Grosseto, via libera dei giudici alla vaccinazione dei figli anche se un genitore non vuole

Si tratta della prima pronuncia emessa da un giudice in Toscana che stabilisce il diritto alla vaccinazione per il minore anche se uno fra padre e madre è un no-vax

GROSSETO. Il giudice decide: i figli minorenni possono vaccinarsi. Anche se c’è il consenso di un genitore solo, perché l’altro è un no-vax. Succede a Grosseto, unica pronuncia di questo tipo emessa da un giudice in Toscana e destinata probabilmente a fare scuola. Una storia simile era successa a Monza.

Il caso risale a quest’estate ed è approdato ora nel tribunale grossetano dov’è stato dato il via libera alla vaccinazione di due ragazzi nonostante il parere contrario del babbo. Solo la mamma era d’accordo a vaccinarli (ma per i minorenni serve il consenso di entrambi i genitori).

È settembre quando i due fratelli di 15 e 17 anni, che vivono con la madre (divorziata) in un comune della provincia di Grosseto, chiedono di sottoporsi a profilassi anti Covid. Lei è d’accordo; lei stessa è vaccinata. Per di più è in condizioni di salute precarie e teme per le sorti del padre, nonno dei ragazzini, che ormai in età avanzata è potenzialmente a rischio nel caso in cui contragga il virus. I due fratelli lo sanno bene. Conoscono i rischi del virus e i benefici del vaccino, vogliono farlo. Uno di loro gioca pure in un’importante squadra di calcio della provincia. E senza vaccino deve fare 3 tamponi a settimana a spese della mamma. Proprio con lei i due giovani si presentano a un centro vaccinale, convinti di potersi inoculare la dose, ma trovano le porte sbarrate. «Per i minorenni serve il consenso vaccinale dei due genitori», informano gli operatori. La madre è pronta a firmare. Manca però la firma dell’ex marito il quale (a fronte di ripetute richieste sia dell’ex moglie che dei figli) oppone un secco no. Non firma il consenso. «Non mi voglio prendere la responsabilità di farli vaccinare», dice. È anche convinto che, data la giovane età dei ragazzi, i rischi in caso di contagio siano per loro ridotti e la mortalità minima. La mamma si rivolge così agli avvocati Domenico Finamore e Silvia Marioni, che presentano un ricorso affinché la loro assistita sia autorizzata ad accompagnare i figli a vaccinarsi e sottoscriva il consenso informato anche "senza" la firma del padre. Nel corso di un’udienza vengono sentiti tutti: madre, padre e due ragazzi. Ieri il tribunale di Grosseto in composizione collegiale - giudice relatore Giulio Bovicelli, presidente Adriana Forastiere, giudice Beatrice Bechi - ha pronunciato il decreto che accoglie in toto il ricorso di Finamore e Marioni e autorizza la madre «ad assumere in autonomia e senza il consenso del padre tutte le decisioni necessarie per sottoporre a vaccinazione anti Covid i figli minori». Condanna poi il babbo a rifondere le spese di lite alla ex. Il collegio, nella motivazione del provvedimento, riserva gran parte delle sue considerazioni alla sicurezza e importanza estrema dei vaccini anti Covid. Che è poi il tema centrale contestato dal padre no-vax. Cita una sentenza del Consiglio di Stato del 20 ottobre che confuta la tesi secondo cui «i vaccini contro il Sars-Cov-2 sarebbero sperimentali» e spiega che l’Aifa ha chiarito come gli studi che hanno portato alla messa a punto dei vaccini non abbiano «saltato nessuna delle fasi di verifica dell’efficacia e della sicurezza previste per mettere a punto il medicinale». Altro punto fondamentale per il collegio è che gli stessi figli, apparsi «maturi e coscienziosi», hanno espresso la loro ferma volontà di vaccinarsi sia per scongiurare il rischio degli effetti più gravi del virus (anche a carico della mamma e del nonno), sia per tornare a una vita "normale" sul piano scolastico e relazionale. «Sono soddisfatto - commenta l’avvocato Finamore all’esito della pronuncia del tribunale - sia per i due ragazzi che finalmente possono riprendere una vita normale, sia perché è un segnale forte nei confronti della collettività».

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