No Green pass, Roma e Milano blindate ma è allerta in tutte le città

La manifestazione del 9 ottobre

Il Viminale: «Attenzione anche agli aeroporti e agli ingressi aziendali». Trasporti a rischio: dipendenti senza Green pass e più assenze per malattia

ROMA. È una delle giornate più nere quella di oggi per la garanzia dell’ordine pubblico con manifestazione del popolo dei no Green pass che protesterà in varie città d’Italia, da nord a sud per ribadire la propria contrarietà all’entrata in vigore oggi nelle aziende pubbliche e private della certificazione verde. Si temono eventuali tensioni e disordini. A Roma è prevista la manifestazione più importante: dopo due spostamenti da parte della questura, per il sit in nella capitale è stato scelto il Circo Massimo. Qui si potrà raccogliere «un numero maggiore di persone» con l’intenzione emersa nell’ultimo Comitato per la sicurezza convocato dal Viminale di evitare cortei vicini ai palazzi della politica e davanti a obiettivi sensibili.

È previsto uno schieramento di mille agenti. A Milano la questura è pronta a presidiare i luoghi più sensibili della città dove i manifestanti, senza alcun avviso di preallerta, si troveranno fin dalle 10 del mattino. Il tam tam è partito dai social: i manifestanti si sono dati appuntamento in diversi punti dellla città: davanti al Tribunale e all’Università Statale, ma anche all’Arco della Pace dove si terrà la manifestazione più importante per il Nord Italia. Le prefetture e le forze dell’ordine, intanto, sono allertate: nelle prossime ore potrebbero verificarsi iniziative contro il Green pass davanti a «ingressi aziendali» in «aeroporti, porti, punti di snodo stradale, autostradale e ferroviari, finalizzati a creare disagi con possibile intralcio alla regolarità dei servizi e delle attività produttive», scrive in una circolare il Dipartimento di pubblica sicurezza.

La ministra Luciana Lamorgese, consapevole del momento che lei stessa definisce «impegnativo», ha quindi deciso di intensificare «le attività di prevenzione delle possibili cause di turbativa», con «il rafforzamento dei dispositivi di osservazione e di vigilanza del territorio e degli obiettivi sensibili».Disagi e tensioni potrebbero scoppiare nelle città anche per il trasporto pubblico, in varie città le aziende di trasporto pubblico non potrebbero essere in grado di garantire i servizi completi.

A Milano, sono 272 i dipendenti Atm che hanno dichiarato la «non disponibilità» a rispettare l’obbligo di green pass nei luoghi di lavoro. A ciò si aggiunge un incremento del 15 per cento rispetto alla media per quanto riguarda la comunicazione di malattia: tutto quindi porta a una previsione di una riduzione del 4 per cento su tram, bus, filobus. Non solo Milano però. A Napoli sono il 10 per cento i dipendenti Anm senza certificato, 200 sui duemila totali, mentre a Torino Gtt stima un 15 per cento di personale senza Green pass: per rimanere nei dintorni della Mole, disagi sono previsti anche in tutto il Piemonte, con criticità presenti ma non diffuse in maniera omogenea sul territorio regionale.

Stesso discorso anche in Trentino con il 10 per cento degli autisti sui 900 totali dei bus senza certificazione, tanto che l’azienda provinciale dei trasporti, per recuperare gli autisti da usare in settimana, ha soppresso il servizio extraurbano su tutto il territorio provinciale e il servizio urbano dell’alto Garda per le prossime due domeniche. Sul piede di guerra però ci sono anche gli autotrasportatori che hanno chiesto di posticipare l’obbligo per il comparto, senza però ottenere nulla. Un settore questo che potrebbe davvero mettere in ginocchio il Paese, se decidesse di fermarsi visto che su gomma passa oltre il 90 per cento delle merci in Italia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA