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Green pass al lavoro, come non sbagliare i controlli: la guida al certificato obbligatorio

La guida al certificato obbligatorio da oggi: i visitatori degli enti pubblici devono averlo, gli utenti no. Multe a chi sgarra

Abbiamo compilato una guida con le principali istruzioni sull’obbligo di Green pass sul luogo di lavoro, che scatta da oggi. Ecco per sommi capi le questioni più rilevanti.

 A CHI SI APPLICA


L’obbligo del Green pass si applica a chiunque svolge un’attività lavorativa, anche di formazione o di volontariato (tutti i volontari delle associazioni) e sulla base di contratti esterni, e che accede ai luoghi di pertinenza dell’azienda, senza distinzione tra luoghi al chiuso e all’aperto. Dunque a prescindere dalla tipologia del rapporto di lavoro, che sia diretto o indiretto, subordinato, in somministrazione, distacco, trasferta, autonomo, di collaborazione e consulenza, liberi professionisti, di volontariato e stage.

I LAVORATORI FRAGILI

Il lavoratore fragile che lavora da casa, in smart working è tenuto ad esibire il Green pass quando si reca nei luoghi di pertinenza dell’azienda, a meno di accordi individuali di altro tipo.

PRIVATO: I VISITATORI

Sono esclusi dalla presentazione del Green pass i soli visitatori, clienti o comunque coloro che accedano ai luoghi di lavoro senza svolgervi attività lavorativa. Le aziende possono estendere il controllo a chiunque dandone atto nel Piano operativo organizzativo.

PUBBLICO: I VISITATORI

L’obbligo riguarda tutti i dipendenti pubblici ed è esteso a tutti coloro che accedono alle amministrazioni, anche occasionalmente, per svolgere attività lavorativa, di formazione o di volontariato. L’obbligo di Green pass va rispettato anche dai visitatori che dovessero accedere a qualunque altro titolo, come per lo svolgimento di una riunione o la partecipazione a un congresso.

PUBBLICO: GLI UTENTI

L’unica categoria di soggetti esclusa dall’obbligo di esibire il Green pass per accedere agli uffici pubblici è quella degli utenti, ovvero chi si reca in un ufficio pubblico per l’erogazione del servizio che l’amministrazione è tenuta a prestare.

 NEGOZI E ALBERGHI

I clienti di negozi e pubblici esercizi e gli ospiti di hotel non devono essere controllati in base alla normativa sul lavoro, ma in base alla norma sul contenimento della pandemia.

 GLI ESONERATI

I lavoratori esonerati dall’obbligo di esibizione del Green pass in azienda sono i soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del ministero della Salute. Fra questi, i pazienti con particolari patologie, incompatibili con la vaccinazione.

CHI CONTROLLA

Il Green pass in azienda è controllato dal datore di lavoro o un suo delegato. L’addetto alla verifica è individuato con atto formale e il Piano operativo e organizzativo (da produrre entro il 15 ottobre) definisce le modalità per organizzare le verifiche e accertare le violazioni. Il datore deve verificare la disponibilità dei dipendenti a effettuare i controlli.

IL PIANO AZIENDALE

Il Piano operativo organizzativo è un atto unilaterale che le aziende devono definire entro il 15 ottobre e che preveda le modalità di effettuazione dei controlli e individua i soggetti incaricati delle verifiche. I “controllori” devono essere riconoscibili e i loro nominativi devono essere comunicati ai lavoratori.

A CAMPIONE O NO

I controlli possono essere effettuati ogni giorno e anche a campione. Quelli a campione sembrano più indicati nelle aziende organizzate a turni, soprattutto a ciclo continuo. La normativa suggerisce che il controllo della certificazione verde scatti «prioritariamente, ove possibile, al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro». Il datore di lavoro deve specificare in quali circostanze voglia effettuare controlli dopo l’accesso al luogo di lavoro. Possono essere digitali (con l’App o con il sistema di rilevazione delle presenze/tornelli), manuali (con operatore) e misti.

