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Coronavirus, Giani: se servirà sì al modello Austria. Mi minacciano ma io non mi fermo

Eugenio Giani

Il presidente della Regione: «La situazione è sotto controllo. Ospedali pieni al 10 per cento, la guardia però resta alta»  

FIRENZE. Che Natale sarà in Toscana? «I contagi sono in lieve risalita ma la situazione è sotto controllo – dice il presidente della Regione Eugenio Giani – dalle nostre proiezioni la curva dovrebbe scendere proprio a metà dicembre, dopo cinque o sei settimane di crescita». Poi lancia un monito: «Se dovessero servire delle limitazioni alla libertà personale, dovremo prima prendere dei provvedimenti nei confronti delle persone non vaccinate. Credo che il modello al quale riferirsi potrebbe essere quello adottato dall’Austria». Ovvero il lockdown duro nei confronti dei no vax, introdotto dalla mezzanotte di domenica: circa 2 milioni di austriaci possono uscire di casa soltanto per andare al lavoro, a fare la spesa e per l’attività fisica intorno al proprio domicilio. E anche la regola delle 2G: significa che ha accesso ai luoghi pubblici con green pass soltanto chi è vaccinato e chi è guarito dal Covid-19. Austria che, da lunedì prossimo, farà tra l’altro scattare il lockdown per tutti in Alta Austria e nell’area di Salisburgo. Giani è dunque favorevole alla linea espressa da alcuni suoi colleghi di centrodestra: il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, gli omologhi del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e del Piemonte, Alberto Cirio. L’ipotesi è comunque ancora lontana da venire.

«La Toscana si trova oggi in una condizione abbastanza tranquilla, in media abbiamo circa 400 contagi giornalieri e siamo al vertice nazionale per quanto riguarda le vaccinazioni a ciclo completo (somministrate al 80, 9 per cento della popolazione, ndr) – riprende il presidente – e soprattutto i nostri ospedali non sono così affollati: siamo intorno alle 300 ospedalizzazioni su 3.000 letti disponibili, quando la soglia per entrare in zona gialla è di 750 persone ricoverate».


Ma avverte: «È chiaro che però dobbiamo mantenere il controllo e la guardia alta, dobbiamo accelerare sulle terze dosi e convincere coloro che devo ancora fare la prima dose. E poi dobbiamo continuare a portare le mascherine».

Il virus continua a circolare. Tra la prima e la seconda settimana di novembre sono stati rilevati 436 casi positivi in più. E il trend è in crescita, seppur morbida. Nei primi quattro giorni di questa settimana i contagi sono stati 1. 309, dai 291 di lunedì ai 341 registrati nelle ultime 24 ore. C’è da stare allerta. «Più allarghiamo la platea delle persone che si vaccinano, più creiamo le condizioni per arrivare all’immunità di gregge e fermare i contagi – ha ripetuto ieri Giani a La7 – e il principio generale deve essere stimolare alla vaccinazione. Quindi basta considerare sullo stesso piano il green pass di chi è vaccinato e quello che ottiene chi si sottopone a tampone in modo routinario ogni due giorni. L’idea è che il green pass del vaccinato diventi un titolo di maggior significato e valore per accedere ai luoghi della socialità, ma sulle indicazioni operative dovremo confrontarci con il Governo».

Giani continua a essere in prima linea contro i no vax ed esposto a ritorsioni. L’ultima, la chat di Telegram nella quale qualcuno gli augurava la morte per impiccagione. Un mese fa una busta con una cartuccia di fucile e minacce di morte recapitata alla sede Rai di Firenze. Lui tira dritto. «È da agosto che ricevo offese e minacce, ci sono infiltrazioni politico-ideologiche molto serie – afferma – ma io continuo sulla mia strada, per convincere la popolazione a vaccinarsi e contro i no vax».

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