Contenuto riservato agli abbonati

Bus, un debutto tra i guasti, Autolinee noleggia 62 mezzi

La prima biglietteria di Autolinee Toscana inaugurata a Colle Val d'Elsa

«Ereditiamo veicoli vetusti». Lunedì il nuovo gestore unico assume il controllo

Costretti a noleggiare fino a giugno 62 autobus per garantire il servizio. A sei giorni dal subentro di Autolinee Toscane - società italiana del gruppo francese Ratp Del - come gestore unico del trasporto pubblico locale in tutta la regione, la situazione per quel che riguarda il parco mezzi appare molto complicata. Tanto da costringere il nuovo gestore, pronto a raccogliere da lunedì l’eredità delle 22 società che finora hanno gestito il settore - dopo un’epopea giudiziaria durata anni, dall’assegnazione della gara nel 2016 fino alla recente sentenza del Consiglio di Stato - a correre ai ripari fin dal primo giorno.

Il problema si è manifestato alla prima cernita dei mezzi a disposizione per il subentro di lunedì: all’appello sono mancati proprio 62 mezzi, di cui - fanno sapere da Autolinee Toscane - una trentina completamente inagibili e i rimanenti trattenuti da alcune delle 22 aziende che da lunedì lasceranno la gestione del servizio per poter essere riutilizzati con altri scopi (privati, scuolabus o legati ad iniziative turistiche).

«Per il primo novembre possiamo contare su 2.545 bus - precisa in una nota il presidente di Autolinee Toscane Gianni Bechelli - ma per svolgere tutti i servizi previsti ne servono 2.607. Siamo stati costretti di fatto a noleggiarne 62 da novembre fino a giugno: garantire il servizio è ad oggi la priorità».

L’investimento è di quelli che non passano inosservati: il noleggio costerà circa 700mila euro, ai quali va aggiunto l’acquisto di 28 nuovi bus (con un costo per mezzo che si aggira, in media, sui 200mila euro) che entreranno in servizio entro fine novembre. Niente paura però: non ci saranno ricadute sugli utenti, in quanto si tratta di investimenti già previsti nel documento economico-finanziario presentato dall’azienda al momento dell’offerta di gara. I 62 mezzi a noleggio saranno distribuiti in tutta la Toscana (20 nell’area Toscana-centro, 13 nel sud della regione e 29 nel comprensorio nord) e daranno linfa immediata a quelle aree dove si sono manifestate maggiori criticità.

In particolare - spiegano dall’azienda - le zone più bisognose sono Lucca (dove solo pochi giorni fa altri quattro autobus sono stati fermati a causa di un guasto alla scatola dello sterzo, ndr), Massa-Carrara e Livorno. Ma tutto il parco mezzi deve essere rimodernato: attualmente l’anzianità media dei bus a disposizione si aggira sui 12 anni, con una decina che arrivano anche ai 22 anni di servizio, mentre la media europea è 6-7 anni. «L’obiettivo che ci prefiggiamo nei nostri undici anni di gestione è raggiungere questa soglia attraverso l’acquisto di duemila nuovi autobus. Vista la situazione al nostro subentro, tra informazioni trasmesse in netto ritardo dai nostri predecessori e un parco macchine ridotto in questo stato, abbiamo quindi deciso di intervenire subito - fanno sapere da Autolinee Toscane - anticipando entro settembre 2022 l’acquisto di 200 nuovi mezzi, inizialmente previsto per il secondo anno di gestione: i 28 che arriveranno a novembre sono già parte di questo investimento, altri 40 bus saranno poi inseriti entro fine anno».

In una situazione difficile c’è però un primo punto fermo: il passaggio degli oltre 5mila dipendenti delle 22 società di trasporto pubblico ad Autolinee Toscane è avvenuto senza problemi. «Su questo siamo molto tranquilli - conferma Paolo Panchetti, segretario regionale di Fit-Cisl - tutto si è svolto nel migliore dei modi garantendo le migliori tutele, anche salariali, per i lavoratori. La nostra maggiore preoccupazione a oggi è legata piuttosto all’impatto che si avrà al momento di questo cambio radicale di gestione, ad esempio per gli utenti che dovranno adeguarsi ai nuovi titoli di viaggio. La speranza è che questi possibili disagi iniziali possano essere superati in breve tempo». «Confortati dalle garanzie che ci ha dato l’azienda, ma resteremo vigili - assicura Monica Santucci, segretaria di Filt-Cgil Toscana - sia sui possibili trasferimenti futuri sia sulle graduatorie che con un gestore unico dovranno essere unificate. Già i primi giorni di novembre poi faremo una ricognizione per capire se gli organici attuali sono sufficienti a garantire il servizio: secondo noi ci sono infatti ancora margini di assunzione per nuovo personale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA