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Livorno, boato e fiamme all'Eni: le probabili cause dell'incendio e l'inchiesta della Procura

Cosa resta del forno dove si è sviluppato l'incendio

Il rogo è divampato in un forno acceso, poi le forti esplosioni. Nella zona dell'impianto solo distruzione ma nessun operaio ferito. I primi passi dell'indagine

LIVORNO. Un boato tremendo. Poi «le fiamme alte dieci metri». «All’inizio un bagliore fucsia, poi rossastro e infine la colonna di fumo nero», dice un operaio appena scappato sull’Aurelia. Sono le 14.04 quando Livorno viene sovrastata da una nuvola chimica. È appena scoppiato un incendio alla raffineria Eni di Stagno – periferia nord della città, nel comune di Collesalvetti – l’immensa città industriale con un migliaio di addetti fra dipendenti diretti e dell’indotto vicino al confine con la provincia di Pisa, dove ieri è esploso un forno. L’impianto denominato “F2 hot oil” – secondo quanto ricostruito – in quel momento era l’unico acceso nell’area dedicata alla produzione dei lubrificanti, dove il greggio viene trasformato in olio per i motori, visto che gli altri erano «in fermata programmata», quindi spenti. Una fortuna: è per questo che in quel punto, al lavoro, c’erano pochi operai.

Il racconto fotografico dell'incendio a Stagno nelle immagini di Daniele Stefanini



L’APPELLO DEGLI OPERAI

L’esplosione è stata violenta quanto improvvisa. Due lavoratori dell’indotto si trovavano proprio nelle vicinanze e sono riusciti a scappare prima che fosse troppo tardi. Tutti gli altri – udito il suo della sirena d’emergenza – si sono radunati nei vari punti di raccolta, così come prescrivono le procedure aziendali. Non lontano dal luogo della deflagrazione, che ha completamente distrutto il forno tenuto acceso per riscaldare i bitumi, i coordinatori hanno fatto l’appello delle persone di turno. C’erano tutti. Anche i colleghi delle ditte dell’indotto.

L'ARRIVO DEI POMPIERI

L’arrivo dei vigili del fuoco – giunti, oltre che dalla caserma di Livorno, anche dai comandi di Pisa, Lucca e Firenze con autobotti e i carri-aria per la ricarica delle bombole d’ossigeno – è stato immediato. E i pompieri, coadiuvati da tre squadre antincendio interne all’impianto, sono riusciti a domare l’incendio in un’ora. In questo lasso di tempo, la protezione civile di Livorno e Collesalvetti, aveva chiesto a tutti i cittadini residenti vicino all’impianto di tenere chiuse le finestre e non uscire di casa. Poi, poco prima delle 16, l’emergenza è cessata. L’Aurelia a sud di Stagno – subito chiusa dalle volanti della questura, dalla polizia municipale e dai carabinieri, con la collaborazione dei militari della guardia di finanza che hanno tenuto a distanza le persone a piedi – è stata riaperta già nel primo pomeriggio, con l’inizio delle operazioni di raffreddamento e bonifica.

Un boato, poi l'incendio. Fumo nero alla raffineria di Stagno



L'INCHIESTA

La procura, con il pm Giuseppe Rizzo, si è subito messa in moto per ricostruire ciò che è accaduto. Le indagini sono state affidate al nucleo investigativo dei vigili del fuoco, con gli “angeli in divisa” che oggi torneranno nell’impianto per effettuare un sopralluogo, e ai carabinieri del Noe di Grosseto (il nucleo operativo ecologico), guidato dal maggiore Umberto Centobuchi. Gli investigatori hanno confermato come nessuno, neanche lievemente, sia rimasto ferito o intossicato. La fortuna ha voluto che nel forno esploso non vi fosse nessuno. Neanche nell’area manovre, dove vengono effettuate alcune regolazioni manuali. Gli operai più vicini si trovavano a diverse decine di metri ed è il motivo per il quale non sono rimasti contusi. Fino a ieri sera non erano state formulate ipotesi di reato: il sostituto procuratore aprirà il fascicolo in giornata, non appena riceverà gli atti dagli inquirenti, che stanno ancora valutando nel dettaglio che cosa possa essere accaduto. L’unica certezza è che c’è stata un’esplosione, ma il motivo che l’ha generata gli inquirenti ancora non lo sanno. Una delle ipotesi è che gli oli caldi siano venuti a contatto con qualcosa, forse dopo un malfunzionamento dell’impianto, che al momento non è sotto sequestro.

Incendio alla raffineria di Stagno. "Abbiamo sentito una botta forte"



«INTERVENTO EFFICACE»

«Nessuna persona è rimasta ferita nell’incendio che si è sviluppato nella raffineria e che è stato domato in meno di un’ora. Le fiamme hanno interessato l’area degli impianti lubrificanti, parte dei quali fermi per manutenzione ordinaria». A spiegarlo è l’Eni, che aggiunge: «Sono immediatamente intervenute le squadre interne alla raffineria, tempestivamente supportate dai vigili del fuoco. L’intervento tempestivo ed efficace di tutte le misure di sicurezza ha consentito il contenimento dell’evento e l’incolumità delle persone. Le cause dell’incendio sono in corso di accertamento ed Eni ha immediatamente informato gli enti del territorio e fornirà ulteriori aggiornamenti non appena disponibili».



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