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Salvato il gatto nato con sei zampe: dalla rara malformazione all'operazione, l'incredibile storia di Tricche

A sinistra il gatto prima dell’operazione, e a destra dopo l’intervento con il chirurgo veterinario Claudio Marioni

Grosseto: operato da un’équipe veterinaria, ora sta bene e cammina. Aveva doppi molti organi (fegato, colon, pancreas). Un caso unico in Italia: le immagini

GROSSETO. Miti e leggende ci hanno tramandato spesso storie fantastiche di creature strane e deformi. Mostri con più teste, giganti con cento braccia o un occhio solo. L’Idra di Lerna, per esempio, era un grande serpente marino con nove teste che ricrescevano se venivano tagliate, e di cui quella centrale era immortale. I miti erano probabilmente “ispirati” dalla realtà comune. Animali con più arti, più code o più zampe infatti, per un beffardo scherzo della natura sono sempre esistiti, per quanto rarissimi.

E oggi in provincia di Grosseto spunta un caso unico in Italia. Un gattino nato con sei zampe. E non solo: alla nascita presentava anche due ani, due vesciche, due pancreas, due fegati, due colon. Praticamente aveva un “bipede posteriore” completo attaccato all’addome. Il gatto, uno splendido meticcio bianco e nero di cinque mesi, è stato operato tre giorni fa a Grosseto da un veterinario, Claudio Marioni, che con l’équipe della sua clinica ha asportato con successo tutte le parti “parassite”. La storia è eccezionale, oltre che per il caso in sé, anche e soprattutto per il fatto che il gatto è sopravvissuto all’operazione. Sta bene: mangia, gioca. È ancora in clinica ma a giorni sarà dimesso e tornerà dalla padrona.

Grosseto, gatto nato con sei zampe: prima e dopo l'operazione che lo ha salvato



LA STORIA

Risale tutto a un mese fa, quando un’anziana che abita nelle campagne di Scansano, a circa 30 chilometri da Grosseto, sente miagolare. Si ricorda che tempo prima, in zona, gironzolava una mamma gatta che doveva partorire. Così si mette a cercare la cucciolata. Un felino spunta da un rudere: esce come un fantasma da una catasta di calcinacci. Età apparente tre, quattro mesi, è tutto impaurito. Bianco e nero, razza europeo. La mamma deve averlo abbandonato. La donna, dopo qualche tentativo, riesce ad acciuffarlo al buio. L’avvolge in un asciugamano e se lo porta a casa. Non crede ai suoi occhi quando scopre che l’animale ha sei zampette. Due delle quali piantate in mezzo alla pancia. Quando cammina ha un ostacolo che gli penzola da sotto il ventre, ma sta bene. E già fin qui è un primo miracolo. Cosa fare? La donna gli dà un nome: Tricche. Poi si mette a cercare medici e si rivolge al veterinario Graziano Corridori di Scansano, il quale contatta la clinica veterinaria Grosseto nord dove opera il dottor Claudio Marioni. «Nessuno di noi – dice lui – aveva mai visto una cosa del genere. Abbiamo subito iniziato tutto l’iter diagnostico con ecografia, tac e radiografie con mezzo di contrasto, per studiare la possibilità di separare e togliere la parte accessoria e parassita del corpo». Che era notevole.

l’équipe della clinica veterinaria Grosseto nord con il gatto appena operato


L’OPERAZIONE

L’operazione, delicatissima, viene effettuata tre giorni fa. Come spiega il veterinario, Tricche (che la clinica ha ribattezzato “duegatti”) «presentava una duplicazione di tutto il posteriore dal bacino in poi, attaccato nella regione dello sterno, ovvero due zampe posteriori complete. Facendo le lastre abbiamo visto che le ossa erano perfettamente formate e crescevano regolarmente. Ma non erano innervate, dunque non erano funzionali alla deambulazione». Il chirurgo della clinica, insieme a un anestesista e a due aiuti, ha rimosso i due arti. Via femore, tibia, tarso, metatarso e dita “doppi”. Rimossi anche un secondo colon, parte del piccolo intestino (ileo) e un secondo pancreas. E due ani, due vesciche e due peni. È rimasto al suo posto il fegato che, per quanto singolo, presentava un numero di lobi raddoppiati rispetto alla norma. Finita l’operazione, il veterinario ha inviato i reperti asportati a un laboratorio anatomo-patologico della Spezia. L’evento («nell’ordine di pochi casi per milione», dice Marioni) sarà oggetto di studio e pubblicazioni.

LA SPIEGAZIONE

Quel che è successo è la condizione patologica di un processo di sviluppo del feto, che a un certo punto “devia” su direttrici anomale. Detto in parole povere, è come se ci fosse stato un secondo gattino che non si è formato completamente ed è rimasto attaccato all’altro. Un maschietto anche lui, dati gli organi genitali maschili. Creature di questo genere vengono chiamate “mostri doppi” e all’università c’è un esame ad hoc, teratogenesi (dal greco: creazione di mostri) che studia le deformazioni e le anomalie congenite. «Malformazioni di questo tipo – dice Marioni – seppure rare possono sempre capitare e dar luogo a fusioni e duplicazioni parziali del corpo. Quando nascono, creature simili sono quasi sempre poco vitali e con una funzionalità ridotta. Anzi, spesso muoiono al momento della nascita per le difficoltà del parto, o non superano i primi giorni di vita. L’eccezionalità di questa storia, oltre al fatto che è nato un gattino a sei zampe, sta nel fatto che è sopravvissuto al parto, che già di per sé è stato un evento straordinario, e ancor più ha superato l’operazione».

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