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Green pass, in Toscana boom dei furbetti in malattia: le cifre, le scuse dal medico e la corsa al tampone

Secondo i dati forniti dall’Inps, in una settimana i certificati nella nostra regione sono aumentati di oltre il 20 per cento

FIRENZE. L’obbligo di esibire il Green pass per accedere ai luoghi di lavoro pubblici e privati, scattato venerdì, provoca un’impennata dei certificati di malattia e un boom dei tamponi rapidi. Secondo i dati forniti dall’Inps, in una settimana i certificati medici in Toscana sono aumentati del 21,2 per cento. Venerdì 8 ottobre erano 4.716, venerdì 15 ottobre sono saliti a 5.717.

Un migliaio in più dunque nello spazio di appena sette giorni. Il numero dei tamponi è invece triplicato. Nella prima metà di ottobre le farmacie della nostra regione ne facevano dai 10 agli 11mila ogni giorno. Venerdì sono stati 20.400, lunedì il record ha toccato quota 28.385. I farmacisti si fregano le mani per gli incassi (il tampone costa 15 euro per gli adulti e 8 euro per gli under 18), anche se FederFarma ha annunciato di voler offrire test gratuiti alle persone che prenotano il vaccino (le farmacie che somministrano le dosi sono 200 in Toscana).



IL BOOM DEI CERTIFICATI

Il dato toscano è in linea con quello registrato a livello nazionale. Nella nostra regione 1.001 certificati di malattia in più da venerdì 8 a venerdì 15 ottobre, giorno dell’entrata in vigore del passaporto verde anti Covid per accedere ai luoghi di lavoro. L’incremento è pari al 21,23 per cento. In Italia il balzo è arrivato al 22, 6 per cento: in una settimana, i lavoratori ammalati sono passati da 76. 851 a 94.191 (17.340 in più). Tornando ai numeri della Toscana, i certificati medici presentati nel settore privato sono cresciuti da 3.436 di venerdì 8 a 4.034 di venerdì 15 (598 in più), quelli del settore pubblico da 1.096 a 1.467 (371 in più), con una crescita percentuale di quasi 34%. Un altro dato è significativo. Riguarda i “fogli” firmati dal medico di famiglia presentati lunedì 11 ottobre, a cinque giorni dall’entrata in vigore dell’obbligo di Green pass. In Toscana sono stati in tutto 9.866, 7.291 di lavoratori del settore privato e 2.236 di dipendenti pubblici. C’è insomma chi, sprovvisto di certificazione verde, si è portato avanti dandosi malato per un periodo più lungo, oltre i 2 o 3 giorni “classici” di malattia.

LE SCUSE DAL MEDICO

«Se una persona è abbastanza furba, è possibile che ottenga il certificato – afferma Massimo Niccolai, ex segretario pistoiese della Federazione dei medici di medicina generale – ma certo non può essere un malato immaginario, qualche sintomo deve mostrarlo». Negli ambulatori le maglie sono comunque un po’ più larghe per un fattore di prevenzione. Con un accenno di raffreddore o tosse, a differenza di un paio di anni fa il dottore oggi è portato a firmare il foglio di malattia e anche a consigliare al paziente di sottoporsi a un tampone anti Covid-19. Va scongiurato il rischio di provocare un focolaio. «Non possiamo negarlo: il modo per carpire in malafede una certificazione si trova piuttosto facilmente», sottolinea Vittorio Boscherini, segretario della Fimmg di Firenze. Per esempio lamentando un forte mal di testa, oppure dolori di stomaco e agli arti, giramenti di capo, nelle donne la dismenorrea (ovvero dolori al basso ventre). «È molto difficile stabilire l’entità del male», ammette Boscherini.

I MALANNI DI STAGIONE

I medici però non ci stanno a far risalire al solo obbligo del Green pass il boom dei certificati registrati negli ultimi giorni. «È arrivata la stagione fredda, io stesso mi sono preso un raffreddore e sono andato a farmi un tampone – dice Alessio Nastruzzi, segretario regionale dei medici di famiglia – le persone che sono venute da me in ambulatorio erano tutte realmente malate e non potevano andare al lavoro». Aggiunge Boscherini: «Siamo entrati in un periodo che può portare a malattie cosiddette da raffreddamento. Di notte la temperatura va sotto zero e il giorno arriva anche a 20 gradi: lo sbalzo termico è notevole e ad alcuni provoca influenza e dolori articolari».

LA CORSA AL TAMPONE.

L’altro effetto dell’obbligo di Green pass sui luoghi di lavoro riguarda il boom dei tamponi in farmacia, che sono in pratica triplicati nel giro di una settimana. Lunedì, ben 8. 000 in più rispetto a venerdì 15. Qual è il motivo? Probabilmente – ipotizzano dalla Regione – perché alcuni lavoratori nei primi giorni avevano utilizzato permessi e certificati di malattia brevi. In Toscana, i non vaccinati – e quindi sprovvisti di Green pass – sono circa 145mila, escludendo la platea degli under 12 (338mila giovanissimi) e i soggetti non vaccinabili (180mila). Nella nostra regione è vaccinato almeno con la prima dose l’81,6 per cento della popolazione.

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