Telefonate moleste, il governo corregge la legge: giro di vite sulle chiamate commerciali

Approvato finalmente il disegno di legge che modifica il testo originario: ecco cosa cambia in una battaglia che Il Tirreno porta avanti da cinque anni

ROMA. Ora non ci sono più ostacoli per bloccare le chiamate moleste anche sui cellulari, battaglia che Il Tirreno porta avanti da cinque anni. Il parlamento (in tempi record) ha “corretto” la legge. O meglio l’ha ampliata: chi si iscrive al Registro delle Opposizioni ha il diritto a non ricevere più alcuna telefonata commerciale da call center, in assenza di un consenso specifico, consapevole e autorizzato. Nel divieto sono state inserite anche le “robocall”, le telefonate registrate inviate dai call center.

Con questa modifica alle legge 5 del 2018 contro il telemarketing selvaggio - approvata grazie alla campagna de Il Tirreno (sostenuta da 122mila firme di lettori) - l’Italia entra in Europa anche dal punto di vista della tutela dei diritti dei cittadini. Della protezione dei cittadini non solo di chiamate indesiderate ma anche di chiamate indesiderate che, non di rado, si sono trasformate in truffe e in attivazione di contratti e servizi non richiesti.

Questo cambiamento è possibile grazie alla riforma del Registro delle Opposizioni, l’unico strumento di difesa in Italia dalle chiamate commerciali indesiderate. Finora a questo Registro - un elenco tenuto dalla Fondazione Ugo Bordoni - si potevano iscrivere solo i numeri pubblicati negli elenchi telefonici. Restavano esclusi circa 78 milioni di cellulari e circa 6,5 milioni di numeri fissi riservati. Ora, invece, al Registro si possono iscrivere tutti i numeri di telefono senza eccezione alcuna: la sola iscrizione basta per cancellare in automatico tutti i consensi all’uso del proprio numero di telefono a scopi commerciali rilasciati in modo consapevole o inconsapevole fino a quel momento. Restano validi sono consensi espressi per i contratti di luce, gas, acqua, telefono per evitare che le persone si ritrovino all’improvviso senza i servizi essenziali. Tanto se vogliono cambiare possono sempre scegliere in un secondo momento.

Allora si cambia da domani? Non è proprio così, purtroppo. Ancora una volta le procedure richiedono tempo. Il disegno di legge che ha modificato la legge originaria contro il telemarketing comporta una modifica al regolamento di attuazione di questa legge. E’ infatti la mancata emanazione del regolamento di attuazione che ha impedito finora alla legge anti-chiamate moleste di diventare efficace, malgrado sia già in vigore dal febbraio del 2018. Quindi, ora che tutto è stato rimesso in ordine da un punto di vista normativo, il ministero dello Sviluppo economico deve aggiornare il testo del Regolamento di attuazione della legge e lo deve rimandare al consiglio dei ministri. Il governo lo deve adottare e poi deve decidere se: 1) adottarlo in via provvisoria e rimandarlo a tutti i ministeri, Autorità competenti per i pareri; 2) mandarlo in via preliminare solo alle commissioni Lavori pubblici e comunicazioni di Camera e senato che avevano approvato la legge contro il telemarketing selvaggio in sede deliberante (con procedura d’urgenza e speciale, senza il voto dell’aula); 3) approvarlo in via definitiva dopo il parere delle commissioni e del consiglio di Stato.

Al di là della strada che verrà intrapresa ora davvero per le chiamate moleste è iniziato il conto alla rovescia.