L’eredità di un grande scrittore

La scorsa estate, in occasione della ristampa da parte della casa editrice La nave di Teseo del racconto “16 ottobre 1943” del grande critico Giacomo Debenedetti, una dolente cronaca della retata nazista nel ghetto di Roma, scritta quasi in presa diretta e pubblicata per la prima volta nel 1944, mi sono riletto “Giacomino”, il bellissimo memoir che il figlio Antonio dedicò al padre.

E, come la prima volta che lo lessi, ho dapprima provato il medesimo stupore che provavo da ragazzo quando leggevo le vite dei personaggi famosi.


I poeti di cui avevo studiato a memoria le poesie, gli scrittori dei quali avevo letto romanzi e racconti, pittori le cui opere avevo ammirato nelle mostre e nelle gallerie d’arte e che mi parevano così lontani e inavvicinabili erano ospiti abituali della famiglia Debenedetti.

Natalia Ginzburg, Carlo Levi, Alberto Savinio, Umberto Saba, Alberto Moravia ed Elsa Morante, Bobi Bazlen, Felice Casorati, Vincenzo Cardarelli, Giorgio Caproni che correggeva i compiti al piccolo Antonio.

Pagina dopo pagina attraverso la sapiente scrittura di Antonio Debenedetti, questi personaggi, narrati nella loro quotidianità, mi erano sempre più familiari. E mi pareva di essere anch’io parte della famiglia Debenedetti; se non un fratello minore di pochi anni, un amico, un compagno di giochi dell’autore.

Con gli scrittori che hanno scritto libri che ci hanno colpito, che abbiamo amato, nasce un rapporto di complicità, che spesso si estende ai personaggi dei loro racconti.

Quando la loro vita giunge al termine, essi non ci abbandonano mai.

Rimangono le loro opere, sugli scaffali di casa o su un angolo di una scrivania a farci compagnia, a continuare a darci emozioni. Ma forse una piccola parte del nostro spirito se ne va con loro.

La scomparsa di Antonio Debenedetti, avvenuta nei giorni scorsi a 84 anni, lascia in me un vuoto ancora maggiore. È un amico d’infanzia che ho frequentato sino alla vecchiaia, che ad un certo punto se ne va.

Un amico che non ho mai conosciuto personalmente, ma con cui ho condiviso sentimenti e pensieri per tutta la vita.