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Mister Prada compra Cala di Forno: il “paradiso” per 18 milioni di euro

Una veduta della spiaggia di Cala di Forno e Patrizio Bertelli alla Coppa America

Firmato il preliminare di vendita per la tenuta Vivarelli Colonna. Ma il ministero ha il diritto di prelazione

ALBERESE. Sulla spiaggia dorata, stretta tra i monti dell’Uccellina, non è raro trovare daini e cinghiali a sgranchirsi le zampe. Alzando lo sguardo, sul mantello verde di macchia mediterranea, già albergo di briganti, troneggiano le torri d’avvistamento a protezione dai saraceni, una delle quali fu abitata dalla Bella Marsilia, che sul crinale tra storia e leggenda fu rapita dai turchi e finì sposa del sultano Solimano.

Natura, storia, folklore: il Parco Regionale della Maremma, in provincia di Grosseto, custodisce il cuore più incontaminato di questa terra, e il suo angolo più prezioso è qui, tra la spiaggia di Cala di Forno, la costa rocciosa dei monti dell’Uccellina e l’entroterra.


Questo luogo, dove il Parco ricade nel comune di Magliano in Toscana, dal 1500 è proprietà della famiglia Vivarelli Colonna, uno dei tanti privati tra i quali, come un puzzle, è diviso il Parco. La proprietà delle sorelle Antonella, Francesca e Sabina Vivarelli Colonna – cugine del sindaco di Grosseto – si estende per ettari dalla ferrovia al mare, per campi e boschi, e comprende la casa patronale e la struttura ricettiva con appartamenti per turisti alle spalle della spiaggia, le torri, l’antica Dogana. E non solo.

Questa proprietà ha anche gli unici passaggi per l’accesso da terra alla spiaggia di Cala di Forno, finora sempre consentito dalle Vivarelli Colonna grazie a convenzioni stipulate con il Parco, e sospeso solo negli ultimi tempi a causa del Covid. Ma presto il campanello della tenuta potrebbe cambiare etichetta in “Bertelli”.

Le sorelle Vivarelli Colonna, che da tre anni cercavano di vendere la proprietà, hanno trovato un acquirente in Patrizio Bertelli, marito della stilista Miuccia Prada e amministratore delegato di Prada.

Bertelli ha visitato la tenuta durante l’estate, gli è piaciuta e ha tutta l’intenzione non già di farci impresa, ma semplicemente di metterci su casa.

D’altronde non è un mistero che a Bertelli, come a molti aretini come lui, la Maremma piaccia tanto. Proprio a Punta Ala stabilì il quartier generale di Luna Rossa.

Del suo interessamento a Cala di Forno Il Tirreno ha scritto quest’estate, raccogliendo la soddisfazione del sindaco di Magliano, Diego Cinelli, per l’eventuale nuovo concittadino. «Non stiamo parlando del riccone russo di turno, ma di un imprenditore di prim’ordine», commentò. E non a caso.

Proprio un «riccone russo» tra i più gossippati, Roman Abramovic, in questi mesi aveva messo gli occhi sulla tenuta, salvo sfilarsi velocemente una volta chiaritogli che nessuna offerta a sette zeri gli avrebbe consentito di toccare una foglia, dato che l’area è supervincolata dal punto di vista naturalistico e per il patrimonio artistico. Quindi: niente piscine, niente pista di atterraggio per jet privati e via discorrendo.

Alla fine la firma sul rogito è stata quella di Bertelli, vergata il 29 settembre. Tutto a posto, dunque? Non ancora.

Proprio per i vincoli naturalistico e artistico il passaggio di proprietà non può compiersi prima di 60 giorni, entro i quali il ministero della Cultura e l’Ente Parco possono esercitare il diritto di prelazione su una parte della proprietà.

Che intenzioni hanno? E l’eventuale ingresso del Pubblico a Cala di Forno potrebbe consentire di concedere l’area – dopo secoli – alla libera fruizione?

Va detto, prima di tutto, che l’eventuale prelazione ricade solo su una piccola parte.

Il Parco della Maremma potrebbe ottenere due parti di bosco, una a Cala Francese e una limitrofa a Cala di Forno. La presidente del Parco, Lucia Venturi, non ha mai fatto mistero che l’ente da lei presieduto non sia interessato alla prelazione, anche perché l’acquisizione delle due aree non risolverebbe il problema dell’accesso pubblico all’area. I sentieri, infatti, passano altrove. Sulla decisione pesa anche il budget: il bilancio del Parco ammonta a soli 2 milioni di euro.

Il ministero della Cultura, invece, potrebbe esercitare la prelazione sulle torri e sull’antica Dogana. Sennonché proprio quest’ultima è stata venduta dal ministero alle Vivarelli Colonna cinque anni fa. Dal ministero nessun commento: anche solo far trapelare l’esistenza di un’eventuale istruttoria influenzerebbe il valore della compravendita.

D’altro canto, l’attuale proprietà non ci sta a far la parte dell’ostacolo alla libera fruizione della spiaggia. Fonti vicine alle Vivarelli Colonna fanno notare che quella l’area (non la spiaggia) è proprietà privata dal 1500, come altre zone del parco appartengono ad altri privati. Che è stato con l’avvento del Parco nel 1975 che tutte le proprietà sono state inglobate entro i nuovi confini. Ma anche che da sempre si sono trovati accordi e convenzioni per consentire il passaggio di escursionisti e turisti, qui come per tutti gli altri sentieri ricadenti in altre proprietà.

Ma Bertelli vorrà mantenere questa consuetudine?

Ad ogni modo, le trattative sono tuttora in corso. Quanto al prezzo di vendita, l’unica indiscrezione è quella riportata nei giorni scorsi dal quotidiano “Domani”, che parla di 18,4 milioni di euro che mister Prada sarebbe pronto a sborsare per questo angolo di paradiso.

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