sono contrario a un’ordinanza che introduca l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto».
A Massa il sindaco Francesco Persiani spiega: «In questo momento l’obbligo della mascherina all’aperto ci pare una misura non strettamente necessaria, le persone tendono ad usare correttamente le mascherine all’aperto. Monitoriamo la situazione e se dovesse peggiorare siamo pronti ad intervenire. Le disposizioni attuali già impongono di portare con sé la mascherina e usarla in caso di assembramenti anche all’aperto».

PRATO
Biffoni: «L’ordinanza è pronta ma non per tutte le strade»

A Prato l’ordinanza che ripristina l’obbligo di indossare le mascherine protettive all’aperto, in certi luoghi, per contrastare la diffusione del Covid è già pronta ma ancora non è stato deciso quando entrerà in vigore. Il sindaco Matteo Biffoni ne ha parlato nei giorni scorsi con la prefetta Adriana Cogode e le categorie economiche ed è pronto a firmarla. «Vediamo come va questo fine settimana – spiega Biffoni – e poi decideremo, anche tenendo conto delle condizioni meteo». Non sarà un obbligo generalizzato, ci sarà un elenco di vie e di luoghi dove bisognerà indossare la mascherina, quelli dove si prevede un maggiore affollamento. «Per due motivi – spiega ancora Biffoni – Innanzitutto perché poi bisognerà fare i controlli e ovunque è impossibile, in secondo luogo perché in certi posti come i parchi onestamente l’obbligo non serve. I numeri della pandemia vanno abbastanza bene. È un piccolo sforzo per evitare di tornare alle chiusure».

PISTOIA
Tomasi: «Provvedimenti mirati per eventi particolarmente affollati»

«Valuteremo di volta in volta». Il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi maneggia con prudenza l’ipotesi di ordinanze che impongano anche all’aperto l’utilizzo della mascherina in caso di eventi per cui sia prevista una grande parte cipazione di persone. «A Pistoia – aggiunge – di solito non si verificano assembramenti paragonabili a quelli di altri centri turistici toscani, durante le feste. Se vedremo che una misura del genere è necessaria, comunque, la prenderemo senz’altro».
L’idea è quella di attendere il ponte dell’8 dicembre per vedere cosa succede in città nei giorni di festa pre-natalizia. «Di certo – sottolinea Tomasi – non ci saranno ordinanze indiscriminate per tutto il centro storico. Ma semmai provvedimenti mirati sia nello spazio che nel tempo».
Ad esempio ordinanze solo per i mercati bisettimanali, nell’area interessata dalle bancarelle, oppure solo per la zona della Sala, cuore tradizionali della “movida” pistoiese.

VIAREGGIO
Del Ghingaro capofila con Nardella «Meglio fare tutto il possibile»

Viareggio (insieme a Firenze) è stata capofila nell’obbligo delle mascherine all’aperto. «Questo virus mutante continua a rovinarci l’esistenza e nonostante gli sforzi non riusciamo a togliercelo di torno – ha spiegato il sindaco Giorgio Del Ghingaro –: proprio per questo, e per evitare ulteriori complicazioni ho deciso di rendere obbligatorio l’uso della mascherina anche all’esterno, durante il periodo delle feste, perché è inevitabile che ci saranno più affollamenti in città e nei luoghi dello shopping».
L’obbligo di mascherina all’aperto sarà in vigore da domani fino al 6 settembre e comprenderà la Passeggiata e le vie del centro, intorno al mercato. gli altri comuni della Versilia, però, hanno deciso di non imporre l’obbligo, spiegando che prima osserveranno con attenzione la curva dei contagi e propendendo, come ha fatto il primo cittadino di Camaiore Alessandro Del Dotto per un «invito» alla popolazione.

LUCCA
Tambellini: «Vorrei condividere la scelta coi colleghi della Piana»

«Nei luoghi aperti e affollati l’uso della mascherina è sempre consigliabile. Detto questo, invece di prendere provvedimenti da solo, vorrei che ogni decisione fosse condivisa tra tutti i sindaci della Piana di Lucca e in armonia con le indicazioni della Regione: ne parleremo al prossimo comitato per l’ordine e sicurezza pubblica tra pochi giorni in prefettura». Il sindaco Alessandro Tambellini sceglie la via della prudenza. «Non voglio – sottolinea – che le persone si sentano disorientate: succederebbe se un comune adottasse la mascherina obbligatoria all’aperto e quello vicino no. Non prenderò provvedimenti fuori da ogni logica, non voglio reprimere ancora il commercio. Dobbiamo agire con equilibrio ma salvaguardando la salute di tutti».
Intanto a Castelnuovo di Garfagnana il sindaco Andrea Tagliasacchi ha disposto l’obbligo di mascherina il 4 e 5 dicembre in centro, in occasione di una festa paesana. Poi, l’obbligo scatterà l’8 dicembre fino al 6 gennaio.

PISA
Conti: «Contrario a inutili restrizioni Vorrei una decisione del Governo»

«Sulle mascherine obbligatorie all’aperto ho apprezzato la posizione dell’Anci che ha chiesto al governo di esprimersi chiaramente, dettando regole uguali per tutti i territori», dice il sindaco di Pisa, Michele Conti.
«Con il delegare la decisione ai sindaci – aggiunge – si rischia di procedere a macchia di leopardo, creando confusione nella cittadinanza. Anche a Pisa seguiremo le indicazioni che arriveranno dalla prefettura: per il momento non credo sia opportuno, in questa fase, firmare ordinanze generiche che introducono nuovi obblighi. Non escludo, però, in vista delle festività natalizie e delle manifestazioni di fine anno, la possibilità di assumere ordinanze ad hoc per i luoghi di maggior afflusso. Senza allarmismi o inutili restrizioni, credo sia necessario adottare tutte le precauzioni suggerite dalla comunità medica e recepite dal governo, da affiancare alle vaccinazioni, per far sì che nelle città tutte le attività continuino a svolgersi garantendo la sicurezza».

GROSSETO
Vivarelli Colonna: «Da noi solo mini iniziative per evitare criticità»

A Grosseto, che nonostante i 72 nuovi casi riscontrati nel bollettino di ieri, continua ad essere la città della Toscana con meno positivi, c’è la massima attenzione sul problema della pandemia, ma per il momento non sono previste particolari restrizioni.
«Noi recepiamo le indicazioni della prefettura – dice il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna – che ha invitato tutti i sindaci, nel caso ve ne fosse bisogno, di fare ordinanze per l’uso delle mascherine per la città in generale o per punti particolarmente critici della città».
«In vista delle festività natalizie – aggiunge – abbiamo organizzato una serie di eventi nel centro storico che sono tutti micro eventi e quindi gestibilissimi dal punto di vista degli assembramenti. Al momento non abbiamo grandi criticità: si tratta di eventi all’aperto e anche per questo meno problematici da gestire. Siamo comunque pronti qualora vi fosse necessità».