Un caso di Omicron in Italia: è un manager vaccinato con doppia dose

L'uomo, tornato di recente da un viaggio nel Mozambico, è asintomatico

Roma. L’allerta per la variante Omicron arriva anche in Italia, con un primo caso accertato in un paziente, residente in Campania, rientrato dal Mozambico e atterrato a Milano.

Il genoma è stato sequenziato all’ospedale Sacco e l’Istituto superiore di sanità fa sapere che il paziente è in buone condizioni di salute, così come i suoi parenti, tutti in isolamento in Campania. L’uomo, il manager di una multinazionale di origini casertane, è asintomatico. È vaccinato con due dosi e si riprometteva di fare la terza appena i suoi impegni di lavoro nel mondo glielo avessero consentito. Circa dieci giorni fa, proveniente dal Mozambico, aveva fatto rientro in Italia atterrando con un volo a Roma e facendo poi tappa a Caserta, dove vive con la sua famiglia. Dovendo poi ripartire per l'Africa sempre per motivi di lavoro, l'uomo si è presentato all'aeroporto di Milano sottoponendosi al test prima dell'imbarco. Test poi risultato positivo alla variante Omicron. A quel punto è stato posto in isolamento, così come il resto della sua famiglia, composta da altre cinque persone. La Regione sta monitorando le condizioni dei sei, che al momento non destano alcuna preoccupazione e sta attendendo i risultati del sequenziamento sui tamponi eseguiti dai congiunti. Sembra d’altra parte che non siano stati identificati contatti positivi in Lombardia.


Era solo questione di tempo, ma il primo caso diagnosticato accresce i timori sulla nuova ondata pandemica, con il ministero della Salute che corre ai ripari, raccomandando alle Regioni di «rafforzare e monitorare le attività di tracciamento e sequenziamento».

Il timore, si legge nella circolare del ministero, è «che l’elevato numero di mutazioni della proteina spike possa portare a un cambiamento significativo delle proprietà antigeniche del virus». Intanto tutte le operazioni di screening sono complicate dall’aumento dei casi, con un tasso di tamponi positivi che supera ormai stabilmente il 2 per cento.

Le Regioni chiedono maggiori controlli sui trasporti e alle frontiere, mentre si guarda con preoccupazione ai dati delle ospedalizzazioni che, sebbene lentamente, sono in costante crescita.

Domani il Friuli Venezia Giulia tornerà, prima Regione in Italia, in fascia gialla e su richiesta del governatore Massimiliano Fedriga, saranno attivate le nuove norme legate al cosiddetto super Green pass, con una settimana di anticipo rispetto al resto del Paese. Dal Lazio il presidente Nicola Zingaretti vuole una stretta con «immediati provvedimenti di controllo alle frontiere e contenimento dei flussi di ingresso verso l’Italia», mentre l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato lavora per attivare il tracciamento su tutti i rientrati dalle zone interdette negli ultimi 15 giorni.

Al lavoro anche la Regione Lombardia. L’obiettivo, ha spiegato la vicepresidente assessora al Welfare della Regione Lombardia, Letizia Moratti, «è avere un sequenziamento delle nuove varianti e, nell’eventualità, avere un contact tracing molto puntuale, tutte azioni che stiamo facendo e che faremo anche con questa variante, che sembra essere molto più contagiosa di quelle precedenti e quindi dobbiamo mantenere molto alta la soglia di attenzione e attendere maggiori informazioni da parte del mondo scientifico».

La Regione Campania, ha assicurato il presidente Vincenzo De Luca, ha «tempestivamente adottato tutte le misure precauzionali e si sta procedendo al sequenziamento del virus per verificarne la natura con certezza». La Farnesina si è intanto attivata per assistere i connazionali rimasti bloccati nelle nazioni africane isolate. In diverse città tornano le mascherine anche all’aperto, nelle vie dello shopping, e la campagna vaccinale coordinata dal generale Francesco Paolo Figliuolo punta a una nuova accelerata, fatta anche di open day, sulle terze dosi che hanno raggiunto quota 5,7 milioni. D’altronde è ormai dimostrato il calo dell’efficacia della protezione fornita dai sieri che, sui contagi, scende in 6 mesi dal 72 al 40 per cento, pur rimanendo alta nei confronti della malattia grave. Infine bambini sotto gli 11 anni, ribadisce l’Iss, proprio perché ancora non vaccinabili, sono in percentuale tra i più colpiti dalla nuova ondata pandemica e c’è attesa per l’autorizzazione alle immunizzazioni over 5 che dovrebbe arrivare la prossima settimana.

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