Contenuto riservato agli abbonati

Fi-Pi-Li, il festival delle frane: la strada al collasso. Ed è fuga dal bando per la nuova gestione

L'asfalto cede poco distante dal cantiere chiuso appena una settimana fa. Colpa di un'infiltrazione, la ditta minimizza ma è in pole per acquistare nuovamente l'appalto dell'infrastruttura

FIRENZE. L’asfalto che cede, l’allestimento del cantiere, le code chilometriche. Le proteste sui social, l’esasperazione dei pendolari incolonnati. Il film della superstrada che si sgretola è sempre lo stesso. E conferma, con una frequenza che si fa sempre più preoccupante, che la Fi-Pi-Li è al collasso: non può più reggere i 50mila veicoli che la percorrono ogni giorno senza quegli interventi strutturali annunciati per decenni e poi rimasti puntualmente negli archivi delle promesse elettorali insieme al dibattito sull’introduzione del pedaggio.

L’ennesimo segnale è arrivato nella serata di mercoledì, quando un pezzo di corsia di una ventina di metri è praticamente sprofondato di 10-12 centimetri. Siamo a Lastra a Signa, al chilometro 7,5 in direzione Firenze. No, non è lo stesso punto del maxi-cantiere (chiuso proprio una settimana fa) che per nove mesi ha fatto registrare code chilometriche quotidiane (con tanto di scintille tra il presidente della Regione Eugenio Giani e il sindaco Metropolitano Dario Nardella su tempi e risorse) dopo il crollo di un muro di contenimento in via dei Carcheri (tra Lastra e Ginestra).

Stavolta il cedimento è a un paio di chilometri di distanza. A conferma che i problemi della superstrada degli sprechi, dei pericoli e degli autovelox (che portano agli enti 15 milioni all’anno) sono generalizzati e che gli interventi-tampone non bastano a mascherare il fatto che la coperta è corta per un tracciato di 99 chilometri che aspetta che qualcuno (la politica) le dia un futuro che vada oltre al milione al mese (tra i 9 all’anno previsti dal contratto con Avr e i 3 della Città Metropolitana) speso per le manutenzioni, quando ne servirebbero 200 solo per allargare la carreggiata e mettere in sicurezza gli svincoli.

IL CEDIMENTO

Dopo l’avvallamento che si è verificato mercoledì in prossimità di una curva, è stata quindi chiusa d’urgenza la corsia di marcia in direzione Firenze, con restringimento di carreggiata a una corsia, dal chilometro 8 per circa 700 metri. Individuata la causa (perdita d’acqua da un giunto, che nel tempo ha trascinato con sé detriti e provocato l’avvallamento), è partito l’intervento, con Avr (il cui contratto è scaduto il 30 settembre ma gestisce in proroga la manutenzione) che minimizza: «Tali fenomeni sono ordinari nei punti di transizione tra strutture di sottofondazione diverse ma l’accentuazione del dislivello e la posizione dello stesso in curva ha fatto protendere verso la prudenziale chiusura della corsia di marcia e organizzazione dell’intervento riparativo». Che si è concluso nella serata di ieri.

IL MAXI APPALTO

Intanto Avr è in pole per gestire la Fi-Pi-Li anche nei prossimi anni. La gara europea per l’affidamento del global service della strada di grande comunicazione è in corso. Ma con i “paletti” imposti dalla Regione (proprietaria della Fi-Pi-Li) alla Metrocittà (che la gestisce), difficilmente l’esito potrà essere diverso. Perché il bando prevede che la Regione in qualunque momento potrà essere obbligata a cedere il posto a Toscana strade spa. Di conseguenza sembra remota l’ipotesi che un’altra ditta si sia fatta avanti per iniziare un’avventura di questa portata, con il rischio di essere messa da parte anche dopo pochi mesi. E Avr – in sella dal 2013 – potrebbe avere la strada spianata. Tre opzioni previste nella gara (assegnazione per due anni rinnovabile per altri due): 8,9 milioni a biennio per la manutenzione ordinaria; 12,5 milioni con i servizi di ingegneria; 19,4 milioni (sempre a biennio) se vengono inseriti anche lavori di manutenzione straordinaria. La procedura è alle fasi finali e l’affidamento dovrebbe arrivare entro fine mese.

(MINI) TERZA CORSIA

A proposito di appalti, ce n’è uno della Regione (3,8 milioni), in dirittura d’arrivo, per il tratto tra Firenze e Scandicci. Previsti un asfalto sperimentale a bassa emissione sonora (su entrambe le carreggiate), l’installazione di nuove barriere acustiche e l’allargamento della banchina, dal chilometro 1+750 al 2+400. Insomma, un cantiere per ridurre i rumori, ma anche per realizzare la prima corsia di emergenza, larga 2,5 metri, per un tratto di poco più di un chilometro e su una sola carreggiata (direzione mare). L’appalto è stato assegnato (aggiudicazione non ancora definitiva), a un raggruppamento di imprese composto dalla capogruppo Genco srl di Mussomeli (Caltanissetta) e dalle società mandanti Tecnogen srl di Mussomeli, Ingegna srl di Nicosia (Enna), geometra Vincenzo Messina di Mussomeli e ingegnere Antonio Covais di Palermo. Se non ci saranno intoppi (o contenziosi legali con le 4 escluse dalla gara), i lavori partiranno a gennaio 2022.

© RIPRODUZIONE RISERVATA