Buco in sanità, Giani evita il caro-tasse

Rassicurazioni dal governo: arriveranno più di 200 milioni. Ma serviranno altri tagli. I sindacati: «Ora basta, scioperiamo»

FIRENZE. Negli uffici della Regione Toscana sono con la calcolatrice in mano. Per ora i conti sulla sanità azzannata dal Covid non tornano. Il dialogo con il governo è serrato per tentare di metterli a posto. Ma da qualche giorno sembra si sia aperto uno spiraglio: da Roma destinazione Firenze dovrebbero arrivare tra i 200 e i 250 milioni di euro, forse perfino di più. Una boccata d’ossigeno non da poco, che rassicura il presidente Eugenio Giani, alle prese con un buco in bilancio di 470 milioni di euro. La stima di deficit ha già avuto ripercussioni: su tutte, il blocco di 2.000 assunzioni di personale sanitario. Lo spettro di un organico ospedaliero sempre più ridotto all’osso ha portato i sindacati a proclamare lo stato di agitazione generale. E adesso la Funzione pubblica della Cisl minaccia anche lo sciopero «se non si prosegue in modo concreto la trattativa per le assunzioni di personale».

BUONE NOTIZIE DA ROMA


Giani, però, ha sulla scrivania una griglia di ripartizione dei fondi tra le Regioni che perlomeno lo tranquillizza. Le risorse attese andrebbero a scongiurare tagli cospicui sui budget di cultura, scuola, sviluppo economico e infrastrutture. E soprattutto escluderebbero l’aumento delle tasse, un campanello d’allarme suonato negli ultimi giorni prima che da Roma arrivasse il nuovo prospetto di ripartizione dei rimborsi per le spese sostenute dalle Regioni per fronteggiare la pandemia. Per ripianare il disavanzo, una parte dei soldi destinati alla Toscana potrebbero essere recuperati dal fondo aggiuntivo da 2 miliardi che il governo stanzierà per coprire le spese con cui affrontare l’emergenza sanitaria. Il grosso del denaro sarà utilizzato nel 2022 (soprattutto per l’acquisto dei vaccini), ma una quota verrà trattenuta sul bilancio consuntivo 2021, quello che a Firenze in affanno cercano di far tornare per scongiurare una manovra di tagli.

CHIESTO IL RIMBORSO

Altri denari – in totale 2, 5 miliardi di euro – le Regioni li hanno chiesti con una lettera imbucata verso la capitale. Sarebbe un ristoro del prezzo salato pagato al Covid. Anche su questo fronte sembra esserci moderata fiducia. Di questo plafond, alla Toscana verrebbe concessa una quota fra il 6,7 e il 7 per cento: significa quasi 170 milioni. Grazie anche a questa entrata, l’importo del bonifico totale per i rimborsi sulle spese sostenute nel corso di quest’anno sarebbe tra i 200 e i 250 milioni. «Siamo impegnati insieme alle altre Regioni nella richiesta di rimborso della spese Covid – dice l’assessore alla sanità Simone Bezzini – le Regioni, non solo la Toscana, hanno sostenuto una parte rilevante delle spese che la battaglia contro il Covid ha comportato in particolare modo in ambito sanitario, ma non solo. Confidiamo che il governo ci ascolti e che ci consenta di avere un percorso verso la convergenza finanziaria che non crea tensione».

MANCANO 100 MILIONI

Dunque, se le previsioni in mano a Giani saranno confermate i 470 milioni di deficit sarebbero per oltre la metà coperti dai finanziamenti aggiuntivi previsti. Ci sono poi 100 milioni già recuperati grazie al blocco assunzioni e a tagli ai servizi dalle Asl. Ma per arrivare al pareggio di bilancio mancano più o meno altri 100 milioni di euro. La mini-scure si abbatterebbe di nuovo sulle aziende sanitarie, e anche sulle risorse a disposizione degli altri assessorati, ma non sarebbe necessrio azionare la leva fiscale.

SANITà IN GINOCCHIO

Solo che chi protesta non manca. Per esempio Mauro Giuliattini, reggente della Funzione pubblica Cisl: «Lo stato di agitazione proclamato dai sindacati di Cgil, Cisl e Uil ha prodotto un solo incontro inconcludente e dobbiamo apprendere ancora una volta dalla stampa delle difficoltà economiche della sanità toscana. Queste condizioni mettono a repentaglio la sicurezza dei cittadini, e noi ci sentiamo presi in giro. A questo punto siamo pronti allo sciopero». Attacca il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Diego Petrucci: «Giani e Bezzini vengano immediatamente a riferire in commissione sanità. Devono spiegare le reali intenzioni della giunta di fronte allo sprofondo finanziario da 500 milioni. Non è accettabile coprire il buco di bilancio con nuove tasse, tagli a personale e servizi sanitari». Il gruppo Lega in consiglio regionale: «Giani e Bezzini chiariscano quali siano i numeri in ballo. Abbiamo chiesto che vengano in aula il 2 novembre».© RIPRODUZIONE RISERVATA