L'annuncio di Speranza: "La Terza dose dopo cinque mesi"

Durante l'incontro a palazzo Chigi con le Regioni, il governo ha aperto alla possibilità del super Green pass

Con il via libera di Aifa e Cts, la somministrazione della terza dose di vaccino anti Covid potrà avvenire dopo cinque mesi dalla precedente anziché dopo sei. E' quanto emerso dall'incontro che si è svolto a palazzo Chigi tra il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Roberto Garofoli, i ministri della Salute e degli Affari Regionali, Roberto Speranza e Mariastella Gelmini e i presidenti delle Regioni. Ed è quanto annunciato dal ministro della Salute Roberto Speranza. "La dose di richiamo è cruciale per proteggere meglio noi e chi ci sta accanto. Dopo l’ultimo parere di Aifa sarà possibile farla a 5 mesi dal completamento del primo ciclo.Vacciniamoci tutti per essere più forti".

Nella serata di lunedì 22 novembre è stata poi pubblicata la circolare del ministero della Salute: "L'intervallo minimo previsto per la somministrazione della dose 'booster' (di richiamo) con vaccino a m-RNA, alle categorie per cui è già raccomandata (inclusi tutti i soggetti vaccinati con unica dose di vaccino Janssen) e nei dosaggi autorizzati, è aggiornato a cinque mesi (150 giorni) dal completamento del ciclo primario di vaccinazione, indipendentemente dal vaccino precedentemente utilizzato".

Soddisfatto il governatore della Liguria Giovanni Toti, che ha detto: "Bene che il governo abbia già deciso di anticipare a cinque mesi dall'ultima vaccinazione la terza dose. Occorre anche renderla obbligarla per sanitari e Rsa e aumentare i controlli alle frontiere con i Paesi a maggiore circolazione. Mi auguro che il governo adotti entro le prossime ore tutte queste misure".

Il super Green pass

Non solo dosi e richiami. Tra gli argomenti all'ordine del giorno c'era anche l'ipotesi di un super Green pass. Le Regioni hanno cioè chiesto al governo di limitare, ai non vaccinati, l'ingresso nei luoghi dove più facilmente si corre il rischio contagio nel caso in cui una Regione esca dalla zona bianca e passi in zona gialla, arancione o rossa: tali luoghi sarebbero accessibili solo con certificazione verde. Perché, dicono i governatori, "non è giusto che a pagare il prezzo di eventuali restrizioni siano i vaccinati". E hanno spinto per dare il via libera al provvedimento.

Ora la palla passa al governo che, ascoltate le richieste dei governatori, valuterà se e con quali modalità attuare il provvedimento. Il prossimo consiglio dei ministri è in programma giovedì prossimo, ma prima di allora le Regioni hanno chiesto un nuovo vertice per essere aggiornati sulla situazione. Perché c'è anche chi chiede, come il governatore della Calabria Roberto Occhiuto, di prevedere il super Green pass da subito, indipendentemente dai colori. Ma al momento sembra prevalere l'ipotesi di introdurlo nel momento del cambio di colore. In quel caso ci sarebbero corsie preferenziali per i vaccinati che potrebbero continuare a frequentare i luoghi di socializzazione, come teatri, cinema o ristoranti, contrariamente ai no vax che vedrebbero preclusa questa opportunità. "Non deve esserci inerzia - la richiesta del presidente della Lombardia, Attilio Fontana - l'importante è tutelare la sicurezza delle aperture, la continuità delle attività commerciali e imprenditoriali e tutelare chi ha fatto proprio dovere, rispettando richieste dello Stato".