Si ribalta e muore sotto lo schiacciasassi: l'incidente, i soccorsi in acqua e le indagini

Il macchinario e il luogo dell’incidente. In alto Salvatore Mezzacapo

Cerreto Guidi: l’operaio, 51 anni di Pescia, stava lavorando per realizzare un tubo quando è finito in un fosso ed è rimasto intrappolato

CERRETO GUIDI. Quando è morto era solo, nessuno ha visto che cosa sia accaduto. Ieri mattina Salvatore Mezzacapo, 51 anni, di Pescia, era alla guida di uno schiacciasassi che è uscito di strada finendo in un fossato e ribaltandosi. L’incidente mortale è avvenuto nei campi intorno alla frazione di Stabbia, in un cantiere di Acque, per la realizzazione del “tubone”, il collettore della rete fognaria di collegamento al depuratore Acquarno di Santa Croce.

Mezzacapo lavorava per una delle ditte di costruzioni che effettuano i lavori ed era stato assunto a settembre, proprio in concomitanza con l’apertura del cantiere. Al momento dell’incidente stava attraversando un piccolo ponte in cemento in via Porto alle Macine.


L’operazione non era particolarmente pericolosa. Il mezzo, pur essendo molto pesante, non era di grandi dimensioni e poteva passare agevolmente. Ma per qualche ragione l’operaio ha perso il controllo dello schiacciasassi. Il macchinario ha sterzato, e dopo aver sfondato la spalletta in ferro è finito giù nel fossato, ribaltandosi. Per il cinquantunenne non c’è stato nulla da fare.

Sul posto sono intervenuti gli ispettori dell’Asl Toscana Centro che stanno effettuando tutti gli accertamenti per chiarire la dinamica dell’infortunio. I risultati saranno trasmessi al pm Giovanni Solinas, titolare dell’inchiesta aperta sul caso dalla procura fiorentina. Nelle prossime ore il pm disporrà l’autopsia sul corpo dell’operaio che è stato trasportato all’istituto di medicina legale di Careggi a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’esame autoptico servirà a fare luce sulla dinamica dell’incidente. Tra le ipotesi al vaglio anche quella che il lavoratore abbia perso il controllo del mezzo a causa di un malore. Un’eventualità questa che però potrà essere confermata solo dal medico legale. Da una prima ricostruzione, al momento dell’incidente il mezzo si stava muovendo a una velocità adeguata. I compagni di lavoro sono stati i primi a prestare i soccorsi. Sono accorsi quando hanno sentito il tonfo del mezzo che cadeva nel fosso e si sono trovati davanti una scena terribile, che non scorderanno facilmente. Uno di loro, sotto choc, è stato anche colto da malore. Sono scesi in acqua e hanno cercato di prestare soccorso al loro amico e collega come potevano. L’operaio, fin da subito privo di sensi, è rimasto incastrato al suo posto di guida, schiacciato sotto il peso del macchinario che si è ribaltato. I compagni hanno immediatamente cercato di tenergli la testa fuori dall’acqua, fino a che non sono riusciti a liberarlo e portarlo fuori dal fossato, ancora prima dell’arrivo dei vigili del fuoco. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri della stazione di Cerreto Guidi e i soccorritori della Misericordia di Fucecchio. Per l’uomo però non c’era più nulla da fare. Fatali sarebbero state le gravi ferite riportate quando lo schiacciasassi ha impattato sul letto del fossato. I soccorritori purtroppo non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Sia il macchinario che il ponte sono stati posti sotto sequestro. Un gruppo di dirigenti e tecnici di Acque si è recato sul posto per verificare quando accaduto. «Al momento le cause dell’incidente sono ancora in fase di accertamento – spiega l’azienda –. Il primo e unico pensiero è rivolto alla famiglia del lavoratore scomparso e ai suoi colleghi, ai quali va il cordoglio profondo e l’umana solidarietà per il dolore indicibile che li ha colpiti».

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