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Il mercato nero del lavoro tra i no-vax della Toscana: così nelle chat si prova ad aggirare il Green pass

Su Telegram corrono le offerte per i non vaccinati licenziati: ecco alcuni esempi da un gruppo che contiene 1500 iscritti

«Cinquantaduenne contraria a tutto ciò che stiamo vivendo, solare e pratica. Dipendente della scuola sospesa dall’8 settembre e mio marito sospeso dal 15 con una figlia di 15 anni. Ho bisogno di aiuto, sto cercando lavoro presso una famiglia che ami la Costituzione e la libertà, sono disponibile per baby sitter, pulizie, aiuto anziani, compagnia, commissioni varie zona Pisa».

Monica è solo una dei 1.500 no Green pass iscritti al gruppo Telegram “Liberi di lavorare”. Con lei, che ha rinunciato al posto di lavoro a scuola, ci sono però anche ostetriche, infermiere, personal trainer, rider, impiegati, igienisti dentali, che si sono licenziati o sono stati allontanati dal lavoro contro «l’insistenza all’inoculazione». Cercano di aiutarsi tra di loro, un gruppo di mutuo soccorso, che però oltre alla libertà di decidere sul vaccino, vuole anche la libertà di evadere le tasse.


Tutti lavoretti, dal giardiniere occasionale alla baby sitter, fino alla badante per anziani, che necessiterebbero dei controlli sulla certificazione vaccinale, e che invece in questa chat non viene richiesta, perché se così fosse, sarebbe anche un lavoro assicurato e con regolare contratto. E invece no.

Perché le badanti, per esempio, devono anch’esse esibire la vaccinazione da Covid, anche considerando i rischi che potrebbero far correre agli anziani cui dovrebbero prestare assistenza. Ma c’è anche di peggio: ci sono genitori in cerca di insegnanti delle superiori e delle elementari che vorrebbero organizzare scuole parentali, da Firenze a Empoli fino al Mugello. Situazioni al limite dell’intervento dei servizi sociali territoriali, e sulle quali – si spera – le istituzioni scolastiche avranno da qui in avanti un occhio di riguardo. Veder sparire dei bambini dalle classi o anche dei ragazzi, dovrebbe essere un allarme sociale importante.

Ma i deliri non finiscono qui: «Sono in cerca di lavoro con alloggio libero di respirare e da altre restrizioni contro i diritti umani», «ho bisogno di un folto gruppo per poter creare una vita parallela a questa ma fuori dagli obblighi di questa vita attuale», «sono stata cacciata dal mio lavoro stagionale dopo cinque anni perché non ho fatto la punturina». Dicono di essere “Il primo non partito italiano”, roba da far impallidire i puristi del grillismo, dicono di essere 15 milioni, “il popolo italiano” con video professionali e musiche da gladiatori che Russell Crowe a confronto pare un dilettante. E poi sono naturopati, estetisti esperti in pedicure, ex lavoratori del turismo , ma ora «amo inventare favole al momento», aromaterapeuti, commesse del settore abbigliamento. Ma sono donne e uomini “liberi da obblighi” e spesso di una certa età, che cercano di darsi una mano (ovviamente senza disinfettarla prima).

Tutto alla faccia dei morti, dei malati, delle famiglie che hanno perso madri, padri, fratelli, sorelle e figli, dei medici che si ritrovano ancora i loro “colleghi” non vaccinati a occupare pronto soccorso e terapie intensive. Il rischio è che questo sottobosco di non vaccinati crei un sottobosco anche di contagi incontrollabili. E in più adesso stanno cercando di costruire un mercato sommerso del lavoro attraverso i canali di messaggistica. Che al mercato (no Green pass) il padre comprò.

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