Luana, Sabri e gli altri. In Toscana 28 persone morte sul lavoro da gennaio. Ecco le loro storie 

In ordine da sinitra in alto: Manuela D'Alfonso, Filippo Bubbo, Luigi Viviani, Romulo Sta Ana, Salvatore Vetere, Sabri Jabaliah, Pier Luigi Maffei, Lorenzo Fino, Daniele Rebecchi, Giorgio Chiovaro, Megdi Sinami, Juan Galao, Andrea Bascherini, Singh Jitendra, Giuseppe Siino, Massimiliano Malfatti, Francesco Santicchioli, Leo Martinelli, Gian Piero Vitelli, Donato del Giorno, Luana D'Orazio, Federico Regoli, Andrea Lusini

Sono storie che tolgono il fiato. Storie di dolore, rabbia, vite spezzate, sogni rubati. La disperazione di chi resta. Ecco la spoon river del lavoro

Sono storie che tolgono il fiato. Storie di dolore, rabbia, vite spezzate, sogni rubati. La disperazione di chi resta. Sabri, 22 anni dilaniato dalle presse, Luana, 23, uccisa in un orditoio, Romulo, 47, il rider falciato mentre faceva una consegna, Federico, 44, investito sulla strada che doveva bitumare, Lorenzo, 24, morto sotto un trattore, Megdi, 52, morto in un altro incidente agricolo, Giorgio, 39, morto in un impianto di itticoltura...

A leggerli in sequenza, con le date di morte, formano un elenco freddo di nomi. Che mette i brividi. Un epitaffio, come in una lapide di vittime della guerra. È la guerra che perdiamo ogni giorno quando qualcuno, un giovane o un vecchio, non importa l’età o la professione, muore per lavorare. Oggi si celebra la Giornata delle vittime sul lavoro: una ricorrenza triste per i morti e per l’incapacità di bloccare questa strage.


La Giornata fu istituita dall’Anmil, l’associazione italiani mutilati e invalidi del lavoro negli anni del boom economico, esattamente nel 1950, ma a distanza di 71 anni si continua a morire, proprio come si moriva negli anni Cinquanta: in fabbrica e nei cantieri, sulle strade e in campagna. In Toscane nei primi nove mesi dell’anno, fino al 30 settembre, ci sono stati 28 morti sul lavoro, una media di oltre tre incidenti mortali al mese, 21 morti per cause dirette, sette in itinere (mentre stavano andando o venivano via dal lavoro). 28 morti che hanno fatto scattare l’allarme sicurezza, concentrati in alcuni periodi soprattutto alla fine dell’estate. In Italia i morti sul lavoro sono circa mille ogni anno; nel 2007 sono stati 1260. Nel 2020, che pure è stato l’anno del Covid e del lockdown con una drastica riduzione delle attività lavorative, gli infortuni con esito mortale sono stati 1.270, il 16, 6% in più dell’anno precedente. Nel primo semestre del 2021 ci sono più di due morti al giorno per lavoro nel nostro Paese. Una contabilità triste frammentaria al tempo stesso. Non esiste infatti un osservatorio unico, anche per ragioni oggettive. L’Inail, l’ente nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, è l’istituto di riferimento ma deve seguire una lunga istruttoria per i casi non da “esito immediato”, quando la morte sopravviene dopo un ricovero ospedaliero o se ci sono implicazioni giudiziarie. I dati ufficiali sono quindi disponibili dopo un paio di anni. In Toscana c’è però un osservatorio regionale che mette insieme i dati delle Asl in tempo quasi reale.



Il Tirreno ha voluto ridare un volto a questi nomi, un volto e una storia, mettendo insieme anche con fatica le singole storie raccontate nelle cronache. Uno Spoon river per non dimenticare. Quattro morti nel mese di gennaio. Il 9 Manuela D’Alfonso 63 anni, collaboratrice scolastica di Ponte a Moriano, morta dopo essere caduta dalle scale nell’istituto professionale Giorgi, a Saltocchio, in Lucchesia, l’istituto professionale dove era stata assunta finalmente, nel settembre 2020, dopo una vita da precaria. Il 19 perde la vita Filippo Bubbo, 25 anni autista pisano: muore in un incidente stradale in Veneto alla guida del camion dell’azienda di famiglia. Coinvolto in un tamponamento tra due autoarticolati sull’autostrada A4 nel tratto tra Portogruaro e San Stino in direzione Venezia. Il 21 gennaio Luigi Viviani, 48 anni, di Castelnuovo Garfagnana, muore mentre sta tagliando un albero nel bosco: un grosso tronco lo colpisce al volto, sbalzandolo a quattro metri di distanza e uccidendolo sul colpo. 31 gennaio: Romulo Sta Ana, rider filippino di 47 anni residente a Montecatini, muore mentre fa una consegna: stava attraversando la strada per andare a ritirare una prenotazione da McDonald’s. 15 euro di compenso per una sera di lavoro.

Non va meglio febbraio: il primo del mese Salvatore Vetere, 51 anni, di Montopoli in Valdarno, artigiano edile, muore in un capannone della ditta di rifinizione del pellame Atlante Finish Srl dopo essere precipitato da un ponteggio. Il giorno seguente, Sabri Jaballah, 22 anni, operaio tunisino residente a Prato, muore schiacciato sotto una pressa in un’azienda tessile, la Millefili Spa con sede a Montemurlo. Il giovane stava pulendo un macchinario per cardare il filato con un tubo per l’aspirazione. 5 febbraio: Pier Luigi Maffei, 66 anni, titolare di una pasticceria a Stagno, muore cadendo da un solaio mentre stava aspirando della farina dal soffitto. Quattro giorni dopo Francesco Santiccioli, 68 anni, falegname di Empoli, muore nella sua impresa per l’esplosione di un compressore. Il 13 è la volta di un pensionato che fa il volontario in parrocchia: Leo Martinelli, 62 anni, di Lucca, muore cadendo da una scala mentre esegue dei lavoretti nell’oratorio di Nave. Il 24 un altro pensionato, Gian Pietro Vitelli, 78 anni, muore in ospedale, alcuni giorni dopo essere caduto da una scala mentre si trovava alla Dsm Infissi di Porcari.

