Marmo e carta, verso un 2022 da record

Una cava di marmo e una fabbrica di carta (foto Dario Garofolo per Confindustria); sotto Sara Giuti (Centro studi Intesa Sanpaolo), Tiziano Pieretti (Confindustria Toscana Nord) e Paolo Baldini (Confindustria Livorno e Massa Carrarara)

Due distretti pronti a crescere ancora Export: lapideo in ripresa, la carta tentenna

Due prodotti opposti. Il lusso, la durezza, la bellezza, la limpidezza per il marmo. La morbidezza, la disponibilità produttiva quasi illimitata della carta per usi igienici. Potrebbero sembrare due settori opposti, il lapideo di Carrara e dell’Alta Versilia e la carta tissue di Lucca, mentre nell’economia toscana hanno punti di contatto – non solo il bianco dominante – che non li rendono così distanti come sembrerebbe.

Entrambi hanno una fortissima propensione all’export, sono centrali per l’economia dei territori in cui si sono sviluppati per la presenza di competenze e per la disponibilità di risorse naturali (le cave sulle Apuane e l’acqua nella pianura lucchese) ma soprattutto si tratta di distretti veri e propri con filiere complete che hanno agevolato da sempre anche lo sviluppo del metalmeccanico legato alle macchine per la produzione e un settore dei servizi avanzato. E in comune hanno valori e numeri che meno di altri settori hanno vissuto o superato la crisi legata alla pandemia. Per niente la carta che anzi nel 2020 ha visto crescere il mercato domestico e che non ha subito le chiusure dovute al lockdown, poco il marmo che pur avendo esportato meno produce su tempi lunghi e non sembra aver perso in termini di produzione.


Infine, e non è un dato secondario, per entrambi i distretti si prevede un 2022 da fuochi d’artificio grazie agli effetti di investimenti effettuati anche durante la pandemia.

IL DISTRETTO CARTARIO

Le esportazioni sui mercati internazionali del distretto cartario che a Lucca è rappresentato da oltre diecimila addetti, hanno sfiorato il miliardo di valore con un aumento dell’1 per cento rispetto al 2019. «Il primo semestre 2021 l’export ha segnato un calo rispetto al 2019 del 10, 7 per cento e del 14, 2 per cento rispetto al 2020», spiega Sara Giusti del centro studi Intesa Sanpaolo. Ma aggiunge: «Il dato non è allarmante, ili settore non sta vivendo un calo della domanda ma si confronta con un 2020 in cui è stata particolarmente elevata e anzi ci sono previsioni di forte ripresa. Merita semmai evidenziare un altro indicatore positivo, quello del saldo commerciale: il distretto ha mantenuto una buona capacità di generare avanzo con 155 milioni di euro nel primo semestre, un importo superiore rispetto al 2019 quando il saldo era stato pari a 94 milioni». Le criticità attuali per il settore oggi sono il reperimento e i rincari delle materie prime calcolati tra il 40 e il 50 per cento per la cellulosa a fibra lunga e corta oltre al tema del costo dell’energia. «Se alcuni comparti del cartario, legati all’igiene o agli imballaggi, hanno avuto risultati molto buoni anche durante la pandemia – conferma in una nota Tiziano Pieretti, presidente di Confindustria Toscana Nord – altre imprese legate ad attività più colpite dalla crisi come il commercio o i servizi hanno sofferto e in parte continuano a soffrire tuttora. A oggi i problemi più seri per la maggior parte del cartario sono comunque i costi, dalle materie prime all’energia».


IL DISTRETTO LAPIDEO

Il 2021 per il marmo è un anno di recupero con esportazioni nel primo semestre per 329 milioni di euro, in crescita del 35,9 per cento rispetto al 2020 e inferiori del 10, 5 per cento al periodo pre crisi. Un dato negativo – legato alla componente grezza che ha sofferto delle mancate vendite sul mercato cinese per un importo di 22 milioni mentre sono positivi i dati del marmo lavorato con una crescita importante in direzione della Gran Bretagna (più 8, 2 milioni rispetto ai primi sei mesi del 2019) e dell’Arabia Saudita (più 3, 3 milioni di euro). «Gli ordini sono influenzati da mesi di stop forzato – dice il ricercatore Irpet Tommaso Ferraresi – e da variabili legate principalmente alla logistica e alle spedizioni che hanno vissuto e stanno vivendo momenti di sospensione o di picchi di domanda. Un dato quindi quello del calo delle esportazioni nel 2020 per il lapideo che non deve essere letto come una crisi vissuta dal settore». «Se andiamo ad analizzare anche gli andamenti dei singoli trimestri – commenta Sara Giusti – vediamo che già ci sono segnali di recupero complessivi con buone prospettive di crescita grazie alle attese positive del mercato delle costruzioni e delle infrastrutture». Conferma Paolo Baldini di Confindustria Livorno Massa: «Il 2020 ha risentito dei lockdown del sistema pandemico per il materiale grezzo verso la Cina e per i lavorati verso gli Stati Uniti ma il primo semestre 2021 ha dati incoraggianti».

 


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