Banca di Castagneto, premio alla cultura: «Puntiamo ad aprire a Lucca e in Versilia»

Andrea Ciulli, Sileno Candelaresi e Fabrizio Mannari

Un riconoscimento per l’impegno sul territorio. E progetti ambiziosi di espansione in regione: l’obiettivo finale è Firenze 

CASTAGNETO CARDUCCI. Un premio per l’impegno nel finanziare la cultura e l’arte nel proprio territorio, il recente Leone d’oro, e la volontà di espandersi verso Lucca già a partire da fine anno quando sarà aperta la filiale “ponte” a San Giuliano Terme. Con un obiettivo finale, per ora quasi un sogno: raggiungere Firenze.

Sono i progetti della Banca di credito cooperativo di Castagneto che forte dell’adesione a Cassa centrale banca, unica in una Toscana dove domina Iccrea, può permettersi di crescere anche geograficamente senza entrare in conflitto con istituti di credito “soci”. A delineare le strategie della Bcc è Angelo Scuri, responsabile marketing della banca della costa che, a Livorno, rappresenta il 20 per cento del mercato.


Partiamo dal Leone d’oro. Un premio alle banche che investono sul territorio: come è arrivato?

«La nostra banca opera sul territorio e quindi destina una parte dei proventi arrivati dalle attività a progetti e realtà benefiche e culturali, noi nel farlo siamo molto attivi a sostegno dell’arte e della cultura. Ricevemmo una richiesta dal maestro Sauro Scalzini per realizzazione un’opera dedicata all’arrangiatore, musichiere e paroliere di Celentano e Battisti, Detto Mariano. Lo spettacolo lo abbiamo autorizzato e quindi realizzato per la prima volta a San Vincenzo: in quell’occasione era presente il presidente del premio Leone d’oro, Sileno Candelaresi. Gli piacque molto lo spettacolo tanto che lo portò a Roma, alla Camera. A fronte di una candidatura presentata anche questa volta dal maestro Scalzini ci hanno premiati proprio per l’attività di sostegno per cultura, spettacolo e mondo dell’arte. Il premio ci ha colti di sorpresa e ci rende molto orgogliosi del sostegno che diamo al territorio».

Una banca del territorio non solo per il sostegno alle realtà associative e culturali…

«La nostra semestrale ha un utile superiore a due milioni di euro, un risultato rilevante. Inoltre siamo una banca che opera in una zona turistica e quindi prevediamo ulteriori incrementi nel periodo estivo. Un risultato ottenuto pur dando copertura alle sofferenze raggiungendo 80,5 per cento. Nel mondo bancario oggi è un dato importante: le grandi banche hanno un indice di copertura dei crediti deteriorati, inferiore, si ferma tra il 60 e il 75 per cento».

Numeri che fanno pensare a progetti di crescita.

«La nostra banca in questo momento ha 23 filiali, 18 nella provincia di Livorno, una nella provincia di Pisa e le rimanenti quattro nella provincia di Grosseto. Contiamo di espanderci in provincia di Pisa e di Lucca, tanto che a fine anno è prevista l’apertura di una filiale a San Giuliano Terme (in località La Fontina): ci serve da “ponte” per entrare a Lucca, perché le Bcc possono aprire filiali solo nel comune confinante. Nel 2022, probabilmente entro la fine del primo semestre, quindi apriremo filiali a Lucca. Non abbiamo ancora individuato la prima sede: dopo il centro potremo entrare anche nella piana e in Versilia. Lucca ha uno dei redditi pro capite più alti della Toscana ed è una piazza rilevante».

In che ottica pensate di espandervi? Arriverete a una fusione con altre banche?

«La banca ha risorse e disponibilità per ampliare la rete di filiali: in provincia di Livorno abbiamo raggiunto il 20 per cento del mercato sia come raccolta sia come impieghi, siamo una presenza assai forte ma con margini di sviluppo non così rilevanti. In alcuni comuni abbiamo raggiunto anche il 50 per cento. Prevediamo di svilupparci in altre province anche perché come unico istituto che fa parte di Cassa centrale Banca in Toscana (tutte le altre sono riunite in Iccrea) c’è la volontà di essere sempre più presenti in regione».

Mps è destinata a essere meno banca del territorio. Puntate anche alle sue roccaforti, Siena e Grosseto?

«In questo momento siamo più concentrati su Lucca che ha tutta la Versilia e a un’eventuale espansione verso Pistoia con mire di arrivare a Firenze. Per Siena dovremmo fare un altro percorso. Più rilevante, secondo me, l’eventualità di arrivare a Firenze, in quanto capoluogo di regione. Questo però è il grande obiettivo: la nostra è una banca che si sposta e investe sempre con molta prudenza e facendo piccoli passi».

Siete la prima banca in provincia Livorno?

«Siamo una banca rilevante. Abbiamo cinquemila soci a cui abbiamo sempre dato dividendi, non abbiamo mai avuto il bilancio in perdita. È una banca sana, una banca prudente e impegnata a dare risorse al territorio.

La raccolta che facciamo viene reimpiegata nel territorio dove siamo presenti, il risparmio del nonno va a finanziare l’impresa dove lavora il nipote. Abbiamo gestito oltre 3.500 moratorie, erogato oltre 2.300 finanziamenti con garanzia fondo piccole medie imprese per un capitale erogato di quasi 280 milioni e gestito quasi 900 operazioni per un totale crediti di quasi 32 milioni in cessioni crediti di imposta».

I.R.

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