Esplosione nella raffineria Eni di Livorno: s’indaga per incendio colposo

Sotto accusa il direttore dell’impianto dove si trasforma il petrolio greggio. È stato anche sequestrato il forno distrutto dall’incendio che non ha causato feriti

LIVORNO. Il sequestro del forno esploso. E un indagato: è il direttore della raffineria Eni di Stagno, alla periferia nord di Livorno, l’impianto dove due giorni fa si è verificato l’incendio che per fortuna non ha provocato morti e feriti. La procura, dopo l’incidente avvenuto nell’area dove il petrolio greggio viene trasformato in olio lubrificante, ha aperto un fascicolo per incendio colposo, il reato per il quale è indagato il responsabile dell’area industriale, il livornese Fabrizio Loddo (il 449 del codice penale, tecnicamente “delitti colposi di danno”).

L’ingegnere, 59 anni, ieri è stato raggiunto dall’informazione di garanzia firmata dal pm Giuseppe Rizzo, che sta coordinando l’inchiesta. L’ha delegata al nucleo investigativo dei vigili del fuoco (per ricostruire la dinamica che ha portato allo scoppio e alla colonna di fumo nero visibile da gran parte delle province di Livorno e Pisa) e ai carabinieri del nucleo operativo ecologico, che si occuperanno della parte ambientale, per comprendere l’eventuale inquinamento provocato su aria, terreno e acqua (Arpat, nella sua prima relazione, parla di «effetti modesti, trascurabili» sull’aria).


LA RICOSTRUZIONE

Ieri, alle 8.30, in raffineria si è svolto il primo sopralluogo del consulente tecnico d’ufficio. Al termine dell’ispezione l’area coinvolta dall’esplosione è stata sequestrata. È confermato che il forno distrutto (denominato “F2 hot oil”) era l’unico acceso in quel momento, e serviva a riscaldare il bitume, mentre gli impianti vicini erano spenti e in manutenzione. È anche per questo che attorno c’erano pochi operai: due dipendenti dell’indotto, in particolare, erano a qualche decina di metri e sono scappati.

ULTERIORI ACCERTAMENTI

Il lavoro della procura non si ferma, dato che si cercheranno di stabilire eventuali e ulteriori responsabilità. Il consulente, in particolare, dovrà rispondere alla domanda cardine: perché è esploso il forno? Un malfunzionamento. Ma perché? Molte le ipotesi, ancora nessuna certezza. Fra quelle più concrete il fatto che un gas (o un liquido) sia entrato in contatto con gli oli, provocando l’esplosione, per fortuna senza alcuna conseguenze per i lavoratori dell’impianto.

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