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Ventimila tamponi al giorno. Migliaia di prenotazioni per le prossime 24 ore

Sergio Bottari, presidente di Federfarma Toscana: "Non sono tutti no-vax. È un servizio impegnativo per noi, un lavoro straordinario che non riusciremmo a portare avanti per tempi lunghi"

FIRENZE. Sono ventimila i tamponi rapidi che hanno fatto le farmacie toscane venerdì per consentire il rilascio del Green pass. Ieri pomeriggio, nonostante fosse sabato, erano stati già fatti diecimila tamponi. Migliaia le prenotazioni per domenica sera, 17 ottobre, e lunedì mattina con l’apertura straordinaria di molte farmacie per smaltire le richieste. «È un servizio impegnativo per noi, un lavoro straordinario che non riusciremmo a portare avanti per tempi lunghi», commenta Sergio Bottari, presidente di Federfarma Toscana.

Come sta procedendo il servizio di tamponi in Toscana?


«Assistiamo anche un aumento delle vaccinazioni. Garantiamo anche quel servizio e la richiesta è aumentata. Non posso che essere contento di questo dato. Sia per le mie convinzioni da medico sia perché il lavoro straordinario sui tamponi è enorme. Non nascondo che quando qualcuno si vaccina, penso che fortunatamente non lo rivedrò a farsi i tamponi».

Tra oggi e domani mattina ci saranno molti prenotati. Tutti coloro che dovranno recarsi al lavoro lunedì avranno il Green pass scaduto.

«Inevitabilmente. I calendari prevedono un numero minimo di farmacie aperte alla domenica. Molti grazie alla liberalizzazione hanno incrementato gli orari e oggi ce ne saranno di più aperte oltre a quelle di turno. La domenica per noi farmacisti è strutturata con turni di apertura ed è complicato gestire il personale anche se abbiamo chiesto uno sforzo ai nostri collaboratori e abbiamo accordi con gli infermieri che ci aiutano con il servizio dei tamponi. Ma c’è da mandare avanti anche tutta la normale attività delle farmacie. Siamo sotto pressione».

Ma avrete un bel guadagno straordinario…

«Il prezzo di 15 euro è imposto. Se fatto seriamente il servizio tra acquisto del tampone, acquisto di camici e visiere da cambiare regolarment e smaltimento speciale, come richiesto, i ricavi non sono elevati. Chi insinua che sia un grandissimo business per noi è lontano dalla realtà: è remunerativo non voglio fare la vittima ma tutti noi auspichiamo si tratti di uno sforzo destinato a terminare».

Quanti di coloro che si fanno i tamponi sono convinti no-vax?

«C’è gente che fissa i tamponi fino a fine dicembre. Difficile però avere dei numeri su quanti siano lo “zoccolo duro” con motivazioni forti. Ci sono però anche tante persone, almeno nella mia farmacia, che mi confermano si vaccineranno e che stanno solo aspettando per motivi loro».

Molti allergici, per esempio, hanno timore delle reazioni?

«Ho molto rispetto di chi ha queste paure, l’anamnesi per fare il vaccino è però molto accurata. Poi c’è anche chi si basa su informazioni fuorvianti, su notizie scarse e preconcette. La maggior parte di chi si fa il tampone sono persone tra i 30 e i 60 anni. Per fortuna gli over 75 sono in sicurezza».

Qual è la motivazione più incredibile che ha avuto da chi non vuole vaccinarsi?

«Una donna, senza conoscenze scientifiche o una professione attinente alla medicina mi ha detto che lei e una sua amica si erano confrontate a lungo e non avevano trovato nulla che le facesse propendere verso la vaccinazione. Come se chi non è un ingegnere stabilisce se un ponte è stabile».

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