MULTE PER LE AZIENDE

I datori di lavoro che non verificano il possesso del Green pass da parte dei lavoratori sono punibili con una sanzione amministrativa che va da un minimo di 400 euro a un massimo di 1.000 euro.

 NIENTE STIPENDIO

I lavoratori che comunicano al datore di lavoro di non avere Green pass o che ne siano privi al momento dei controlli, sono assenti ingiustificati fino alla presentazione del Green pass, ma non possono essere sospesi né licenziati. Da subito si blocca la retribuzione fino alla presentazione del Green pass ma conservano il posto e non ci saranno conseguenze disciplinari.

MULTE PER I LAVORATORI

Le multe scattano quando il lavoratore che entra al lavoro senza Green pass non comunica subito di non essere in regola.

Se un lavoratore dice al datore di non avere il Green pass o se è trovato senza certificato durante i controlli (prima del turno) è solo assente giustificato. Se, invece, entra al lavoro senza Green pass e viene scoperto durante i controlli, è soggetto a una multa da 600 a 1.500 euro, comminata dal prefetto su comunicazione del datore di lavoro o del delegato al controllo.

 SOSTITUIRE I SOSPESI

Nelle aziende con meno di quindici dipendenti è possibile sostituire temporaneamente il lavoratore che non ha il Green pass. Dopo il quinto giorno di mancata presentazione della certificazione verde, il datore di lavoro potrà sospendere il lavoratore non in regola per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta.

L’IDRAULICO A CASA

Non sempre un privato è considerato un datore di lavoro. Non è datore di lavoro quando “acquista” un servizio: ad esempio, se un cittadino chiama un idraulico per farsi aggiustare il bagno, compra un servizio ma non è un datore di lavoro: quindi non ha l’obbligo di controllare il Green pass all’artigiano che entra in casa sua a garantirgli una prestazione professionale.

LA BADANTE

Al contrario se un cittadino assume una badante o una baby sitter diventa datore di lavoro: in quel caso scatta l’obbligo di controllare la certificazione verde del lavoratore/lavoratrice.

 I FURBETTI

Le aziende che effettuano controlli a campione, nel caso in cui vengano trovati dipendenti senza Green pass, non saranno sanzionate. Ma questo a condizione che dimostrino che i controlli sono stati effettuati secondo «modelli organizzativi adeguati». Se il lavoratore sprovvisto di Green pass riesce a eludere i controlli a campione e viene trovato al lavoro, sarà sanzionato anche con i provvedimenti disciplinari previsti dall’azienda.

LA PRIVACY

Il controllo del Green pass non deve comportare in nessun caso la raccolta dei dati personali e sanitari dell’interessato. Non è dunque ammesso il trattamento di alcuna informazione relativa al titolo che consente il rilascio del Green pass e alla sua scadenza. L’azienda dovrà dotarsi di un registro privacy nel quale devono essere inseriti quattro tipi di trattamenti riguardo al Green pass: la verifica della certificazione (senza alcuna registrazione da parte dell’azienda), la gestione delle comunicazioni del lavoratore relativa al mancato possesso del Green pass, la verifica del mancato possesso della certificazione all’accesso al lavoro e l’accertamento delle violazioni.

 NON PIU' DI 48 ORE PRIMA

I datori di lavoro, sia pubblici sia privati, potranno chiedere in anticipo la verifica del Green pass in base alle esigenze organizzative. Il testo definitivo del Decreto della presidenza del Consiglio dei ministri (Dpcm) con le linee guida sul controllo del certificato verde nei luoghi di lavoro prevede lo stop al limite di 48 ore di anticipo entro cui chiedere la verifica del pass.

SMART WORKING

Il lavoratore non può chiedere lo smart working per aggirare la necessità di esibire la certificazione verde, né il datore di lavoro può decidere di far lavorare da remoto chi non abbia il green pass. Vi è però il pericolo di “scappatoie” e di interpretazioni. L’azienda potrebbe, sospettando che un dipendente non abbia il green pass o sapendolo, decidere di concordare il lavoro in smart working e sostenere che la scelta sia legittimata dall’organizzazione interna del lavoro.

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