Contenuto riservato agli abbonati

Addizionale Irpef, l’aumento per i più ricchi. Ecco le simulazioni

Il Pd: un’eventualità remota e soltanto per i redditi sopra i 55mila euro. L'imposta calcolata per fasce per recuperare i soldi che mancano in sanità

Gli uffici stanno affinando i calcoli. Ma si muovono in un recinto, dice Vincenzo Ceccarelli. Il capogruppo del Pd in consiglio regionale fa la spola dall’aula alla saletta stampa per le interviste da ore. «Vogliono tutti sapere del buco in sanità», quasi sbuffa con i collaboratori.

«L’aumento delle tasse - dice - è una possibilità remota, ma se dovessimo farvi ricorso il prelievo avverrebbe solo sopra i 55mila euro di reddito. Chiediamo un contributo di solidarietà alle persone più abbienti». Se mai rincaro fosse, non colpirebbe i più poveri. Guai ad azzannare il ceto medio. Ora che il Pd di Enrico Letta vuol tornare il «partito del popolo». Così nei prossimi giorni dovrebbero arrivare sulla scrivania del gruppo consiliare e della segretaria Simona Bonafè le proiezioni che Eugenio Giani ha chiesto agli uffici su un eventuale ritocco all’addizionale Irpef. Ma, a stare ad alcune simulazioni realizzate dal Tirreno su dati dell’Irpet, il prelievo medio per circa 103mila contribuenti toscani ricompresi negli ultimi due scaglioni sopra i 55mila euro di reddito, potrebbe passare da 1.370 euro a 1.720 euro circa all’anno, insomma 200-300 euro in più.

Del resto, anche il presidente della Regione è netto: «Nella riunione di ieri (lunedì, ndr) è venuto fuori che il bollo auto sarebbe una misura troppo poco proporzionale, quindi non sarà ritoccato», dice confermando di valutare la manovra sull’Irpef. «Ma c’è tempo fino a fine anno». Ma quanto conta di racimolare Giani con un aggiornamento delle aliquote all’addizionale regionale Irpef? Secondo le stime, lo squilibrio nei conti della sanità generato dalla crescita della spesa sanitaria causata dall’emergenza Covid ammonta a circa 500-550 milioni di euro. Con una variazione di bilancio, il capo della Regione pensa di recuperare 67 milioni; 90 milioni di risparmi dovrebbero arrivare posticipando i finanziamenti per progetti non ancora esecutivi come la tramvia, almeno 160 milioni spera di ottenerli come rimborsi per la spesa Covid dal governo e altri 200 da politiche di rigore sui conti delle Asl. Ma sono proprio le ultime due voci le incognite. Se da Roma arrivasse meno, potrebbe essere necessario rivedere l’addizionale. L’ipotesi di aumento sul bollo prevedeva un prelievo aggiuntivo di 40-44 milioni di euro.

A stare ai dati elaborati dall’Irpet, l’Istituto di programmazione economica della Regione, oggi sono 46.511 i toscani con un reddito compreso fra 55mila e 75mila euro, dai quali la Toscana grazie a un’aliquota Irpef dell’1,72% preleva un gettito da oltre 57 milioni; sono 56.614 quelli con un reddito superiore a 75mila euro, capaci di produrre, con un’aliquota all’1,73%, un gettito da 103,6 milioni. Totale: 161 milioni. Per ché possano arrivare da questa platea 40-45 milioni in più servirebbe un aumento di circa il 25%. E le aliquote passerebbero a 2,15 e 2,16%. E se ora chi guadagna 75mila euro versava 1.120 euro annui, dovrà versarne 1.400; chi ne guadagna 100mila, da 1.600 passerà a 2.000.

Ma cosa ha prodotto il disequilibrio in sanità? La Lega in Toscana sta spulciando i bilanci. «Guardando l’indagine dell’Autorità anticorruzione (Anac) sugli affidamenti nelle regioni per l’emergenza - dicono dal gruppo regionale - emerge come nel 2020 la Toscana fu quella che impegnò il maggior numero di risorse: oltre 376 milioni, una spesa pro-capite di 101 euro a cittadino. In Emilia la spesa pro-capite fu di 78 euro, in Piemonte di 54, in Lombardia di 38, ed ebbero molti più contagiati». Non solo. Guardando quel report salta fuori che da noi curare un malato Covid è costato quattro volte di più che in Veneto: «Da noi 40.280 euro a paziente, in Veneto 10.212, in Emilia 13.773, nel Lazio 15.259».

© RIPRODUZIONE RISERVATA