Il 2 aprile Donato Del Giorno, autotrasportatore di Antraccoli (Lucca) 52 anni, cade da un camion probabilmente per un malore alla Smurfit Kappa di Capannori, e muore.

È il 3 maggio: Luana D’Orazio, 22 anni, operaia di Prato e madre di un bambino di tre anni, muore stritolata in un‘orditoio dell’Orditura Luana di via Garigliano a Montemurlo.

26 maggio: Federico Regoli, 44 anni, operaio neo assunto, muore a Castiglione della Pescaia, sul cantiere per la costruzione di una pista ciclabile. Travolto da un furgone a sua volta violentemente tamponato da un’auto. Due giorni dopo Andrea Lusini, 51 anni di Monteroni d’Arbia (Siena), padre di 3 figli, muore in provincia di Pavia, per le esalazioni tossiche dell’azienda dove lavorava, che produceva mangimi animali. Stava cercando di sbloccare il tubo di una vasca di decantazione. Il 26 giugno Antonio Pistocchi, 59 anni, babbo diquattro figli, muore schiacciato dal trattore che stava guidando in un terreno, a Greve in Chianti.

Altro incidente agricolo, sempre a Greve, il 29 giugno: vittima Lorenzo Fino, operaio di 24 anni. È il 21 luglio: Daniele Rebecchi di 54 anni, titolare di una ditta edile, muore cadendo da 15 metri mentre installava un lucernario ad Avenza (Carrara). Il 26 agosto Giorgio Chiovaro, 39 anni di Donoratico (Livorno) sub in forza alla società Civita Ittica, muore colpito alla testa dal motore della barca della stessa società per cui lavorava nel golfo di Follonica. Il 31 Megdi Sinani, operaio di 52 anni addetto al taglio dei boschi, originario della Macedonia, muore sotto il trattore a Badia Tebalda (Arezzo).

Settembre si apre in tragica sequenza: il 7 Guido Costantini, giardiniere di 73 anni, originario di Castelfranco (Pisa)è folgorato da un cavo elettrico mentre è intento a potare un albero. Muore dopo tre giorni in ospedale. Lo stesso giorno Juan Galao marinaio di 54 anni originario delle Filippine, muore colpito da un cavo a bordo della nave cisterna Meligunis in partenza dal porto di Livorno. L’8 settembre Giuseppe Zizzo, 73 anni, muore a Castelfiorentino (Arezzo) precipitando da un albero in un’azienda agricola forse per un malore. Nello stesso giorno Andrea Bascherini operaio di 54 anni, muore schiacciato da lastre di marmo nel piazzale della ditta 2P di Pietrasanta.12 settembre: Singh Jitendra 33 anni, operaio indiano, due figli, muore colpito da un albero o da una gru mentre è addetto al taglio di alberi nella tenuta Biscottini, a Peccioli, nel Pisano. Il 18 Giuseppe Siino 48 anni di Prato, muore nell’azienda tessile Alma a Campi Bisenzio dove lavorava, agganciato da un rullo per moquette. 28 settembre: Massimiliano Malfatti, 54 anni, di San Giuliano Terme, imprenditore agricolo, muore travolto da una trebbiatrice. Lascia la moglie e tre figli.



Mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro: con questo spirito settantuno anni fa, nel 1950, venne istituita la Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. E ancora oggi ci si chiede come rilanciare la sicurezza, dai controlli alla prevenzione, a partire dall’educazione. Venerdì scorso la Regione Toscana ha firmato un nuovo protocollo di sicurezza per il porto di Livorno.«Continueremo a promuovere la cultura della prevenzione, investendo in specifici progetti di formazione e informazione», ha detto l’assessore alla Sicurezza Simone Bezzini. La Toscana ha un’attività sulla prevenzione superiore alla media nazionale. «Non possiamo mai accontentarci perché ogni morto è una sconfitta – dice la coordinatrice del servizio prevenzione e sicurezza della Regione, l’ingegnera Giovanna Bianco –: le ispezioni in Italia hanno una media del 5%, in Toscana dell’8%, i controlli nei cantieri fino al 20%, vale a dire un cantiere su 5 viene ispezionato dai tecnici delle nostre Asl». L’obiettivo, anche dopo gli ultimi incidenti mortali, è potenziare la formazione a livello scolastico e aziendale. Lo sottolinea il dottor Renzo Berti, coordinatore del progetto regionale pilota “Lavoro sicuro”: la prevenzione è fondamentale e per questo ci vogliono investimenti e tecnici esperti. La sua task force di 74 tecnici, nata nel 2014 dopo la morte di sette operai cinesi in una fabbrica di Prato, ha controllato in due anni ottomila aziende, tutto il distretto tessile di Prato. Un’attività mirata, e una cultura diffusa fin dalle scuole. Per questo l’Anmil toscana promuove il progetto “Testimonial”, incontri per divulgare la cultura della prevenzione degli infortuni sul lavoro tra gli studenti e nelle aziende.

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