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Coronavirus, che Natale sarà in Toscana? La proiezione sui contagi del professor Battiston

L'esperto dell'andamento dei contagi analizza la situazione della nostra regione in vista delle festività: i dati sono confortanti, ma ad alcune condizioni

FIRENZE. «L’epidemia è come un fiume in piena, ma se hai argini abbastanza alti l’acqua non invaderà le città». Dove gli argini sono i vaccini. È la metafora che usa Roberto Battiston, professore di Fisica sperimentale all’università di Trento (si è laureato alla Normale di Pisa) e tra gli esperti che, da un anno e mezzo, analizzano l’andamento dell’emergenza sanitaria.

Sulla Toscana rassicura: «La situazione è migliore della media nazionale: l’indice settimanale di contagi è 74 ogni 100.000 abitanti, mentre la media in Italia è di 92 ogni 100.000. La Toscana è ben al di sotto di quel dato, vedo uno scenario incoraggiante».


Altro indicatore di riferimento è l’indice Rt, che si riferisce al numero medio di persone che è in grado di contagiare un’altra persona risultata positiva. «La Toscana ha un Rt a 1,08 – afferma Battiston – nel novembre 2020, senza vaccino, era a 1, 9/2, quasi il doppio. Significa che oggi la crescita del contagio è contenuta e lenta, nonostante la diffusione della più contagiosa variante Delta. E non ci dovrebbero essere problemi sulle ospedalizzazioni».

L’eventualità di una caduta in zona gialla sembra dunque remota per la Toscana. Basta che gli argini continuino a reggere e non vengano erosi. Continua il professore: «Non è ipotizzabile un passaggio in giallo a breve, lo escluderei entro Natale. Quello che ci sta difendendo è il vaccino. Per questo non possiamo abbassare le protezioni».

È essenziale la terza dose, in sostanza. «Se si riduce la protezione dal contagio in funzione del tempo che passa, dall’80 per cento iniziale al 60, gli argini si abbasseranno di conseguenza. Occorre quindi rinforzare i nostri argini: l’unico modo è sottoporsi alla terza dose di vaccino, così il livello di protezione contro il virus risalirà al 95 per cento, è quello che ci serve per passare l’inverno». E proprio dal prossimo mese e poi a gennaio che alla gran parte dei toscani potrà essere somministrata la dose di rinforzo, trascorsi almeno sei mesi dalla seconda inoculazione di vaccino.

La platea potenziale di persone vaccinabili sarà di 275.585 a dicembre e ben 700.153 a gennaio, altri 385.583 a febbraio e 386.741 a marzo. È in questi mesi che potrà essere eretta una diga contro l’esondazione del virus.

Perché il Covid circola ancora e da qualche settimana ha un andamento in tiepida risalita. È vero che la Toscana è in “zona sicura”, ma non si può abbassare la guardia. «La decrescita forte la potremo avere soltanto con una diffusione capillare delle terze dosi – ribadisce il professor Battiston – adesso aspettiamoci un aumento lento dei contagi, che hanno comunque valori oscillanti e sono molto lontani dai picchi avuti ad agosto (oltre 4. 000 casi positivi settimanali, quasi il doppio di oggi, ndr) , numeri che si sono poi ridotti anche grazie all’introduzione del green pass per l’accesso ai luoghi di lavoro».

L.S.

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