Si butta dal terrazzo per un “4”, allarme del vescovo: «La pandemia, prigione per i giovani»

Due agenti della polizia di Stato e un’ambulanza della Svs durante un intervento

Il sedicenne si è suicidato dopo un brutto voto. I compagni di classe sotto choc, per loro una “terapia” di gruppo

LIVORNO. Dolore e incredulità. E la ricerca di una spiegazione a un dramma indescrivibile. È ciò che resta a Livorno dopo la tragedia del ragazzo di 16 anni che dopo un brutto voto a scuola (un 4 in una materia scientifica, secondo quanto appreso) ha deciso di togliersi la vita lanciandosi dalla finestra della sua camera da letto, al sesto piano del condominio dove abita, morendo sul colpo poco prima delle 18 di giovedì scorso dopo aver scritto una lettera di addio ai genitori, spiegando la scelta. Avvenuto apparentemente all’improvviso, senza che nulla desse modo a nessuno di rendersi conto di questa sofferenza interiore.

I COMPAGNI DI SCUOLA


Ieri mattina, a scuola, i compagni erano senza parole vedendo il banco vuoto del loro amico scomparso. Così come i professori. Alcuni hanno saputo della tragedia direttamente in classe, altri nella tarda serata di giovedì scorso. «Bisogna interrogarsi su quanto può essere profondo il disagio tra i ragazzi – spiega il preside dell’istituto, che Il Tirreno non nomina per non rendere identificabile il ragazzo – soprattutto dopo questa pandemia che li ha investiti in una fase così delicata della loro vita, in un’età particolare. Quello che è accaduto ci lascia senza parole. Non possono esserci parole. Ora dobbiamo prenderci cura della situazione, seguire da vicino i compagni di classe che sono scioccati, non lasciarli soli».

SUPPORTO PSICOLOGICO

Ieri mattina, un gruppo di genitori, ha chiesto di incontrare il dirigente scolastico. Che per cercare di assistere i ragazzi ha predisposto un percorso con dei professionisti, figure specializzate che accompagneranno gli alunni in questo delicatissimo momento. «Gli amici e i docenti lo descrivono come un ragazzo solare, sportivo, che non aveva mai dato segni di malessere – prosegue il preside – mentre i genitori sono tutti molto spaventati. Collaborativi e spaventati. Hanno cercato di capire insieme con noi quale fosse la strada migliore da seguire».


LUTTO IN COMUNE

Senza parole anche la vicesindaca di Livorno, Libera Camici, che ha le deleghe alla scuola. «Sono sconvolta – dice – tutti siamo sconvolti dopo quello che è successo e voglio sinceramente abbracciare e stringermi al dolore della famiglia del ragazzo. In questi casi diventa anche molto difficile capire cosa si potrebbe fare dopo una tragedia del genere, anche perché nessuno di noi sa realmente i motivi che stanno dietro a un gesto simile. Ci sono passata con un amico, diversi anni fa, e tutt’ora permangono gli interrogativi. Purtroppo solo chi non c’è più può spiegarci cosa è accaduto».

PARLA IL VESCOVO

Sul tema è intervenuto anche il vescovo di Livorno, monsignor Simone Giusti. «Nel lungo periodo delle chiusure per via del Covid – spiega – abbiamo continuato a respirare sì, ma a tutti è mancata l’aria della socialità che ci rende quel che siamo: mi è stato riferito di un boom nel consumo di psicofarmaci a uso di adolescenti, mi pare di ricordare che al 13 per cento degli adolescenti livornesi sia capitato di farne uso». Il religioso si sofferma poi sui genitori e i professori. «Non c’è da chiedersi: magari avrei dovuto intuirlo e sentire qualche campanello d’allarme, qualche segnale di disagio. Possiamo solo lontanamente immaginare il rimbombo che qualcosa ha avuto nel cuore di questo ragazzo – continua – forse ipersensibile o forse semplicemente alle prese con le mille incertezze di quell’età così straordinariamente bella e al tempo stesso così complicata. Magari era qualcosa di non del tutto chiara nemmeno a chi la vive e l’unica cosa che capiva era sentire un peso soffocante. Possiamo solo accompagnarlo».

SALMA SOTTO SEQUESTRO

La salma del ragazzo, fino al tardo pomeriggio di ieri, era sotto sequestro da parte della procura, che per le indagini ha delegato la polizia di Stato, intervenuta con le volanti. Si trova al cimitero dei Lupi. La sostituto procuratore di turno, Ezia Mancusi, aveva appena ricevuto gli atti e avrà il compito di valutare l’eventuale autopsia per chiarire ogni dubbio sulla morte del ragazzo. Gli investigatori, anche sulla base del lavoro della scientifica che ha sequestrato la lettera di addio scritta dal ragazzo, escludono ogni altra ipotesi che non sia il suicidio.



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