Gkn annuncia la riapertura della procedura di licenziamento

Operai in corteo a Firenze

Lo fa con una lettera ai dipendenti. Operai in piazza a Firenze

FIRENZE. "Arrivata raccomandata. Gkn si prepara a riaprire la procedura di licenziamento. Decretate ora. Ancora una volta presi in giro". Sono le parole del collettivo di fabbrica dei lavoratori Gkn, che martedì 30 novembre hanno manifestato per le vie di Firenze al grido di "Insorgiamo". I lavoratori hanno anche raggiunto la sede della Regione Toscana, in piazza del Duomo. Pare che il personale all'interno abbia chiuso le porte in attesa dell'arrivo della Digos. Poi il corteo dei lavoratori ha proseguito verso Palazzo Vecchio.  A quanto risulta, i lavoratori avrebbero ricevuto una comunicazione con cui l'azienda avrebbe loro annunciato la riapertura della procedura di licenziamento.

L'azienda, nella comunicazione inviata ai sindacati, ha citato l'esistenza di "manifestazioni di interesse da parte di investitori esterni, interessati a rilevare il sito produttivo e realizzare i loro progetti imprenditoriali, volti a perseguire diverse opportunità in settori di recente affermazione, affini al mondo automotive e per i quali il futuro è più promettente. Il piano di reindustrializzazione potrebbe potenzialmente garantire il mantenimento di nuove produzioni industriali nella zona e salvaguardare le opportunità di lavoro. Questo processo necessita di tempi rapidi e di un contesto di adeguata serenità sindacale e sociale". Secondo Gkn "purtroppo, nonostante le nostre diverse sollecitazioni, non siamo ancora al punto in cui speravamo di essere in merito ai progressi verso la partenza dell'iter di reindustrializzazione, ma possiamo assicurarvi che faremo di tutto affinché questi progressi accadano per la salvaguardia dell'occupazione di tutti i nostri dipendenti". A conclusione della lettera, l'azienda scrive che "abbiamo manifestato in più occasioni al sindacato, che a breve sarà nostro esclusivo interlocutore nell'ambito delle regole della procedura, che è nostra intenzione portare avanti il processo di industrializzazione, e crediamo sia ora la nostra migliore soluzione per minimizzare l'impatto sociale della decisione di chiudere l'impianto. Focalizzati su questo obiettivo, Vi garantiamo il nostro immutato impegno e apertura al dialogo".

Ricordiamo che i 422 operai dello stabilimento di Campi Bisenzio, di proprietà del fondo Melrose, sono stati licenziati il 9 luglio con una mail. Il tribunale del lavoro, accogliendo il ricorso della Fiom, ha poi giudicato la condotta dell'azienda antisindacale, ordinandole di annullare la procedura di licenziamento collettivo. Sono seguiti incontri e tavoli al ministero dello Sviluppo economico. Dall'azienda è stato detto che non c'era, nell'immediato, la volontà di riaprire la procedura di licenziamento. E' stato anche nominato un consulente e ultimemente l'azienda ha sottolineato che esistono delle prospettive d'acquisto. Il tutto tra i dubbi dei sindacati, scettici su quanto detto. Sindacati che, nei panni del collettivo di fabbrica, sono tornati in piazza, arrivando fino alla sede della Regione.