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Sanità, in Toscana sospesi 483 dipendenti Asl non vaccinati. Gli effetti sulle prestazioni e l'allarme dei sindacati

Senza copertura soprattutto infermieri e oss: i numeri nelle tre aziende sanitarie toscane. Con meno personale vanno in affanno soprattutto le prestazioni specialistiche

FIRENZE. Poco meno di 500. Tanti sono, attualmente, gli operatori sanitari delle Asl toscane che risultano sospesi perché non in regola con gli obblighi vaccinali. Si tratta prevalentemente di infermieri, almeno per quanto riguarda la Asl Toscana sud est. Ma ci sono anche operatori sociosanitari e medici. «Ci sono state alcune assunzioni, prevalentemente di infermieri e con i numeri che abbiamo riusciamo a tenere», dice Antonio D’Urso. Il direttore generale dell’Asl sud est chiarisce che non si tratta di operatori assunti in sostituzione del personale senza vaccino, ma di contratti previsti in generale per il reintegro dell’organico aziendale. In tutto questo i sindacati toscani parlano di una «carenza drammatica di personale – dice Antonio Melley, coordinatore Fp Cgil per la Toscana sud est -. Ad Abbadia San Salvatore, per esempio, è stato deciso di chiudere temporaneamente, dal primo novembre, il modulo di continuità assistenziale per dirottare quattro infermieri negli altri reparti. E ci sono persone che fanno doppi o tripli turni. A questa situazione, che già esisteva, si è aggiunto anche il problema delle sospensioni». La Regione, da parte sua, sostiene con l’assessore alla Sanità Simone Bezzini, che «il blocco delle assunzioni è una falsa notizia» e con il presidente Eugenio Giani, «che nella sanità toscana non c’è alcun buco di bilancio».

Nel frattempo alle carenze di personale diventate da qualche anno pressoché endemiche si aggiungono le sospensioni di chi non è vaccinato: 483 nelle tre Asl toscane. Ed ecco i numeri nel dettaglio, azienda sanitaria per azienda sanitaria.


Asl Toscana sud est

Bisogna specificare che il numero può cambiare in qualsiasi momento perché qualcuno, come spesso è successo, può anche decidere di mettersi in regola. Cominciamo con l’Asl Toscana sud est, di cui sono disponibili i dati più dettagliati. In tutto il territorio aziendale risultano complessivamente 144 dipendenti dell’Asl sospesi per inadempienza dell’obbligo vaccinale, 31 dei quali poi riammessi per revoca o annullamento della delibera di sospensione. Sul totale, 64 sono infermieri (13 poi riammessi), 18 sono medici (sei poi riammessi) e 31 sono operatori socio sanitari (quattro poi riammessi). «Mi auguro che la Regione trovi una soluzione alla generalizzata carenza di personale – sostiene Melley –. A Massa Marittima, per fare un esempio, il reparto dialisi è in grossa difficoltà. In moti casi, e la dialisi rientra tra questi, non si può mandare un infermiere qualsiasi». Situazioni come questa vanno oltre il problema delle sospensioni per intrecciarsi con la questione più generale della quantità di operatori impiegati in sanità.

Asl Toscana centro

Tornando ai non vaccinati, nell’Asl Toscana centro al momento ci sono 140 operatori sospesi. Altri 46 sono stati riammessi all’esercizio della professione perché si sono vaccinati o hanno chiarito la loro posizione. Le ultime delibere di sospensione in ordine di tempo riguardano sei persone: due fisioterapisti, un educatore professionale, due tecnici della prevenzione e un medico di continuità assistenziale.

Asl nord ovest

L’Asl Toscana nord ovest ha complessivamente emesso circa 1.300 atti di accertamento di non rispetto dell’obbligo vaccinale, di cui circa 400 sono stati revocati in quanto è risultato che i destinatari del provvedimento si erano vaccinati fuori regione. 230, invece, i dipendenti dell’Asl attualmente sospesi: tra loro ci sono soprattutto medici, infermieri, operatori socio sanitari e ostetriche.

«Servono assunzioni»

Per affrontare il problema del personale in tutte le sue sfaccettature i sindacati, in stato di agitazione, stanno aspettando un incontro in Regione. «Non sono state fatte assunzioni, se non in pochissimi casi – dice Mauro Giuliattini, segretario Fp Cisl Toscana –. Poi la situazione (dell’organico ndr) si è aggravata con l’obbligo del vaccino. Basti pensare che in tutta la Toscana, rispetto al 2017, mancano 1.300 infermieri. La Regione deve assolutamente autorizzare le assunzioni». Sulla stessa linea c’è anche Massimo Ferrucci, segretario regionale Fials, sindacato autonomie locali e sanità. «La situazione è sopra al livello di guardia – dice il sindacalista –. Dalla Regione hanno detto di essere in attesa di finanziamenti nazionali. Bene, abbiamo chiesto che nel frattempo si indichino delle priorità per gli investimenti tra cui, appunto, le assunzioni».

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