Maxi incendio, allarme piromane all’Elba: in fumo 40 ettari di macchia mediterranea

Sfollate dieci persone, bruciata un’auto, alcune case minacciate: ci sono voluti due giorni per bloccare le fiamme. Si teme per il santuario delle farfalle di San Piero

CAMPO NELL'ELBA. Il primo tempo è andato in onda sabato dalle 10 alle 16. E quello vissuto all’Elba non è stato un bel film. Quasi 20 ettari di macchia mediterranea distrutti in sei ore dall’incendio che partendo da Castacoli, nelle Terre del granito a Marina di Campo, si è prima diretto verso l’abitato di San Piero e poi, spinto dal vento, verso il mare di Cavoli. La seconda parte è cominciata poche ore dopo, alle 20, quando le fiamme hanno ripreso forza. E le scene sono state ancora più drammatiche. Un fronte del fuoco di oltre 400 metri che vigili del fuoco e volontari dell’antincendio hanno affrontato senza l’aiuto di mezzi aerei che, purtroppo, non possono operare con il buio. Il secondo rogo è stato domato solo alle due di notte. Il bilancio è di altri 20 ettari in fumo, dieci persone sfollate fino all’alba di ieri e una macchina bruciata.

Elba in fiamme nella notte: bruciati 40 ettari



Poteva andare anche peggio. La macchina del soccorso boschivo dell’isola d’Elba, supportata da tutta la Regione, ha evitato che si potessero contare vittime e feriti. Resta però la devastazione in uno dei territori più belli dello scoglio. A pochi passi dall’incendio alcune delle località turistiche più ricercate e apprezzate. Cavoli e Seccheto, perle dell’arcipelago toscano che ospitano ancora centinaia di turisti, hanno vissuto momenti di paura a causa della furia delle fiamme. Le case minacciate dal rogo sono lontane dal centro turistico, ma l’avanzare del fuoco ha fatto temere soprattutto nella notte.

L’incendio ha anche devastato un’area archeologica di grande importanza e distrutto segnaletica e cartellonistica descrittiva di risorse storiche inestimabili. Restano poi le ferite a un ambiente unico, tanto per il paesaggio quanto per la flora e la fauna. Già da oggi si lavorerà per capire quali danni ha subito il Santuario delle farfalle dedicato alla “Zerynthia cassandra elbana”, una delle farfalle più rare del mondo che vive nell’area subito a monte del punto in cui sono partite le fiamme. «Potrebbero aver distrutto parte di una popolazione che è un raro gioiello della natura e che è stata chiamata “Farfalla di San Piero” proprio in onore del paese elbano nelle immediate vicinanze», ricorda Legambiente arcipelago toscano che chiede che i «criminali del fuoco che odiano l’Elba» siano individuati e puniti il prima possibile.

L'auto distrutta dal fuoco


Un compito che spetterà ai carabinieri forestali che hanno avviato già le indagini per capire come e perché sia partito l’incendio. Durante tutta questa estate – e così anche negli anni passati – nella zona di Castacoli sono partiti più incendi. L’ipotesi che vi sia un piromane appare fondata. Non si può però escludere che la causa possano essere gli “abbruciamenti”, la pratica agricola di dare fuoco alle stoppie. «Molti degli incendi di questi giorni sono dovuti a questo tipo di operazione agricola effettuata in previsione della raccolta olive e delle castagne», ricorda la Regione Toscana.

Di certo nell’isola d’Elba, in questo autunno con temperature estive unite a venti e poca umidità, il rischio incendi è un problema e un pericolo concreto per la natura e per l’uomo.

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