Insulti al Tirreno nei commenti social: le minacce dopo il servizio sui no-vax

Editore e direttore presenteranno querele anche per le offese, la solidarietà dell’Associazione stampa toscana

LIVORNO. «Propongo un attacco ai giornalisti» è il commento più “forte” di una narrazione social che si snoda su circa 1.500 commenti. Farciti, al netto degli insulti e delle minacce, di parole come democrazia, dittatura, fascismo. Tendenzialmente “fascismo” è considerato un termine obsoleto. Come se fosse un qualcosa di appartenente ai meandri della storia, cristallizzato per sempre in un’epoca diventata quasi astratta.

Quello di “democrazia” è percepito in generale come un principio da difendere. Poi ognuno riempie il calderone semantico come meglio crede. Per esempio si ritiene, a torto, che la democrazia italiana contemporanea sia in realtà una dittatura. Perché, è il ragionamento contorto e privo di fondamento, «quale democrazia imporrebbe il Green pass obbligatorio per lavorare, considerando anche l’articolo 1 della Costituzione?».


Qualcuno prova a intervenire nel “dibattito” (senza successo) dicendo semplicemente che in una dittatura non sarebbe permesso pubblicare post su Facebook contro ciò che si ritiene una dittatura. Altri ricordano, con ancora meno successo, come la stampa sia uno dei cardini intorno ai quali ruota la democrazia.

Il racconto in pillole social di quanti tendono a qualificarsi come “popolo” prende forma sulla pagina Facebook del Tirreno, sotto al post con la foto della prima pagina di domenica 10 in cui si dà conto degli scontri di Roma, quando alcuni manifestanti si sono staccati dal corteo non autorizzato di no-vax (che non intendono vaccinarsi) e no-Green pass (contrari al Green pass obbligatorio) per poi sfondare la porta della sede nazionale della Cgil.

La cronaca della nottata regalerà anche un assalto al pronto soccorso dell’Umberto I, dove era ricoverato uno dei partecipanti alla protesta di Roma. Tra coloro che hanno forzato l’ingresso della Cgil, lo ricordiamo, c’erano anche esponenti di Forza Nuova, poi arrestati.

“No-vax, assalto alla democrazia. Attacco fascista alla sede Cgil e a Palazzo Chigi”, questo il titolo finito al centro dell’odio social. «Quando verranno a prendervi in ufficio cari giornalai la vedrete bene da vicino la democrazia», scrive Lorenzo Sabattini. I toni dei commenti si alzano. «Propongo sabato prossimo attacco ai giornalisti», scrive Paolo Landi. E poi, ancora (è il commento di Carlo Di Luca): «Chissà quando andrà in fiamme la sede».

Alle minacce si aggiunge il creativo ventaglio di insulti indirizzati ai giornalisti. Un solo esempio, la frase postata sulla Pagina Facebook del Tirreno dal profilo di Dania Ban. «Venduti, corrotti, schifosi e bugiardi. La pagherete».

L’editore e il direttore del Tirreno presenteranno querele nei confronti di tutti quelli che hanno minacciato offeso.



A esprimere solidarietà per le minacce ricevute sui social è il presidente dell’Associazione stampa toscana, Sandro Bennucci: «Dopo neanche 24 ore dall'assalto alla sede nazionale della Cgil si ricomincia con le minacce ai giornalisti – scrive Bennucci in una nota –. “Colpa” dei colleghi del quotidiano è di aver dato conto di quanto accaduto a Roma e di averlo giustamente interpretato come un attacco alla democrazia. Al direttore Stefano Tamburini, al comitato di redazione e a tutti i colleghi del Tirreno – aggiunge Bennucci – va la solidarietà dell'Ast. Rinnoviamo la richiesta di attenzione a prefetti e forze di polizia affinché venga salvaguardato il diritto all'informazione, che è alla base dei principi democratici. Lo squadrismo social, al pari di quello messo in atto contro le sedi sindacali, non va sottovalutato e va combattuto colpo su colpo. Denunceremo sempre ogni tentativo di condizionare il lavoro quotidiano dei colleghi giornalisti».

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