«Premiati per aver assistito Gkn nell'esubero dei dipendenti». Bufera sullo studio legale

Il post al centro delle polemiche

Politici e sindacati contro i legali della multinazionale. L’avvocato Rotondi smentisce: «Su di noi campagna d’odio»

FIRENZE. Il post di Facebook è stato cancellato in fretta dal profilo dello studio legale LabLaw - Rotondi & partners di Milano, ma non abbastanza velocemente per evitare che diventasse virale. Al centro della polemica social e politica quell’annuncio del “premio a chi licenzia”, a chi ha aiutato a individuare i 422 esuberi dello stabilimento fiorentino di Gkn, una delle vertenze simbolo (con Whirpool e Bekaert) dopo lo sblocco dei licenziamenti. Tra resistenza operaia, manifestazioni e una guerra legale che ha segnato due punti all’attivo dei lavoratori che per due volte hanno vinto contro l’azienda condannata per comportamento antisindacale. L’ultima sentenza del settembre scorso ha bloccato la procedura di licenziamento collettivo. E riaperto una trattativa a livello ministeriale ancora in via di definizione. Ma torniamo al post della polemica. Sopra alla fotografia di gruppo dello studio legale un testo che recitava: «Siamo orgogliosi di poter annunciare che LabLaw ha vinto il premio come “Studio dell’anno lavoro” ai TopLegal Awards 2021 con la seguente motivazione: “Stimato per la proattività e la lungimiranza con cui affianca i clienti. Come nell’assistenza a Gkn per la chiusura dello stabilimento fiorentino e l’esubero di circa 430 dipendenti”. Lavoro di #squadra #passione #dedizione. #GoAheadLabLaw. Francesco Rotondi».

Il legale di Gkn: “Non esiste un premio per chi licenzia. Noi strumentalizzati”



Un premio allo studio legale che ha seguito la vertenza Gkn. L’avvocato Francesco Rotondi, fondatore e socio dello studio milanese LabLaw, un grosso studio di giuslavoristi con sedi in tutta Italia e clienti internazionali tra cui molti del mondo arabo, ha seguito in prima persona la vertenza, partecipando ai tavoli ministeriali in rappresentanza della multinazionale. Una scelta più volte contestata dai sindacati dei lavoratori. E che ora accentua quella “vicinanza” che ha fatto indignare tutti, mondo politico e sindacale in testa. Insieme all’esultanza per il premio e all’uso di termini come “circa 430 esuberi”, quasi non fosse un dramma sociale. Il collettivo di fabbrica ha risposto con un altro post, breve ed ironico. «A noi pare che contro la Fiom di Firenze - dicono gli operai riferendosi alla sentenza di settembre del tribunale del Lavoro - avete perso non uno ma due articoli 28, la fabbrica ad oggi non è chiusa, e per quanto ci riguarda abbiamo avuto modo di apprezzare la vostra discutibile presenza in sede sindacale dove non ci sembra abbiate tenuto testa a quattro operai in croce nell'assistere un liquidatore senza nemmeno sapere che forma hanno i nostri semiassi». Firmato: i «430 circa esuberi».

Rotondi ha replicato con un messaggio video e un comunicato in cui nega che il suo studio abbia mai voluto avallare i licenziamenti. «Non esiste un premio per chi licenzia – dice l’avvocato – e nessun premio è stato dato al mio studio perché siamo stati bravi a licenziare. Purtroppo è solo una strumentalizzazione mediatica che da una parte posso condividere sul piano umano per i lavoratori coinvolti. Ma non sul piano delle minacce. Il mio studio in 30 anni non ha fatto altro che trovare soluzioni per le imprese che a noi si rivolgono per la gestione di problemi occupazionali e in 30 anni abbiamo raggiunto migliaia di accordi con i sindacati e le istituzioni che hanno portato a soluzioni che hanno gestito gli interessi degli imprenditori e dei lavoratori. E anche in questo caso si sta pensando a soluzioni che evitino qualsivioglia problema occupazionale e sociale». Rotondi si dice anche preoccupato per la sua sicurezza, della sua famiglia e dei suoi associati per «la campagna di odio che è stata scatenata» e per le minacce che ha ricevuto, tanto da decidere di ricorrere a servizi di sicurezza privata.

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